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Il comitato no ponte ha formalmente richiesto le dimissioni del Consiglio di Amministrazione della Stretto di Messina Spa, inviando le prime 2.000 firme raccolte.
Questa iniziativa segue l’apertura di un’inchiesta su un presunto tentativo di corruzione.
L’obiettivo era condizionare il parere della Corte dei Conti riguardo al progetto definitivo del ponte sullo Stretto.
La richiesta di amministrazione giudiziaria e i destinatari
Oltre alle dimissioni, il comitato ha sollecitato anche l’amministrazione giudiziaria per la società Stretto di Messina Spa.
I destinatari della petizione sono stati la Procura di Roma, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i soci della Stretto di Messina Spa.
Tra questi figurano il Ministero dell’Economia e delle Finanze, Anas, RFI e le Regioni Sicilia e Calabria.
La petizione continua online
I promotori dell’iniziativa hanno reso noto che la raccolta firme prosegue attivamente online.
Infatti, è possibile aderire alla petizione attraverso la piattaforma change.org.
La mobilitazione evidenzia una forte preoccupazione civica e la volontà di trasparenza in merito alla gestione del progetto.
Implicazioni dell’inchiesta per il progetto
L’indagine in corso getta un’ombra significativa sul processo decisionale e sulla regolarità delle procedure relative al ponte sullo Stretto.
La richiesta di dimissioni e di amministrazione giudiziaria sottolinea la gravità delle accuse e l’esigenza di chiarezza.
Questo scenario potrebbe avere ripercussioni importanti sul futuro dell’ambizioso progetto infrastrutturale.
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