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Ne abbiamo visti di gol al Granillo. Di testa, di tacco, di rapina. Ma quello di domenica mancava. Minuti di recupero di Reggina-Vibonese, risultato fermo sull’1-1. Gli amaranto di Marchionni sono alla ricerca del gol della vittoria che non arriva, il pubblico spinge con loro. Poi, all’improvviso, succede l’impensabile. Sul rettangolo di gioco ecco arrivare spedito un tifoso. Non corre verso un calciatore, non cerca la rissa. No. Lui vuole una cosa sola: segnare.
E così, come si legge testualmente nel dispositivo del Giudice Sportivo:
“dopo aver sottratto un pallone ad un raccattapalle, è corso da una porta all’altra”, ha attraversato tutto il campo palla al piede e l’ha messa dentro. Gol. Esultanza. Poi l’intervento delle forze dell’ordine. Un’azione da centravanti vero.
La multa
L’episodio, per quanto goliardico e senza alcuna conseguenza per la sicurezza – come sottolinea lo stesso Giudice Sportivo – è costato una sanzione alla Reggina. Il club amaranto, è stato punito con una multa di 600 euro.
La motivazione
“Per avere un proprio sostenitore invaso il terreno di gioco e dopo aver sottratto un pallone ad un raccattapalle, corso da una porta all’altra, senza arrecare problemi di sicurezza e all’incolumità dei calciatori e delle persone presenti ai margini e sul terreno di gioco. Veniva bloccato e allontanato dalle forze dell’ordine presenti”.
Nessun problema di ordine pubblico, nessuna squalifica del campo. Solo una multa e un aneddoto che al Granillo racconteranno per anni. In fondo, voleva solo fare quello che tutti i tifosi sognano da bambini: entrare in campo e segnare con la maglia amaranto. L’ha fatto. Con 600 euro di ammenda per la società. Ma quel gol, nel suo piccolo, resterà nella storia dei derby.
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