I sapori della Pasqua: la Pastiera

I sapori della Pasqua: la Pastiera

Articolo a cura di Alessio Foti, Giulia Legato, Laura Mangiola e Lidia Falcone:

La Pasqua è una festività religiosa cristiana che commemora la resurrezione di Cristo. Il significato di tale festività è racchiuso nei seguenti simboli:

• L’agnello rappresenta la liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù d’Egitto.
• La colomba è simbolo di purezza, di raffigurazione gentile, di tenerezza, d’amore ed appare come un messaggero celeste.
• L’uovo simboleggia la resurrezione di Gesù dal sepolcro. Anticamente si usava donare uova vere, solo recentemente queste ultime sono state sostituite dall’uovo di cioccolato.

La tradizione vuole che a seconda del luogo, la Pasqua si celebri in maniera differente.
Nell’area grecanica, oltre all’uso liturgico, vi sono delle tradizioni culinarie tra cui i “cudduraci” e la pastiera.

Oggi parleremo delle origini e della preparazione della pastiera. Quest’ultima affonda le proprie radici nella tradizione napoletana e successivamente si diffonde anche nel nostro territorio.
La leggenda, legata a questo dolce, narra che alcuni pescatori, a causa di un improvviso maltempo, rimasero in balia delle onde per un giorno ed una notte. Una volta rientrati sulla terraferma, chiunque domandasse loro come avessero potuto resistere in mare così tanto tempo, i pescatori risposero che avevano mangiato la “Pasta di Ieri”, fatta con ricotta, uova, grano ed aromi.

Per questo motivo la Pastiera iniziò ad essere simbolo di rinascita, oltre che per gli ingredienti, perché aveva dato una seconda vita a questi quattro pescatori.

Ecco gli ingredienti:
-Per la pasta frolla:
. 3 uova intere
. 500 gr di farina
. 200 gr di zucchero
. 200 gr di strutto
– Per il ripieno:
. 700 gr di ricotta di capra

. 600 gr. di zucchero
. 400 gr di grano cotto
. 80 gr di cedro candito
. 80 gr di arancia candita
. 50 gr di zucca candita oppure altri canditi misti
. un pizzico di cannella
. 100 gr di latte
. 30 gr di burro o strutto
. 7 uova intere
. 1 bustina di vaniglia
. 1 cucchiaio d’acqua di mille fiori
. 1 limone

PROCEDIMENTO:
1. Prima di tutto procuratevi del grano a chicchi, preferibilmente tenero, ma va bene anche quello duro. Lasciatelo in una terrina per 3 giorni e ricordatevi di cambiare l’acqua al mattino e alla sera. Poi scolatelo e sciacquatelo con acqua corrente e, quando sarà ben pulito, mettetelo a cuocere.
Per 500 gr. di grano è sufficiente una pentola con 5 litri d’acqua a fiamma alta fino alla bollitura. Abbassate quindi la fiamma e continuate la cottura per circa un’ora e mezza senza mai girarlo. A cottura ultimata salatelo a piacere e scolatelo.
2. Per preparare i dolci di grano, ovviamente, il sale non va aggiunto. Questa cottura è valida per la preparazione di tutte le ricette a base di grano. Il grano cotto può essere conservato in frigorifero per una settimana circa. Al momento di utilizzarlo, per preparare la ricetta desiderata, portate l’acqua in ebollizione, immergetevi il grano e fatelo bollire per circa 5 minuti.
3. Preparate la pasta frolla mescolando tutti gli ingredienti , formate una pallina e lasciatela riposare. Versate in una casseruola il grano cotto, il latte, il burro e la scorza grattugiata di 1 limone; lasciate cuocere per 10 minuti mescolando spesso affinchè diventi cremoso.
4. Frullate a parte la ricotta, lo zucchero, 5 uova intere più 2 tuorli, una bustina di vaniglia, un cucchiaio di acqua di fiori d’arancio e un pizzico di cannella. Lavorate il tutto fino a rendere l’impasto molto sottile. Aggiungete una grattata di buccia di un limone e i canditi tagliati a dadi. Amalgamate il tutto con il grano. Prendete la pasta frolla e distendete l’impasto allo spessore di circa 1\2 cm con il mattarello e rivestite la teglia (c.a. 30 cm. di diametro) precedentemente imburrata, ritagliate la parte eccedente, ristendetela e ricavatene delle strisce.
5. Versate il composto di ricotta nella teglia, livellatelo, e decorate con strisce formando una grata che pennellerete con un tuorlo sbattuto. Infornate a 180 gradi per un’ora e mezza fino a che la pastiera non avrà preso un colore ambrato.

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