Rete No Ponte, annuncio di nuovi progetti per il Ponte sullo Stretto

Rete No Ponte, annuncio di nuovi progetti per il Ponte sullo Stretto

Rete No Ponte

Mentre calabresi e siciliani protestano per lo stato penoso in cui riversano strade e autostrade e i sindaci dell’area ionica  arrivano addirittura a minacciare le dimissioni di massa per lo stato di abbandono della S.S. 106, il governo e la Società Stretto di Messina S.p.A. rilanciano sulla progettazione del Ponte, come al solito, con nuovi annunci.

Così la lobby del Ponte, non contenta di avere già speso circa 420 milioni di euro, ovvero quasi 900 miliardi di vecchie lire, in propaganda e progettazioni che non hanno portato nemmeno ad un elaborato fattibile in oltre trent’anni, annuncia nuovi progetti disegnati da ARCHISTAR.  
Forse incoraggiati dal pensiero che la popolazione si sia ormai completamente assopita, o forse sicuri di avere come interlocutori amministratori locali mediocri, corrotti e incompetenti, burattini disponibili a barattare il nostro futuro in cambio di pochi e futili benefici. 

L’annuncio si é però ritorto come un boomerang proprio sul progetto del Ponte: negli stessi comunicati della società si legge infatti che del progetto definitivo fanno parte molte opere collaterali totalmente sprovviste di VIA; questo mette in mora procedurale l’intero progetto definitivo, vanificandone l’iter amministrativo-burocratico.  

Piuttosto che tentare di legittimare goffamente il “progettificio” con nomi altisonanti, crediamo che la lobby debba spiegare perché, per il progetto definitivo, sono stati allontanati consulenti e tecnici che realmente conoscevano il territorio e le problematiche ad esso connesse, ed ancora come intende affrontare i problemi legati alla non costruibilità, di tipo sismico, idrogeologico e di funzionalità realizzativa che, secondo gli stessi tecnici, si poteva provare a risolvere solo mediante profondi cambiamenti alla configurazione generale del manufatto.

Senza contare  i problemi legati all’impatto ambientale e territoriale, alla reale inutilità dell’opera per il mondo dei trasporti e un problema economico-finanziario, come i costi di realizzazione, che graverà sulle economie dei cittadini per generazioni. 
Problemi che ormai non vengono nemmeno più citati: sperando forse che la collettività se ne dimentichi.

Multimag Comments

We love comments
No Comments Yet! You can be first to comment this post!