Rosarno (RC), centinaia di immigrati in piazza ad un anno dalla Rivolta

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Ad un anno esatto dalla rivolta che scoppio’ dopo il ferimento di due extracomunitari e la reazione violenta di una parte della popolazione, almeno 300 immigrati ”neri” sono scesi in piazza stamane nel centro di Rosarno per chiedere diritti sul lavoro e condizioni di vita migliori, così come inneggiavano i numerosi cartelli che riportavano scritte quali ”Permesso di soggiorno”, ”Lavoro equo”, ”Diritti e dignita”’.

La richiesta principale avanzata dai migranti riguarda infatti  quella dei documenti che consentono di trovare lavoro. Molti di loro, come hanno spiegato gli aderenti alla rete Radici che insieme alla Cgil ha organizzato l’iniziativa per ”una riconciliazione” con la citta’, sono richiedenti asilo. Cio’ significa

che possono stare regolarmente in Italia, ma non possono lavorare. Il che, sotto questo profilo, di fatto, li pone alla stregua degli irregolari e sono cosi’ costretti a lavorare in nero.

Il corteo, al quale partecipano anche gli studenti del liceo scientifico, si e’ fermato per un momento di commemorazione davanti all’abitazione di Giuseppe Valarioti, il segretario del Pci di Rosarno ucciso dalla ‘ndrangheta nel giugno del 1980. Una delegazione dei manifestanti si è spostata poi a Reggio Calabria dove in tarda mattinata era previsto un incontro con il Prefetto.

Al corteo ha partecipato brevemente anche il neosindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi, che poi e’ tornata in Comune per lavorare anche all’allestimento del campo di accoglienza che dovrebbe essere realizzato nella prossima settimana.

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Author: Consuelo

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