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Dodici persone sono state indagate a Reggio Calabria per gli spari ad Arghillà, nell’ambito di una recente inchiesta condotta dalla Procura e dai Carabinieri. Gli indagati, in larga parte giovanissimi e appartenenti alla comunità rom del quartiere, sono accusati di aver partecipato a scorribande armate. Tra loro figura anche un minore, per il quale si procede separatamente.
La notte di Capodanno e le intimidazioni ad Arghillà
Le indagini hanno permesso di ricostruire gli eventi della notte di Capodanno 2026, quando il quartiere Arghillà è stato teatro di sparatorie. In quell’occasione, lampioni, cartelli stradali e carcasse di elettrodomestici abbandonate sono stati crivellati da colpi di fucili e pistole. Questi episodi rientrano tra le intimidazioni ad Arghillà, un quartiere periferico che spesso si trova al centro di problematiche legate al degrado e alla sicurezza.
Il profilo degli indagati e il contesto sociale
La maggior parte degli indagati ha circa diciotto anni, o poco più, evidenziando il coinvolgimento di fasce d’età molto giovani. Tutti residenti ad Arghillà e membri della comunità rom locale, sono ora al centro di un’inchiesta che cerca di far luce sulle dinamiche che hanno portato a tali atti. Il quartiere, situato nella periferia nord della città, è purtroppo noto anche per la presenza di ingenti quantità di rifiuti abbandonati, che contribuiscono a un contesto di degrado urbano.
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