Polistena: neonato morto durante il parto, chiesti due rinvii a giudizio

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Polistena: La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per due ostetriche in seguito alla tragica morte di un neonato avvenuta due anni fa all’ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena, un caso che ha scosso profondamente la comunità.

L’indagine si è concentrata sulle responsabilità professionali durante il travaglio, portando all’accusa di cooperazione in omicidio colposo per entrambe le professioniste.

Il neonato morto durante parto è al centro di una vicenda giudiziaria che mira a fare piena luce sulle circostanze del decesso.

Le accuse alle ostetriche e le conclusioni della perizia

Secondo la richiesta del Procuratore aggiunto Santo Melidona, le due ostetriche avrebbero avuto la responsabilità di monitorare l’andamento del travaglio tramite cardiotocografo.

Tuttavia, non avrebbero riconosciuto chiari segni di sofferenza fetale, né avrebbero richiesto l’intervento del ginecologo nonostante le evidenti anomalie cardiotocografiche riscontrate.

Inoltre, avrebbero interrotto il tracciato cardiotocografico in contrasto con le indicazioni mediche.

La perizia tecnica, affidata a esperti quali la professoressa Alfonsa Pizzo e il dottor Giovanni Andò, ha giocato un ruolo cruciale nella definizione delle accuse.

Le loro conclusioni indicano che, se le ostetriche avessero seguito le Linee Guida e le direttive del ginecologo, sarebbe stato possibile procedere con un parto cesareo d’urgenza.

Ciò, con un elevato grado di probabilità, avrebbe permesso al feto di nascere vivo.

La richiesta di giustizia dei genitori e le indagini supplementari

I genitori del piccolo, residenti a Taurianova, si sono affidati a una società specializzata nel risarcimento danni da malasanità per ottenere piena giustizia.

Mary Paolella, consulente della società, ha sottolineato come la madre avesse più volte richiesto un parto cesareo quella sera, ma la sua richiesta sarebbe stata negata.

La gravidanza era decorsa nel migliore dei modi e le condizioni di madre e figlio erano ottimali, rendendo la tragedia ancora più inaccettabile e devastante per i familiari.

Per la medesima vicenda, è in corso un supplemento di indagine nei confronti di un altro sanitario coinvolto, per il quale era stata inizialmente chiesta l’archiviazione.

La richiesta di opposizione all’archiviazione, avanzata dal legale fiduciario dei genitori, è stata accolta dal Gip Francesca Mirabelli, che ha disposto ulteriori accertamenti.

Si attende ora l’esito di questa ulteriore fase investigativa.

Il processo potrebbe iniziare a ottobre, coinvolgendo non solo le ostetriche ma potenzialmente anche il terzo sanitario presente in reparto quella tragica sera.

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Author: FrancescoP