Motta San Giovanni (RC), richiesta urgente intervento nel torrente Oliveto

Motta San Giovanni (RC), richiesta urgente intervento nel torrente Oliveto

Ponte stradale Oliveto

La stagione delle piogge sta arrivando violentemente  e non si è ancora provveduto a bonificare e mettere in sicurezza il torrente Oliveto. Nel mese di dicembre del 2007 i solerti funzionari del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, dopo un sopralluogo, certificavano la pericolosità del torrente e al fine di scongiurare potenziali pericoli indicavano agli Enti competenti alcune opere mirate alla soluzione dei problemi riscontrati, da eseguirsi con le modalità della somma urgenza.

Tale preoccupante certificazione non solo non è stata tenuta in considerazione dagli Enti interessati, ma in sfregio alla stessa  sono state realizzate ulteriori opere nell’alveo fluviale  consistenti nella collocazione della nuova condotta idrica e della nuova condotta fognaria.

Detti illogici interventi, oltre ad aver ulteriormente deturpato il torrente, hanno acuito il pericolo. Ricordiamo che in gran parte il torrente, anche nel tratto a monte del depuratore,  è privo di opere di arginatura e il pericolo per l’incolumità pubblica è dovuto, tra l’altro, come già certificato,  anche alla presenza della tubazione delle acque di scarico. L’alveo fluviale, specialmente nell’area lato monte antistante  il ponte stradale,  è stato ulteriormente innalzato a seguito del deposito del materiale movimentato nel corso dei lavori  e con la realizzazione lungo l’alveo sinistro (già innalzato dal deposito di detriti) di un terrapieno, alto oltre un metro, sul quale è stata collocata la condotta fognaria.

La presenza di grossi massi da cava in diversi tratti, la intensa vegetazione  specialmente a monte del depuratore ove la sinuosità è maggiore,  la mancanza di  opere di arginatura, l’accumulo di materiale detritico, l’apertura di varchi, la presenza della stazione di pompaggio delle acque reflue, la realizzazione di una strada in terra battuta nell’alveo fluviale, le infrastrutture presenti: quali depuratore, tubazioni delle acque di scarico, abitazioni e attività commerciali poste lungo la foce, espongono ulteriormente in pericolo la collettività in caso di piena.

Si deve evidenziare che la situazione si presenta più grave a monte del depuratore dove la vegetazione è alta e intensa, ed inoltre a circa duecento metri dall’impianto, tratto privo di opere di arginatura, le irruente acque torrentizie sbattono prima contro la montagna sulla destra del torrente e poi contro il costone lato sinistro provocando delle frane. Se dovesse franare l’intero costone il torrente rimarrebbe bloccato.

Non si comprende come si possa pensare di autorizzare la costruzione di un nuovo polo depurativo nell’area ove insiste l’attuale impianto, in considerazione della situazione di rischio   a cui è esposto il sito  e tenuto conto che non risulterebbero progettati muri d’argini a monte del depuratore, ove si sono verificate alcune frane.

Ribadiamo che ora la situazione nel torrente Oliveto è peggiorata. Già da qualche tempo sussistono le condizioni che un’eventuale piena porti via il ponte stradale e il vicino ponte ferroviario. La sezione idraulica risulta ancora più ridotta, mentre la distanza tra il fondo del nuovo alveo (formatosi a seguito di accumulo di materiali) e la quota di sottotrave varia da mt.1,70 a  mt.2,10 ).

Sottolineiamo che non si è provveduto a smaltire  presso discariche autorizzate i rifiuti anche pericolosi interrati durante l’intervento di manutenzione straordinaria iniziato, ma non completato dall’Amministrazione provinciale, nel mese di novembre 2008.

In questo preoccupante ed allarmante contesto, è bene richiamare alla mente la tragedia, difficile da dimenticare anche dopo dieci anni, del camping “Le Giare” costruito a ridosso del letto del Fiume Beltrame, in una area a rischio d’esondazione. Rischio d’esondazione presente anche nel torrente Oliveto.

Pensavamo che fossero, tra le tante tragedie,  sufficienti le vittime e i danni provocati dal maltempo lo scorso anno a Messina, a Maierato, quelli recentemente in  Campania e a  Reggio Calabria, e che le impressionanti immagini ripetutamente diffuse dai vari telegiornali nazionali avessero potuto svegliare le coscienze degli Enti locali competenti, stimolandoli ad intervenire  prima che la forza della natura procuri altri disastri. Invece ciò evidentemente non basta.

Il pericolo per la popolazione di Lazzaro non viene soltanto dal mare, ove da anni ininterrottamente si spende denaro pubblico senza risolvere la problematica, ma anche dai monti. Ed i fatti ci insegnano che  un torrente caricato dagli acquazzoni scenderà dai monti al litorale per riprendersi il suo antico e naturale alveo occupato dalla dissennata opera dell’uomo non soltanto con le costruzioni abusive, ma anche con quelle autorizzate, perciò rinnoviamo alle istituzioni competenti l’urgente richiesta di intervenire per bonificare e mettere  in sicurezza il Torrente Oliveto.

Si tratta di un intervento serio che richiede la realizzazione di importanti opere e l’impiego di cospicue risorse economiche. Non si può pensare di bonificare un torrente con i contributi di  quindici mila euro che la l’Amministrazione provinciale di Reggio Calabria da qualche tempo elargisce a tal fine al Comune di Motta San Giovanni, che tra l’altro non si è a conoscenza dell’intenzione di eseguire tale intervento.

E’ inoltre urgente intervenire in località Comunia/Sant’Ilario ove insiste la discarica comunale di rsu in merito alla quale già da tempo sono stati attivati gli Enti locali competenti a seguito di una certificazione con la quale il geologo della locale Provincia, previo sopralluogo riscontrava, tra l’altro, condizioni di rischio frana.

La probabilità che in occasione di precipitazioni intense e prolungate si possono produrre effetti che sono in grado di portare alla perdita di vite umane aumenta a seguito di alcuni  interventi scellerati dell’uomo che, come meglio indicato nelle pregresse segnalazioni, hanno determinato l’instabilità del terreno e creato una forte acclività del versante collinare.

Copia della presente unitamente ad un CD ROM contenente documentazione fotografica e video sarà trasmessa al Dipartimento Nazionale della Protezione  Civile a mezzo posta ordinaria.

Fiduciosi della sensibilità delle Istituzioni in indirizzo sulla problematica, attendiamo un riscontro alla presente con adeguata sollecitudine e ringraziando per l’attenzione che presterete alla presente richiesta, porgiamo cordiali saluti.

Comitato Spontaneo “Torrente Oliveto”

rappresentato da Vincenzo Crea

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