Questo post é stato letto 210 volte!
«Ci vuole coraggio per fare imprenditoria qui, per stare qui». Con queste parole l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, monsignor Claudio Maniago, ha aperto il confronto con il mondo delle imprese e del lavoro a Cicala. L’incontro, parte della Visita Pastorale nella forania di Gimigliano – Taverna, ha evidenziato l’impegno di chi continua a investire e creare occupazione nelle aree interne. Accanto all’arcivescovo, il sindaco Alessandro Falvo, il parroco don Sergio Polito e alcuni piccoli imprenditori del territorio hanno partecipato al dialogo.
Le sfide della viabilità e delle infrastrutture
Il confronto ha toccato i problemi che ostacolano lo sviluppo locale, in particolare la viabilità e i collegamenti. Maniago ha sottolineato come «una delle piaghe più grandi di questa regione sono le comunicazioni, cioè le strade», basandosi sulle sue osservazioni durante gli spostamenti nella diocesi. Durante la discussione, è stata evidenziata l’importanza della Medio Savuto, un’infrastruttura attesa da decenni. Questa arteria è considerata strategica per migliorare i collegamenti dell’entroterra con Catanzaro.
Si spera che possa ridurre l’isolamento dei centri interni e offrire migliori condizioni per le attività produttive.
Il ruolo cruciale delle Ferrovie della Calabria
Un altro tema emerso è quello delle Ferrovie della Calabria. Per generazioni, queste ferrovie hanno rappresentato più di un semplice mezzo di trasporto per le comunità dell’entroterra. Hanno collegato piccoli centri, famiglie, studenti e lavoratori con Catanzaro, mantenendo uniti territori complessi e offrendo mobilità a chi non possedeva mezzi propri. Questo patrimonio infrastrutturale e sociale potrebbe assumere un nuovo significato oggi.
Il rilancio dei collegamenti ferroviari può infatti contrastare la marginalità delle aree interne, favorendo gli spostamenti quotidiani, l’accesso ai servizi e alle scuole. Inoltre, può connettere meglio le attività economiche con il capoluogo.
Strade e ferrovie, in questa prospettiva, non sono questioni separate, ma componenti di una strategia integrata di mobilità. Il territorio chiede di essere collegato e non semplicemente assistito. Sono state richiamate anche le difficoltà attuali nei collegamenti verso Catanzaro, inclusi i disagi legati ai cantieri nell’area di Gagliano. Questi problemi, sommati alle criticità della rete viaria, impattano sulla quotidianità delle famiglie e sulla competitività delle imprese.
L’impegno dell’arcivescovo per il territorio
Maniago ha manifestato la sua disponibilità a sostenere le istanze del territorio nelle sedi istituzionali. «Se per le strade io posso fare qualcosa, ditemelo. Non ho problemi a scrivere», ha affermato, specificando che il suo impegno è al di fuori di ogni contrapposizione politica. «Non sono qui a dire o a scagliarmi contro nessuno, ma soltanto a manifestare un serio disagio che ho sentito nella popolazione».
Le aree interne: potenziale e futuro
Ampio spazio è stato dedicato al tema dello spopolamento e al futuro delle aree interne. L’arcivescovo ha ricordato la riflessione avviata dai vescovi italiani su questi territori, che custodiscono una parte significativa delle radici culturali e sociali del Paese. È fondamentale superare una visione delle aree interne come realtà destinate al declino passivo. Occorre invece valorizzarne le potenzialità e creare le condizioni necessarie per renderle nuovamente attrattive.
In questo contesto, infrastrutture, trasporti e lavoro sono strettamente connessi. Mantenere un’impresa in un piccolo centro, raggiungere quotidianamente il posto di lavoro o permettere a un giovane di studiare senza trasferirsi, significa garantire collegamenti efficienti e servizi accessibili. Il ruolo delle imprese è decisivo. «Voi rappresentate la vivacità di questo territorio», ha detto Maniago agli imprenditori. «È chiaro che la vostra presenza rende ancora questi paesi vivibili».
L’arcivescovo ha parlato di vere e proprie «eccellenze» che devono essere messe nelle condizioni di esprimere il loro potenziale oltre i confini locali. Dove c’è lavoro, infatti, aumentano le possibilità per le famiglie di rimanere e per i giovani di costruire il proprio futuro nella terra d’origine.
Un imprenditore ha raccontato come tutti e tre i suoi figli abbiano scelto di lavorare nell’azienda di famiglia. «Siamo riusciti a trasmettere l’amore, quindi vuol dire che c’è un futuro», ha affermato. «Se ci sono delle opportunità valide – ha osservato Maniago – si costruisce la famiglia, c’è chi rimane, c’è chi ha il coraggio di rimanere».
Da Cicala, quindi, emerge un messaggio che va oltre i confini del singolo comune: contrastare lo spopolamento significa creare lavoro, garantire servizi e restituire centralità ai collegamenti. La Medio Savuto, la rete stradale e le Ferrovie della Calabria diventano elementi chiave di questa sfida. Le aree interne non chiedono solo di essere raggiunte; chiedono di essere messe nelle condizioni di produrre, innovare, attrarre e trattenere energie.
Una rete di trasporti efficiente può tornare a essere, come nel passato, uno degli strumenti per costruire il futuro di questi territori. Come abbiamo riportato, anche il progetto della Casa Paese a Cicala vuole essere un modello di cura per la memoria.
Potrebbe interessarti anche:
- Calabriando Catanzaro visita Badolato contro lo spopolamento
- Comandante interregionale Gdf visita Catanzaro e Reggio
- A Catanzaro si chiede il ripristino collegamenti ferroviari
Questo post é stato letto 210 volte!

