Ultime notizie
Reggio Calabria

Sequestro Mazzotti a Reggio, due uomini di nuovo in aula

Questo post é stato letto 390 volte!

Il sequestro Mazzotti a Reggio Calabria, una drammatica vicenda di cinquant’anni fa, torna in aula. Due uomini, originari della provincia di Reggio Calabria, si ritrovano nuovamente davanti ai giudici della Corte d’Assise d’Appello. Questo caso riapre uno dei capitoli più dolorosi della cronaca italiana, legato al periodo dei rapimenti a scopo estorsivo.

[ SPAZIO PUBBLICITARIO ]

Il caso Cristina Mazzotti e i due imputati reggini

La diciottenne studentessa lombarda Cristina Mazzotti fu rapita a Eupilio, in provincia di Como, il 30 giugno del 1975. Fu la prima donna a morire durante il periodo dei rapimenti compiuti nel Nord Italia da bande calabresi. Il suo corpo venne ritrovato il 1° settembre in una discarica a Galliate, dopo settimane di prigionia in una buca. La vicenda, nonostante due ergastoli già inflitti, non si è conclusa con la sentenza di primo grado emessa il 4 febbraio scorso dalla Corte d’Assise di Como.

A dicembre, la difesa di uno degli imputati, un uomo di 71 anni residente da decenni in provincia di Novara, ha impugnato la condanna all’ergastolo. Questo uomo, reo confesso, è stato condannato per la morte di Cristina Mazzotti. Tuttavia, la sua difesa sostiene che non poteva prevedere la morte dell’ostaggio, non avendo avuto un ruolo nell’organizzazione del rapimento.

Il processo d’appello a Milano

L’uomo e un coimputato di 74 anni, originario di San Luca ma domiciliato in Lombardia e tuttora recluso, torneranno in aula il 16 dicembre. Il processo di secondo grado si terrà davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Milano. Secondo la difesa, all’uomo dovrebbe essere addebitato solo il reato di sequestro di persona, che risulterebbe ormai prescritto. Questo nuovo sviluppo riaccende i riflettori su un caso che ha segnato profondamente la storia giudiziaria italiana.

Potrebbe interessarti anche:

Questo post é stato letto 390 volte!