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Un nutrito gruppo di tirocinanti calabresi è sceso in piazza a Catanzaro, bloccando il ponte Morandi, per chiedere la stabilizzazione del proprio impiego. L’azione di protesta mira a sollecitare le istituzioni e la politica a sedersi a un tavolo per trovare una soluzione definitiva a una vertenza che si protrae da anni. I manifestanti hanno incontrato il Prefetto, al quale hanno chiesto un intervento deciso per sbloccare la situazione.
La vertenza dei tirocinanti in Calabria
Nonostante migliaia di tirocinanti abbiano ottenuto la stabilizzazione nelle pubbliche amministrazioni negli ultimi mesi, grazie a continue mobilitazioni, la vertenza è ancora aperta per circa mille lavoratori. Queste persone, dopo anni di servizio, continuano a essere trattate come precari, vivendo nell’incertezza e senza una prospettiva occupazionale stabile. Molti di loro hanno garantito servizi essenziali e contribuito al funzionamento di settori cruciali della pubblica amministrazione.
Le richieste dei manifestanti e le prossime azioni
La scorsa settimana una mobilitazione si è tenuta anche a Lamezia Terme. I tirocinanti chiedono un sostegno al reddito immediato per chi è stato escluso dai processi di stabilizzazione. Inoltre, sollecitano la definizione di un percorso, con tempi certi, che porti alla stabilizzazione nel settore pubblico. Per gli idonei in attesa di scorrimento delle graduatorie, si richiede un’accelerazione delle procedure e la possibilità per le amministrazioni locali di attingere alle graduatorie dei Comuni limitrofi.
Questo permetterebbe di utilizzare pienamente le professionalità già selezionate.
La mobilitazione dei lavoratori continuerà finché non saranno ottenute risposte concrete e una prospettiva di stabilizzazione per tutti i precari. La Regione Calabria e le istituzioni competenti hanno la responsabilità di fornire soluzioni rapide ed efficaci a questa problematica sociale ed economica. Come abbiamo riportato, il 70% dei professionisti vuole tornare in Calabria, ma la precarietà lavorativa rimane una sfida.
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