Reggio, Ripepi: “Sogas, non aspettiamo il suicidio dell’aeroporto”

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Il voler continuare a tener in vita la SOGAS con trucchi e belletti, inciuci e camarille, crea una relazione perversa, un circolo vizioso che condannerà Reggio a restare senza aeroporto.

Non c’è spazio per i soliti piagnistei: destra e sinistra hanno governato la SOGAS nel tempo, ma ora l’invito è ad “un mea culpa generale ed incondizionato”.

Ora qui, non si tratta di condannare questa o quella amministrazione o amministratore, ma con rigore e puntualità, serve fornire un contributo alla lettura del fenomeno SOGAS, suggerendo una possibile soluzione, per non trovarci in un’altra ATAM.

Una soluzione, pertanto, che deve necessariamente passare per una nuova legittimazione di coloro che andranno ad amministrare questo patrimonio collettivo, e ai quali si chiede l’attenzione e la considerazione che lo stesso merita, modificando cultura ed atteggiamento.

Serve una tabella di marcia per creare una NEWCO, che traghetti l’Aeroporto dello Stretto verso la fatidica soglia del milione di passeggeri, oggi utile alla sua sopravvivenza. Questa, la grande svolta per centrare l’obiettivo dell’Aeroporto Metropolitano dello Stretto, che deve vedere protagonisti le Camere di Commercio di Reggio e Messina, e i rispettivi comuni, le costituende Città Metropolitane insieme alle Regioni Calabria e Sicilia: un piano industriale che preveda entro il 2019 la privatizzazione dell’aeroporto metropolitano dello stretto, in cui i soci pubblici non scenderanno sotto il 20%.

Un piano di sviluppo così pensato, se realizzato, raggiungerà un potenziale bacino di utenza dello scalo di oltre 40 mila aziende di Reggio e Messina, quello delle grandi aree produttive di Milazzo e Gioia Tauro, il bacino turistico delle Isole Eolie.

E allora, poichè non aspettiamo il suicidio di Reggio e Messina, nel mare delle chiacchiere e pinzillacchere fino ad oggi dispensate dai reggitori della cosa pubblica Comuni, Province, Regioni, concretizziamo la nascita dell’Aeroporto Metropolitano dello Stretto, con un modello di cooperazione pubblico-privato e di rispetto del territorio, senza pseudo cabine di regia od improbabili gite sullo stretto.

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Author: mario.labate

mario labate - collaboratore presso la testata ntacalabria.it

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