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Quella che doveva essere una normale perquisizione di routine alla ricerca di armi si è trasformata in una delle scoperte più clamorose degli ultimi anni nella Locride.
Ad Ardore, i carabinieri hanno portato alla luce un sofisticato bunker sotterraneo con camera di fuga, un vero e proprio labirinto ingegneristico, progettato nei minimi dettagli per garantire la latitanza e la fuga di esponenti della criminalità organizzata.
L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Locri e della Stazione di Ardore, supportati dall’eccellenza tecnica dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e dall’ausilio logistico dei Vigili del Fuoco di Bianco.
La scoperta di questo bunker sotterraneo con camera di fuga rappresenta un duro colpo per le attività illecite nella zona.
L’ingegneria del nascondiglio: tre stanze e una botola hi-tech
Dietro pareti apparentemente anonime e al di sotto del pavimento di un immobile insospettabile, gli investigatori si sono trovati davanti a una struttura sotterranea realizzata con cura maniacale.
Il bunker, definito dagli inquirenti come il più articolato e sofisticato mai rinvenuto sul territorio, si sviluppava in tre ambienti distinti: 1.
Una camera da letto completamente attrezzata 2.
Un servizio igienico funzionale 3.
Una “camera di fuga”, il vero cuore pulsante del complesso
A rendere straordinario il rifugio era il sistema di occultamento, degno di un set cinematografico: una pesantissima botola in cemento armato, totalmente invisibile all’esterno, azionata da un sofisticato meccanismo elettrico nascosto.
Questa ingegnosa soluzione ha permesso di mantenere segreta l’esistenza del bunker per lungo tempo.
Il tunnel della libertà: 120 metri verso la campagna
Una volta attivato il meccanismo, la botola si apriva su uno stretto cunicolo sotterraneo.
Un tunnel lungo ben 120 metri, scavato interamente nelle profondità del terreno, che collegava il bunker direttamente a un’area rurale isolata, garantendo una via di fuga rapida e al riparo da occhi indiscreti in caso di blitz delle forze dell’ordine.
Gli investigatori hanno sottolineato come questa struttura sia una delle più complesse mai scoperte, per la compartimentazione degli spazi, i sistemi di accesso e l’architettura.
Indagini in corso per identificare i responsabili
Le operazioni di messa in sicurezza e ispezione del sito hanno richiesto ore di intenso lavoro e il coordinamento di più reparti specializzati.
Smantellato il labirinto, resta ora da chiarire il mistero più grande.
Le indagini dei carabinieri proseguono a ritmo serrato per dare un nome al proprietario dell’immobile e, soprattutto, per accertare chi abbia commissionato l’opera e quale latitante abbia trovato rifugio tra quelle mura sotterranee.
Questo tipo di operazioni sottolinea l’importanza dell’azione delle forze dell’ordine nella lotta alla criminalità organizzata.
Per approfondimenti su altre operazioni delle forze dell’ordine, si può leggere l’articolo sulle nuove leve del clan Gallace.
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