Questo post é stato letto 3730 volte!
Ci sono giocatori che passano. E poi c’è lui, Achille Baldini, “una vita da mediano”. Oggi ne compie 90. Novanta anni di vita, di Reggio, di Reggina dal 1964 al 1966, incorniciati da 48 presenze e 2 gol in Serie B. Non è un ex calciatore. È un pezzo di storia che cammina. È il figlio dell’era più romantica della Reggina, quella di Oreste Granillo, quando la Reggina non era una società, ma un patto di famiglia tra una città e i suoi ragazzi.
La bandiera di Granillo
Baldini non aveva bisogno di presentazioni. Entrava in campo e lo capivi. Mediano di spinta, piedi buoni e caviglie grosse, di quelli che non tiravano mai indietro la gamba. Ha vestito l’amaranto quando la maglia pesava davvero, quando il Comunale era polvere e urla, quando arrivare in Serie B sembrava un sogno impossibile. Lui c’era. Capitano silenzioso, leader senza fronzoli. Quello della squadra di Granillo che chiamava “i miei ragazzi” e che la gente chiamava semplicemente “Achille”.
L’uomo oltre il calciatore
Con lui la Reggina ha imparato a stare in alto. Ha lottato, ha sofferto, ha vinto partite che sembravano già perse. Non con i milioni, ma con il cuore. Il suo. Chi lo ha conosciuto, lo sa. Achille non ha mai chiesto nulla. Mai una polemica, mai un rimpianto, è rimasto nel mondo del calcio, guardando anche i ragazzini che corrono dietro a un pallone, come faceva lui settant’anni fa. Se gli chiedi della Reggina, sorride. E ti dice: “Eravamo una famiglia”.
90 anni di amaranto
Oggi Reggio deve fermarsi un attimo. E dire grazie. Grazie ad Achille Baldini, per averci insegnato che essere bandiera, non è quanti gol fai, ma quanto amore lasci dentro quella maglia. Auguri Capitano. Auguri ,”leggenda”. 90 volte grazie.
Questo post é stato letto 3730 volte!

