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Cgil e Sunia hanno presentato a Cassano allo Ionio il progetto “Rigenerare per abitare”, un’iniziativa ambiziosa che mira a contrastare l’emergenza abitativa e, al contempo, rilanciare l’occupazione nel settore edile. L’obiettivo principale di questa proposta è trasformare immobili pubblici abbandonati e beni confiscati alle mafie in alloggi disponibili per la comunità, promuovendo un futuro sostenibile.
Un piano di riqualificazione per beni pubblici
Il progetto prevede l’assegnazione gratuita per trent’anni, tramite bandi pubblici, di ex scuole, uffici e beni sottratti alla criminalità. Questi verranno destinati a cooperative ed enti del Terzo settore. I soggetti aggiudicatari avranno il compito di riqualificare ecologicamente e sismicamente gli immobili, adottando un approccio a consumo di suolo zero. I finanziamenti proverranno da risorse del PNRR, fondi regionali ed europei. Questo modello, nato a Cassano allo Ionio, punta ad estendersi anche ai comuni di Castrovillari e Corigliano-Rossano.
Le voci dei protagonisti e l’importanza della legalità
Durante la conferenza di presentazione, monsignor Francesco Savino, vescovo della diocesi di Cassano allo Ionio e vicepresidente CEI, ha sottolineato l’importanza di passare da una “urbs fatta di muri” a una “civitas intesa come comunità solidale”. Inoltre, Angelo Sposato, segretario della Fillea Cgil nazionale e già segretario generale della Cgil Calabria, ha evidenziato come la rigenerazione rappresenti una spinta per l’occupazione regolare e una forma di riscatto sociale nel segno della legalità. All’incontro hanno partecipato anche Anita Ferraro, responsabile territoriale Sunia, Andrea Ferrone, segretario generale Cgil Pollino Sibaritide Tirreno, il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianpaolo Iacobini, Gianfranco Trotta, segretario generale Cgil Calabria, e Giusi Milazzo di Sunia nazionale. La proposta “Rigenerare per abitare” intende quindi offrire una soluzione concreta a diverse problematiche sociali e economiche della regione.
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