Questo post é stato letto 290 volte!
La città di Gioia Tauro ha registrato oggi una significativa adesione allo sciopero dei portuali, con circa il 75% delle maestranze operaie che si sono fermate nei primi turni. Questo sciopero portuali Gioia Tauro rappresenta un chiaro segnale di protesta contro la precarietà e per il riconoscimento del lavoro usurante, temi centrali per i lavoratori del porto.
La mobilitazione dei lavoratori portuali
Il risultato della mobilitazione è particolarmente rilevante, soprattutto considerando che il contesto portuale è spesso influenzato da precarietà e ricattabilità. Nonostante alcuni tentativi di scoraggiare l’adesione, sostenendo falsamente l’illegittimità dello sciopero, i portuali hanno dimostrato grande compattezza. Infatti, il diritto di sciopero è garantito dall’articolo 40 della Costituzione e appartiene a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla sigla che lo proclama.
Questa mattina, tre operai su quattro hanno incrociato le braccia, mentre chi aveva cercato di minare la protesta è entrato regolarmente al lavoro. Ancora una volta, è emerso come chi dovrebbe tutelare i lavoratori abbia invece favorito gli interessi delle aziende. Tuttavia, i portuali di Gioia Tauro hanno risposto in modo inequivocabile, fermandosi e partecipando al presidio all’ingresso doganale del porto.
Le ragioni dello sciopero e le richieste al governo
La mobilitazione odierna, che ha coinvolto tutti gli scali italiani, ha posto l’accento su rivendicazioni fondamentali. Il 7 maggio scorso, il Ministero del Lavoro aveva promesso la convocazione di un tavolo tecnico per il riconoscimento del lavoro portuale come usurante, con implicazioni dirette sui fini pensionistici. Tuttavia, a quasi cinque mesi di distanza, tale tavolo non è ancora stato istituito.
I lavoratori portuali, che operano su turni di 24 ore, in stive e banchine, affrontando carichi pesanti e mezzi pericolosi, e con oltre la metà degli addetti operativi che superano i 50 anni, richiedono una tutela previdenziale che tenga conto del logoramento accumulato in una vita di lavoro.
Inoltre, è stata espressa forte preoccupazione per un emendamento della Lega alla riforma dei porti, attualmente in discussione in Parlamento. Questo emendamento mira a consentire alle imprese terminaliste di reclutare manodopera direttamente da agenzie interinali, bypassando il sistema dell’articolo 17 della legge 84/94. Una tale modifica potrebbe sostituire lavoratori qualificati ed esperti con personale precario e a basso costo, compromettendo la sicurezza che dipende proprio dall’esperienza. Per questo motivo, i portuali chiedono il ritiro immediato di questa proposta.
L’alta adesione allo sciopero dimostra quanto queste rivendicazioni siano sentite da chi quotidianamente contribuisce al funzionamento del porto. I lavoratori chiedono al Ministero del Lavoro una data certa per l’apertura del tavolo tecnico e al Parlamento di bloccare l’emendamento che porterebbe a dumping salariale e precarietà senza regole. Come riportato in precedenza, anche il rigassificatore di Gioia Tauro Snam è al centro dell’attenzione per decisioni importanti.
I portuali hanno chiarito che non si fermeranno finché il loro lavoro non sarà riconosciuto come usurante e l’articolo 17 non sarà protetto da ogni tentativo di smantellamento. Da Gioia Tauro a Genova, la determinazione dei lavoratori portuali è evidente.
Potrebbe interessarti anche:
- Rigassificatore Gioia Tauro Snam, attesa per la decisione
- Niente scorta a Scarcella a Gioia Tauro
- Porto turistico Paola, rifinanziamento ancora in attesa
Questo post é stato letto 290 volte!

