Forte Siacci a Reggio Calabria, addio ai graffiti storici

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Un pezzo di storia del Forte Siacci a Reggio Calabria è andato perduto. I graffiti storici, testimonianza diretta dei giovani soldati che hanno abitato la struttura dalla fine dell’Ottocento al 1943, sono stati cancellati da un intervento di imbiancatura. La notizia ha generato sconcerto e delusione tra coloro che consideravano queste iscrizioni un patrimonio prezioso per la memoria collettiva.

La scomparsa dei segni del passato al Forte Siacci

Il Forte Siacci, insieme al gemello Masotto, rappresenta una delle più imponenti opere permanenti ottocentesche dello Stretto. Negli ultimi quattro anni, i lavori di manutenzione hanno limitato drasticamente le occasioni per visitare l’interno della struttura, rendendo il cantiere quasi perenne. Solo in concomitanza con la Biennale dello Stretto è stato possibile accedere temporaneamente al forte, permettendo al pubblico di ammirarne la magnificenza.

In occasione dell’ultima Biennale, durante gli eventi di apertura, un osservatore ha deciso di documentare le ultime iscrizioni graffite sui muri del forte. Queste erano voci dirette dei giovani italiani appartenenti a reparti, gradi e specialità diverse, che si sono susseguiti in una lunga catena storica. I graffiti offrivano un contatto tangibile con questi ragazzi, permettendo di leggere i loro ricordi e pensieri.

Un’azione irreversibile e le sue conseguenze

L’intenzione era quella di fotografare anche le pitture che abbellivano gli alloggi, conferendo un fascino particolare agli ambienti interni. Tuttavia, questo non è più possibile. I colori tramandati nel tempo sono stati irrimediabilmente coperti da una mano di bianco. Qualcuno ha deciso che queste testimonianze non dovessero essere tramandate alle generazioni future, optando per una scelta arbitraria e dannosa per il bene comune.

Questa decisione, presa senza un apparente confronto, ha cancellato una parte significativa della memoria storica della città.

La mancanza di competenza e studio ha prevalso, sollevando interrogativi sulla gestione del patrimonio culturale. In questo contesto, l’invito è a continuare a fotografare gli interni del forte, poiché nulla sembra essere al sicuro. Il confronto tra il prima e il dopo evidenzia una perdita irreparabile per il Forte Siacci a Reggio Calabria e per la comprensione del suo passato.

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Author: redazione.web