Sanità area grecanica: boom di firme a Melito per ospedale

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MELITO DI PORTO SALVO (RC), 17 giugno 2026 – Una straordinaria mobilitazione popolare ha caratterizzato la raccolta firme a Melito di Porto Salvo, dove la sanità area grecanica è al centro delle preoccupazioni.

Il Comitato Cittadino per la Tutela della Sanità ha registrato un vero e proprio boom di firme, raggiungendo quota 1.000 in sole quattro ore di banchetto davanti all’ospedale “Tiberio Evoli”.

Questo dato evidenzia l’esasperazione della popolazione e la ferma volontà di difendere i servizi sanitari locali.

La voce dei cittadini contro lo smantellamento sanitario

Il successo della raccolta firme, avvenuta a Melito di Porto Salvo, dimostra chiaramente la determinazione della comunità.

L’obiettivo è impedire lo svuotamento dei servizi dell’ex INAM, trasferiti a Roghudi senza adeguati trasporti pubblici, e promuovere l’elevazione del “Tiberio Evoli” a ospedale Spoke, seguendo il modello di Locri e Polistena.

La risposta massiccia dei cittadini è un segnale inequivocabile rivolto alle istituzioni.

Appello ai sindaci: superare i campanilismi

Nonostante l’entusiasmo della cittadinanza, il Comitato ha espresso delusione per la scarsa partecipazione dei consiglieri comunali al gazebo.

Questa assenza è stata definita “fortemente negativa”, soprattutto alla luce delle continue aggressioni ai servizi sanitari del territorio.

In particolare, la chiusura della Guardia Medica nel comune montano di Roccaforte del Greco ha inasprito ulteriormente le tensioni.

Il Comitato, tramite il primo firmatario, ha lanciato un appello pubblico ai sindaci e ai consigli comunali dell’Area Grecanica.

Viene chiesto di abbandonare i “campanilismi” e di formare un blocco unico per contrastare la desertificazione sanitaria operata dall’ASP.

Unire le forze per il diritto alla salute

L’appello sottolinea la necessità di superare i confini comunali per salvare il “Tiberio Evoli” e i servizi sanitari di prossimità.

La cittadinanza ha mostrato un forte senso di dignità e rabbia, raccogliendo 1.000 firme in poche ore.

Tuttavia, la politica locale è chiamata a fare la sua parte. 1.

Presenza fisica ai banchetti: i sindaci e tutti i consiglieri comunali sono invitati a firmare la petizione. 2.

Consigli comunali aperti e delibere unitarie: ogni assise civica dovrebbe approvare un documento formale a sostegno del ricorso al TAR contro lo spostamento dei servizi specialistici e per l’elevazione del “Tiberio Evoli” a ospedale Spoke.

Questo garantirebbe medici stabili e alleggerirebbe il carico sul Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. 3.

Un unico blocco istituzionale: è fondamentale creare un comitato unico dei sindaci dell’Area Grecanica per difendere gli interessi complessivi del territorio, evitando trattative frammentate con l’ASP.

Il Comitato ha ribadito che i cittadini stanno dimostrando una maturità e una forza straordinarie. È ora che la politica locale si dimostri all’altezza del popolo che rappresenta.

Il destino della sanità locale dipende ora dalla capacità di unire le forze.

Ricordiamo che il dibattito sulla sanità è sempre molto acceso, come dimostrato dalla raccolta firme per l’ospedale Tiberio Evoli.

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Author: redazione.web