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Protesta tir in Calabria, monsignor Savino chiede diritti

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In Calabria, la protesta tir diritti persone ha ricevuto un’autorevole presa di posizione da parte di monsignor Savino, vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) e vescovo della diocesi di Cassano. Il prelato, intervenuto a un presidio, ha voluto porre l’accento sulla necessità che la democrazia riconosca e tuteli i diritti di chi opera nel settore agricolo e dell’autotrasporto.

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La voce della Chiesa a sostegno di agricoltori e autotrasportatori

Monsignor Savino ha evidenziato come dietro ogni mezzo fermo ci siano storie di sacrifici e famiglie da sostenere. Infatti, ha sottolineato che la democrazia non può limitarsi a richiamare i doveri, ma deve anche garantire condizioni dignitose per chi produce ricchezza e permette alle persone di vivere del proprio lavoro. Questa posizione rafforza il coro di voci che chiedono maggiore attenzione verso categorie professionali essenziali per l’economia calabrese.

Le professioni essenziali per la Calabria

Rivolgendosi direttamente ai manifestanti, il vescovo li ha definiti “angeli della terra”. Gli agricoltori, ha spiegato, custodiscono il territorio, ne coltivano i frutti e preservano tradizioni secolari. Allo stesso modo, gli autotrasportatori assicurano collegamenti vitali tra produttori, imprese, mercati e cittadini. Sebbene diverse, queste professioni sono unite da una comune responsabilità: sostenere la vita quotidiana delle comunità.

Come abbiamo già riportato, la protesta dei tir in Calabria ha causato disagi alla circolazione, evidenziando il ruolo cruciale di queste categorie.

L’agricoltura come identità e futuro della regione

Di fronte al rischio di spopolamento e abbandono delle campagne, monsignor Savino ha lanciato un monito alla politica. “Togliete l’agricoltura alla Calabria: cosa resta?”, ha chiesto, invitando a una profonda riflessione chi detiene responsabilità politiche e istituzionali. L’agricoltura, in Calabria, non è solo una voce economica, ma rappresenta identità, cultura, paesaggio e tradizione. È il lavoro di migliaia di persone, il sostentamento di molte famiglie e una risorsa fondamentale per le aree rurali.

Senza di essa, la Calabria perderebbe una parte essenziale della propria storia e del proprio futuro. Allo stesso modo, senza chi movimenta le merci, l’economia rallenterebbe, con gravi conseguenze per l’intera collettività.

Un appello per il futuro dei territori

In conclusione, monsignor Savino ha ribadito che difendere agricoltori e autotrasportatori significa difendere il lavoro, la produzione e la possibilità di mantenere vivi i territori. Ha promesso di contattare le autorità competenti, affermando: “Non lasciamo soli gli angeli della terra”. La loro battaglia, infatti, riguarda il lavoro, il cibo, l’economia e la dignità delle persone, elementi fondamentali per il futuro delle famiglie e la sopravvivenza di attività essenziali per i territori calabresi.

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