Annullato lo scioglimento del Comune di Lamezia Terme

Annullato lo scioglimento del Comune di Lamezia Terme

Annullato lo scioglimento del Comune di Lamezia Terme. I giudici hanno accolto il ricorso presentato dall’ex sindaco Paolo Mascaro e da alcuni ex consiglieri.

Annullato lo scioglimento del Comune di Lamezia, i particolari

Il Tar del Lazio ha annullato lo scioglimento del Comune di Lamezia Terme.

La decisione di sciogliere il comune calabrese era stata presa dal Governo nel novembre 2017, a causa di presunte infiltrazioni mafiose. All’epoca, il Consiglio dei Ministri aveva deciso lo scioglimento anche di altri Comuni calabresi: Cassano Ionio (Cosenza); ed ancora, Isola Capo Rizzuto (Crotone); Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria); Petronà (Catanzaro) e appunto Lamezia Terme.

L’annullamento dello scioglimento si è deciso poiché, per i giudici, “gli atti gravati non sono riusciti ad evidenziare, per assenza di univocità e concretezza delle evidenze, la ricorrenza di un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi e amministrativi, tale da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni”.

Viene quindi, accolto il ricorso presentato dall’ex sindaco di centrodestra Paolo Mascaro, e da alcuni ex consiglieri.

Il commento di Marasco

“Riscattato l’onore di una città – scrive su Facebook l’ex sindaco Mascaro. Merito di una magistratura che ha combattuto e combatte la criminalità debellandola e sconfiggendola; di una comunità che ha contrastato e contrasta quotidianamente il malaffare; di tante donne e uomini liberi che dedicano e sacrificano, con coraggio e passione, la loro vita per il territorio che amano”.

Lo scioglimento del 2017

Per il Comune di Lamezia Terme, quello del 22 novembre 2017 rappresentava il terzo scioglimento per infiltrazioni mafiose nella sua storia. I precedenti erano infatti avvenuti nel 1991 e nel 2003.

L’allora Ministro dell’Interno Marco Minniti, firmò lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose dal momento che “presenta forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata che compromettono la libera determinazione e l’imparzialità degli organi elettivi, il buon andamento dell’amministrazione ed il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

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