Esplorando i fortini di Pentimele (Reggio Calabria)

Esplorando i fortini di Pentimele (Reggio Calabria)

Fortini Pentimele Reggio Calabria.

Coinvolti in un recente progetto di recupero e valorizzazione, i fortini di Pentimele rientrano fra le cosiddette fortificazioni umbertine.

Sono state costruite nella metà dell’Ottocento.

Costruiti insieme ai fortini di Capo d’Armi, la batteria di Punta Pellaro, i fortini collinari di Arghillà e le fortificazioni dei Piani di Matiniti.

Sono stati edificati come prima linea di difesa da possibili invasioni infatti sono rimasti attivi dal 1896 fino alla seconda guerra mondiale.

Attraverso una stradina ripida e piena di tornanti, che si imbocca all’altezza del palazzo dell’Agenzia del Territorio, si raggiunge il sito oggetto della nostra esplorazione.

Fortini Pentimele Reggio

Lungo la via è possibile godere di alcuni scorci paesaggistici unici e offerti dallo sviluppo urbano della Città Metropolitana.

Fra la linea di costa e i primi rilievi collinari, e dai giochi prospettici dello stretto di Messina.

DOVE SI TROVANO

I fortini Pentimele Reggio Calabria si trovano su due cime prospicienti di una collina e si traguardano fra di loro.

Identici nello sviluppo planimetrico, sono denominati “fortino Nord” o “Pizzi” e “fortino Sud” o “Pellizzeri”.

Rientrano infatti fra la tipologia architettonica definita a “ipogeo” in quanto erano scavati nella collina che li ospitava e non presentava un alzato fuori terra.

Questo offriva un notevole vantaggio strategico, così era possibile sfruttare la posizione geografica elevata per effettuare una vigilanza a ampio raggio sullo Stretto di Messina senza rendersi visibili da mare.

FORTINI PENTIMELE REGGIO CALABRIA

I fortini erano circondati da un fossato che rimane in parte tutt’oggi visibile insieme al ponte levatoio da cui si accedeva nella fortificazione.

VISITANDO IL FORTINO

Visitando il fortino Sud si prova un certo senso di straniamento, infatti, accanto alla fortificazione recentemente recuperata attraverso un accorto restauro, si alzano numerose antenne per le trasmissioni televisive locali che turbano l’armonia fra l’edificio storico e il paesaggio.

Tuttavia, i numerosi affacci panoramici su Reggio Calabria e lo Stretto di Messina compensano largamente il senso di disagio precedentemente percepito.

A fianco del fortino Sud si apre una stradina che conduce a un belvedere dove è in corso la messa in opera del monumento dedicato a San Paolo. Per il momento il complesso si compone della statua del santo, della base di una colonna in marmo di Carrara e di un ampio basamento.

La manutenzione del fortino Nord sembra più trascurata rispetto a quella del “gemello”. Qualche ciuffo d’erba insiste fra i corsi che separano i mattoni e il materiale lapideo, infatti nonostante l’impianto planimetrico sia identico al fortino Sud, il colpo d’occhio è meno di impatto.

COME SONO COMPOSTI I FORTINI

I fortini sono composti da due corpi: i corpi laterali e il corpo longitudinale.

L’incrocio delle componenti laterali e longitudinali delimitano un ampio cortile interno attorno al quale si distribuivano i dormitori per i soldati, gli alloggi per gli ufficiali e le scuderie.

Attraverso scalinate e rampe è possibile accedere ai livelli più elevati.

Costruiti in materiale lapideo e mattoni, sono muniti di finestre, feritoie ed eleganti gocciolatoi inquadrate dai corsi della pietra locale.

Dopo il tramonto si accendono le luci dei lampioni, che delimitano il percorso dalla strada principale fino ai fortini, e dei faretti puntati sugli edifici storici creando un’atmosfera molto suggestiva.

Si conclude, così, la nostra esplorazione dei fortini di Pentimele: una gita fuori porta, a ridosso dalla città, dove le vestigia di un passato recente attendono, pazienti e silenziose, che qualche curioso le riscopra ancora una volta.

Articolo a cura di Giovanni Speranza

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Maria Cristina Condello

Maria Cristina Condello ha conseguito la laurea Magistrale in "Informazione, Editoria e Giornalismo" presso L'Università degli Studi Roma Tre. Nel 2015 ha conseguito il Master di Secondo Livello in "Sviluppo Applicazioni Web, Mobile e Social Media". Dal 2016 è Direttore Responsabile della testata giornalistica ntacalabria.it

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