Catanzaro: tribunale condanna regione per progetto “Lavori Regolari”

Questo post é stato letto 400 volte!

Catanzaro, 9 luglio 2026 – Il tribunale di Catanzaro ha condannato la Regione Calabria a risarcire tre donne con 10.000 euro ciascuna per il mancato avvio della seconda fase del progetto “Lavori Regolari” finanziato con fondi europei.

La sentenza, pubblicata il 23 giugno scorso, riconosce il danno da perdita di chance subito dalle ricorrenti, che avevano completato la prima parte del percorso e atteso invano la prosecuzione del programma.

La vicenda del progetto “Lavori Regolari”

Il progetto “Lavori Regolari”, finanziato nell’ambito dei POR Calabria FSE 2007/2013, era destinato a giovani laureate disoccupate o inoccupate.

Esso prevedeva un percorso articolato in due fasi distinte.

La prima fase consisteva in un periodo formativo, mentre la seconda avrebbe dovuto garantire incentivi economici fino a 20.000 euro a fondo perduto, microcrediti o nuove assunzioni presso aziende convenzionate.

Le aspettative tradite e la condotta della Regione

Le tre donne, assistite dall’avvocato Giuseppe Minissale, avevano completato con successo la fase formativa.

Tuttavia, la seconda parte del progetto non è mai stata attivata.

Nonostante l’interruzione, la Regione Calabria ha continuato a mantenere un comportamento ambiguo per anni.

Ad esempio, ha pubblicato l’elenco delle aziende aderenti e nominato una commissione di valutazione.

Inoltre, nel 2018, aveva persino richiesto alle beneficiarie di confermare la propria disponibilità e il mantenimento dei requisiti di disoccupazione.

Queste azioni hanno generato nelle ricorrenti un legittimo affidamento sulla prosecuzione del percorso, come sottolineato dal giudice nella sentenza.

Il tribunale ha evidenziato come la Regione abbia posto in essere una serie di condotte volte a dare avvio alla seconda fase del progetto, determinando un ragionevole affidamento.

Le decisioni del tribunale

Il tribunale ha respinto le eccezioni preliminari sollevate dalla Regione.

La prima riguardava la giurisdizione, con la Regione che sosteneva la competenza del giudice amministrativo.

Tuttavia, il tribunale ha chiarito che le ricorrenti contestavano un comportamento scorretto e non un atto autoritativo, attribuendo la competenza al giudice ordinario.

Prescrizione e responsabilità da contatto sociale

La seconda eccezione riguardava la prescrizione, con la Regione che invocava il termine quinquennale.

Anche in questo caso, il tribunale ha dato torto all’amministrazione, qualificando la responsabilità come derivante da contatto sociale qualificato, una forma di responsabilità di natura contrattuale a cui si applica il termine decennale.

Invece, la società regionale Fincalabra S.p.A., anch’essa chiamata in causa, è stata assolta.

Infatti, il tribunale ha stabilito che la società aveva agito solo su istruzione della Regione, senza alcun potere decisionale autonomo sull’avvio del progetto.

La scelta di fermare il progetto era rimasta esclusivamente in capo alla Regione.

Il risarcimento per perdita di chance

Il punto più significativo della sentenza riguarda il tipo di danno riconosciuto.

Il giudice non ha concesso un risarcimento completo per il mancato ottenimento degli incentivi, poiché non era possibile stabilire con certezza che le ricorrenti li avrebbero ricevuti.

Invece, è stato riconosciuto il danno da perdita di chance, ovvero la perdita di una possibilità concreta e seria di raggiungere il risultato sperato.

Il calcolo è stato basato sul contributo massimo a fondo perduto previsto dal bando, pari a 20.000 euro, applicando una riduzione del 50%.

Questo ha portato a un risarcimento di 10.000 euro per ciascuna donna, oltre agli interessi legali.

Un precedente importante per la pubblica amministrazione

Questa sentenza si inserisce in un contesto giurisprudenziale che sta ampliando la responsabilità della pubblica amministrazione.

Infatti, la sentenza riconosce che l’amministrazione è responsabile non solo per atti illegittimi, ma anche quando, attraverso il proprio comportamento, crea aspettative legittime nei cittadini e poi le disattende senza giustificazione.

Questo principio tutela coloro che, in buona fede, hanno fatto scelte importanti, come rimanere disoccupate per mantenere i requisiti del bando, confidando nelle promesse delle istituzioni.

Un altro caso di interesse sul tema della responsabilità amministrativa è stato affrontato di recente, come riportato in merito all’inchiesta auto blu calabria.

Leggi pure

Questo post é stato letto 400 volte!

Author: FrancescoP