Calabria – Francesco Maviglia evidenzia la sofferenza del territorio

Calabria – Francesco Maviglia evidenzia la sofferenza del territorio

Coloro che non conoscono la Calabria e hanno responsabilità politiche, arrivando a Reggio Calabria per accaparrarsi consensi, credono di giocarsi l’asso a briscola dicendo che vogliono costruire il ponte sullo stretto di Messina.
Poi spariscono dalla Calabria per anni evitando di affrontare i veri problemi che riguardano i collegamenti nell’estremo Sud Italia.
A proposito di ponti, vale la pena segnalare alcuni che richiederebbero manutenzione e in alcuni casi la ricostruzione, nella provincia reggina jonica, necessari per una moderna e più sicura viabilità sulla strada statale 106.

Partendo da Reggio Calabria in direzione Catanzaro si deve attraversare l’improvvisa strettoia nel tornante di Galati nel comune di Brancaleone, dove due autoveicoli di cui uno di grossa cilindrata non ci passano assieme.
Prima di arrivare a Bianco, c’è il ponte La Verde che andrebbe monitorato dopo ogni piena, ed eventualmente effettuare le dovute manutenzioni.

Dopo qualche chilometro ci si imbatte nel ponte Sant’Anna che ha già causato numerosi gravi incidenti, le paratie installate recentemente ai bordi non sono sufficienti. Prima di Bovalino si passa sopra il ponte Bonamico che ha gli stessi problemi del La Verde. Hanno rischiato entrambi diverse volte l’esondazione dopo forti temporali!
Se in Sicilia ci sono movimenti, appoggiati anche da schiere di politici e sindacati, favorevoli al ponte sullo stretto utilizzando i soldi del  Recovery Fund, si accomodino pure avanti.
In Calabria abbiamo già dato negli anni 70 con il “pacchetto Colombo” (diventato con il passare degli anni  “pacco’) del quinto centro siderurgico e la Liquilchimica di Saline Joniche.

Con grandi navi traghetto moderne e veloci si eviterebbero le sporadiche lunghe attese d’imbarco per attraversare lo stretto di Messina.
I fondi europei si dovrebbero utilizzare per un piano di sviluppo specialmente a favore di quella parte di Calabria che e’ stata dimenticata dalla politica fin dal secolo scorso.
La parte est della Calabria ha bisogno di una rete di collegamenti efficaci, completare la statale strada statale106, potenziare i due aeroporti dello Jonio, sviluppare raddoppiando la linea ferroviaria Taranto – Reggio Calabria (da Taranto a Reggio Calabria ci vogliono più di sei ore di macchina e non ci sono treni utili).
A questo proposito, ben venga la sperimentazione del treno ad idrogeno prevista dal PNRR anche se finora sembra che l’annuncio stia passando in sordina.

E’ sorprende il fatto che nessun politico locale abbia finora colto l’enorme opportunità che l’attuale Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile ha offerto alla Calabria Jonica.
La Calabria Jonica sarà, se il prossimo Parlamento non si opporrà, tra le undici Regioni pionieri a utilizzare il treno ad idrogeno che potrebbe baipassare l’elettrificazione, sostituendo l’attuale trazione diesel con quella ad idrogeno.
L’ indotto come le stazioni di rifornimento ad idrogeno, la manutenzione, porterebbe anche posti di lavoro!
Ci sarebbe un incremento di passeggeri, specialmente studenti e lavoratori pendolari.
In Calabria non ci può essere sviluppo turistico, agricolo, industriale, senza una rete di collegamenti aerei, portuali, stradali e senza l’eliminazione del divario digitale.
I soldi del Recovery Fund si dovrebbero utilizzare bene, non sprecarli per iniziare opere faraoniche come il ponte sullo stretto che non porterebbero nessun beneficio.

Francesco Maviglia