“Parme di Bova”, torna il suggestivo rituale di collettiva sacralità popolare

“Parme di Bova”, torna il suggestivo rituale di collettiva sacralità popolare

L’antica usanza di realizzare le “Parme di Bova” si svolge a partire dalle due settimane precedenti la Domenica delle Palme, quando i cittadini di Bova rinnovano un rito suggestivo, sconosciuto in altre parti della Calabria, che viene vissuto come un momento di collettiva sacralità popolare che consiste nel portare in corteo, per le vie del borgo grecofono delle grandi figure femminili costruite con foglie di ulivo, sapientemente intrecciate su un telaio di canna.

Le sere che precedono la ricorrenza, gli anziani ma anche i giovani, a cui da generazioni in generazioni viene tramandata l’arte, si ritrovano insieme per realizzare il laborioso lavoro di costruzione delle Palme differenziandole per dimensione in madre e figlia. Queste particolari figure femminili all’alba della domenica delle Palme vengono abbellite con nastri, merletti, fiori, frutta e primizie di stagione, successivamente vengono portate in processione partendo alle ore 9.30 dai locali del Museo della lingua Greco-Calabra Gerhard Rohlfs, fino a giungere alla piazza antistante la sede municipale, per poi seguire successivamente il cammino verso la chiesa di Santa Caterina dove vengono benedette dal sacerdote. Terminata la funzione tutti i partecipanti riprendono in processione il cammino per le vie dell’antico borgo medioevale fino a raggiungere la chiesa Concattedrale della Madonna dell’Isodia, per partecipare alla celebrazione della Santa Messa.

Bova palme

Subito dopo i partecipanti, uniti in corteo, scendono per giungere nella piazza principale del paese, dove nella scalinata antistante il municipio si conclude la giornata con la consegna da parte del Sindaco Santo Casile, e delle Giunta Municipale della città, dell’omaggio di una “PARMA” simbolo della pace emblema del rispetto, legame con la natura e con la sacralità della vita, al Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte Prof. Giuseppe Bombino, al Direttore Regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per la Calabria dr. Salvatore Patamia, alla Dott.ssa Antonietta D’Aquino Commissario straordinario del Comune di Bova Marina. Le altre statue vegetali vengono smembrate, e le sue parti, dette “steddhe”, vengono donate ai presenti per essere portate in casa in segno di fede e devozione, nell’occasione viene data ai presenti la “Nguta” dolce tipico della Calabria Greca. È importate precisare che tale iniziativa valorizza le peculiarità originarie dei rituali pasquali, la cui ragion d’essere sta proprio nel creare un momento di aggregazione sociale, in cui i partecipanti rimembrino e contemplino i ricordi della tradizione. Il coinvolgimento dei bambini nell’elaborazione delle palme, oltre ad avere un significato formativo di estrema rilevanza, punta a coinvolgere intere famiglie, creando così un legame generazionale, che è fattore fondamentale per il perpetuarsi del rito pasquale bovese.

L’evento, quindi, non riguarda solo i giovani ma l’intera collettività grecanica proponendosi come momento di crescita educativa, formativa e di sviluppo locale, rivolgendosi al turismo religioso, culturale e didattico.

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