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Si va a Barcellona Pozzo di Gotto con una ferita addosso. Piccola, ma che brucia. Quella di Capaci, la prima vera cicatrice di questa stagione. E fa male perché questa Reggina non è costruita per cadere. È costruita per stare davanti, per comandare. Lo dice la rosa, lo dice il lavoro di Marchionni, lo dice il silenzio del pullman dopo la sconfitta. Un silenzio che non è rassegnazione. È rabbia buona. Il campionato si ferma per lasciare spazio alla Coppa Italia, per i trentaduesimi di finale. Questo pomeriggio alle 15:00, allo Stadio “Carlo Stagno D’Alcontres Barone” c’è Nuova Igea Virtus-Reggina. Non è solo una partita per passare il turno. È il primo esame del carattere.
Gli amaranto, dovranno affrontare una trasferta tutt’altro che comoda, contro una squadra che al Granillo qualche settimana fa aveva perso, ma non aveva demeritato. E che ora vuole il riscatto davanti al suo pubblico. Servirà una risposta. Una risposta sul piano della personalità. Serviranno i gol che a Capaci sono mancati, servirà ritrovare la cattiveria del reparto offensivo, quella che Marchionni chiede ogni giorno al Sant’Agata. Proprio il tecnico amaranto, a pochi giorni dal delicato confronto di campionato con la Vibonese tra le mura amiche, ha fatto le sue valutazioni. Non rinuncia, gestisce. Fa rifiatare qualche titolare stanco, guarda negli occhi chi finora ha avuto poco spazio e gli dice: Tocca a te. Sono 21 i convocati per questa sfida che vale più di una coppa. Prima chiamata per Franchini, e poi il ritorno di Reis, dopo l’infortunio. Un sorriso che torna a disposizione del gruppo.
La lista
Portieri: Lagonigro, Madia
Difensori: Baldan, De Mori, Fazio, Girasole D., Girasole R., Runza, Verduci
Centrocampisti: Abonckelet, Laaribi, Macrì, Porcino, Rossetti, Rotulo, Specker, Franchini
Attaccanti: Alma, Guida, Jallow, Reis
Ancora fermi ai box, Palmieri e Pellicanò.
Non convocati: Acquadro, Baggi, Lancini, Magrassi e Toscano.
Oltre la Coppa Italia
La Reggina oggi non gioca solo per gli ottavi. Gioca per dimostrare che la caduta di Capaci è stata solo un inciampo. Che la strada è quella giusta. A Barcellona serve vincere, ma soprattutto serve ritrovarsi.
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