Melito, l’Arcivescovo Morosini parla ai giovani

Melito, l’Arcivescovo Morosini parla ai giovani

Gli studenti e il personale docente dell’Istituto Comprensivo ” Megali Melito Roccaforte ” e l’Istituto di Istruzione Superiore ” Ten.Col. G. Familiari ” hanno incontrato l’Arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, Mons. Giuseppe Morosini.

È stato accolto tra gli applausi, questa mattina 2 dicembre alle ore 10:00, presso l’Aula Magna dell’Istituto Megali, sito sul Viale delle Rimembranze e successivamente alle 11:30 nell’Aula Magna dell’Istituto Scolastico ” Ten.Col. G. Familiari “, a Melito Porto Salvo, in cui il Dirigente Scolastico, Dott. Domenico Zavettieri, ha ringraziato l’Arcivescovo, per la sua presenza “portatore di speranza e sani valori, quali l’amicizia, famiglia e solidarietà”.

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Subito dopo l’intervento del Preside ha preso la parola, Sua Eccellenza, che ha dichiarato: “Questa mattina sono venuto qui, a dirvi una parola, come rappresentante di una Istituzione, quella della Chiesa Cattolica, che come le altre Istituzioni educative, devono mettersi d’accordo, puntando all’interesse comune, che siete voi studenti e la vostra formazione”.

Partecipazione e ascolto tra i partecipanti, al discorso dell’Arcivescovo, il quale si è dimostrato aperto ad affrontare tematiche importanti, quali le difficoltà, che i giovani possono incontrare nella società odierna. All’appuntamento sono stati presenti, il Dirigente Scolastico, dott.ssa Concetta Sinicropi, dell’Istituto Comprensivo Megali, don Domenico De Biase, l’Arciprete, don Benvenuto Malara e Frate Faustino.

“Le mie parole mirano a proporvi un confronto, al fine di migliorare la comprensione ad individuare, il fondamento della formazione umana, con consapevolezza, costruendo il futuro e a questo riguardo, il lavoro dei docenti è essenziale, in quanto istruiranno la classe dirigente del domani e tutto ciò avrà delle future ripercussioni sociali e politiche”.

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Nel corso del discorso sono state sottolineate le paure a cui l’essere umano, potrebbe andare incontro, come il terrorismo e la distruzione del pianeta: “Noi abbiamo paura di questi due fenomeni, però al contempo non possediamo il coraggio di affrontare alla radice il problema, perché manca l’unione”.

È stato rimarcato più volte, che il punto di partenza, su cui fondare l’educazione, risiede nel rispetto della dignità umana, aldilà di qualsiasi appartenenza religiosa o ideologia politica.

Interessante è stata, la spiegazione del concetto di libertà, inteso come nodo basilare da sciogliere, affinché possa esistere la civica convivenza.

“Se ciascuno di noi, esige il diritto di essere rispettato, deve farlo per primo, qualora non dovesse accadere, cadrebbe il vivere sociale”.

Altri temi dibattuti, sono stati, il diritto all’opinione, la democrazia, violenza sulle donne, così come la droga e la ‘ndrangheta, mettendo in evidenza, che alla base dell’agire umano, devono esserci i diritti della persona, perché molto spesso viene meno, il bene comune a discapito dei più fragili.

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