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Un’ampia campagna di controlli condotta dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Crotone, con il supporto dell’Arma territoriale, ha messo in luce un quadro preoccupante di sfruttamento e violazioni delle norme sulla sicurezza.
L’obiettivo dell’operazione era contrastare il lavoro nero e verificare le condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro nella provincia.
I risultati preliminari indicano irregolarità diffuse e l’applicazione di maxi sanzioni.
Un quadro allarmante di irregolarità nel settore lavorativo
I dati raccolti nei primi mesi del 2026 rivelano una situazione critica.
Sono stati effettuati 68 accessi ispettivi in settori cruciali dell’economia locale, come la ristorazione, le strutture ricettive, l’edilizia, l’agricoltura e il commercio.
Di queste attività, ben 57 sono risultate irregolari, con un tasso di non conformità che si avvicina all’84%.
Questo evidenzia una diffusa inosservanza delle normative vigenti.
Lavoro sommerso: un problema persistente
Il dato più preoccupante emerge dal controllo della manodopera: su 120 posizioni lavorative esaminate, 48 dipendenti sono stati trovati a lavorare completamente “in nero”, rappresentando il 40% del totale.
Si tratta di quasi un lavoratore su due privo di qualsiasi tutela assicurativa, previdenziale e contrattuale.
Questa situazione mette in luce la vulnerabilità di molti lavoratori e la necessità di interventi più incisivi.
Interventi e sanzioni: la risposta delle autorità
La risposta dei Carabinieri del NIL è stata immediata e decisa: 1.
Sei attività imprenditoriali sono state sospese per aver superato la soglia critica di personale non regolarizzato. 2. È stato quantificato un totale di 179.942 euro tra ammende e sanzioni amministrative. 3. È stata applicata la maxi sanzione di 3.900 euro per ogni dipendente trovato a lavorare in nero, a cui si aggiungono ulteriori sanzioni amministrative per oltre 52mila euro.
Violazioni sulla sicurezza: denunce penali per gli imprenditori
Oltre al lavoro sommerso, le ispezioni hanno rivelato gravi violazioni del Decreto Legislativo 81/2008, il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro.
Le carenze strutturali e organizzative riscontrate hanno portato a denunce penali per gli imprenditori coinvolti.
Tra le violazioni più comuni si annoverano l’omessa sorveglianza sanitaria (mancanza delle visite mediche obbligatorie), la mancata formazione del personale sui rischi aziendali, carenze nei dispositivi antincendio e nella segnaletica di emergenza.
Sono stati inoltre scoperti impianti di videosorveglianza “pirata”, installati per monitorare i dipendenti senza le necessarie autorizzazioni.
La lotta continua per la legalità e la sicurezza
L’operazione non si ferma qui.
Il Comando provinciale ha annunciato che le attività di controllo proseguiranno in modo capillare in tutto il territorio crotonese.
L’obiettivo principale è ripristinare la legalità e garantire il diritto a un lavoro sicuro e dignitoso.
Le indagini e le ispezioni continueranno a essere coordinate in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Procuratore Domenico Guarascio.
Per rimanere aggiornati sulle notizie relative alla giustizia e alla sicurezza nel territorio, potete consultare la sezione coraggio e fedeltà carabinieri.
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