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L’Arpacal ha rilevato temperature più alte a giugno in Calabria, con un’anomalia termica media regionale pari a +1,79 °C.
Questo dato conferma il persistente trend di riscaldamento osservato negli ultimi anni.
Le analisi provengono dai dati meteorologici elaborati dal Centro funzionale multirischi dell’ente.
Giugno meno anomalo degli anni precedenti
Nonostante l’incremento, il mese di giugno 2026 è risultato meno anomalo rispetto ai due anni precedenti.
Infatti, nel 2024 l’aumento medio delle temperature aveva raggiunto i +2,32 °C, mentre nel 2025 si era attestato a +2,54 °C.
Le elaborazioni di Arpacal evidenziano inoltre una distribuzione territoriale delle anomalie termiche non uniforme.
Anomalie termiche e fattori geografici
Gli incrementi più marcati si sono registrati nelle aree interne della regione, in particolare nelle province di Cosenza e Crotone, rispetto alle zone costiere.
Questo fenomeno conferma il ruolo della conformazione geografica e della circolazione atmosferica nella modulazione degli effetti delle ondate di calore sul territorio calabrese.
La Calabria è rimasta ai margini della struttura anticiclonica che ha causato una prolungata ondata di calore in gran parte dell’Europa centro-occidentale e nel Nord Italia.
Questa configurazione atmosferica ha limitato gli effetti più intensi sul territorio regionale, che non ha registrato, nella prima fase dell’evento, gli stessi livelli di eccezionalità osservati in altre aree del Paese.
Tuttavia, nel corso dell’ultimo fine settimana, il progressivo spostamento verso est della “cupola di calore” ha determinato un sensibile incremento delle temperature anche in Calabria.
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