Ospedali da incubo in Calabria, il blitz de “Le Iene”

Ospedali da incubo in Calabria, il blitz de “Le Iene”

Ospedali da incubo in Calabria, il blitz de “Le Iene”. Il servizio andato in onda ieri sera, mostra le condizioni pessime in cui versa, in particolare, l’ospedale di Locri.

Ospedali da incubo in Calabria, il servizio

Ieri sera è andata in onda una nuova puntata del programma tv di Italia 1 “Le Iene”. Questa volta l’inviato Gaetano Pecoraro ha visitato le strutture ospedaliere di Locri e Polistena che fanno capo all’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.

“Siamo stati in corsia tra soffitti che cadono e infiltrazioni d’acqua, ma anche ascensori che non funzionano e porte d’emergenza che non si aprono. Qui però – si legge sul sito della trasmissione – ci sono anche responsabili che cambiano in continuazione e per cui è difficile fissare le responsabilità e le inchieste sono ritenute “rognose”; come ci dicono dal Palazzo di giustizia.

Tutto questo costa 800 milioni di euro all’anno per 460 posti. Il Policlinico di Milano invece, per il doppio dei posti, costa la metà”.

La situazione a Locri

Il dott. Pasquale Ceratti, medico chirurgo che opera presso l’ospedale di Locri, ha mostrato uno scenario davvero da incubo. Nel servizio ha spiegato come spesso manchino gli essenziali supporti tecnologici: un elettrocardiografo; un ecografo; un defibrillatore o supporti molto più semplici, come siringhe e cateteri.

Ma non è solo questo. L’inviato di Italia 1 evidenzia anche l’assenza di personale specializzato. Nelle sale operatorie manca l’isolamento batterico. Mancano meccanismi di sicurezza idonei, manca un impianto antincendio adeguato. Vi è un solo ascensore funzionate. Le uscite di emergenza non sono a norma, i quadri elettrici sono stati “sistemati” con lo scotch. Le condizioni igieniche sono davvero precarie.

Dove finiscono i fondi?

Dal servizio emerge una situazione davvero paradossale. Dove sono finiti i soldi stanziati, dal momento che gli ospedali cadono a pezzi? Gaetano Pecoraro lo ha chiesto al direttore dell’Asl, il dottor Misiti, che tra l’altro è sia direttore generale che sanitario della stessa struttura. Una doppia carica che non potrebbe avere.

“Provvisoriamente mi hanno incaricato di reggere la direzione generale. Abbiamo un dissesto enorme, non abbiamo bilancio dal 2013. È una situazione particolare. C’è stata una cattiva gestione”. Ha affermato il dottor Misiti.

Per alcuni appare evidente che ci sia l’ombra della ‘ndrangheta dietro tutto questo. L’ospedale di Locri, lo ricordiamo, è stato commissariato per diversi anni per infiltrazioni mafiose.

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