Questo post é stato letto 260 volte!
Un maxi sequestro da oltre 25 milioni di euro è stato eseguito dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma. L’azione, su delega della Procura Regionale della Corte dei conti per il Lazio, ha colpito cinque ex dipendenti di una società concessionaria dei “Gratta e Vinci”, estranea alla vicenda. Questo blocco dei beni mira a garantire il risarcimento per il danno erariale subito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, evidenziando la gravità della truffa sui “gratta e vinci”.
La truffa: come operavano gli ex dipendenti
Gli indagati avrebbero sfruttato un accesso privilegiato ai server aziendali per individuare preventivamente i biglietti vincenti. In particolare, sono stati scoperti quattro tagliandi fortunati inviati nelle ricevitorie italiane: due con il premio massimo di 7 milioni di euro e altri due del valore di 5 milioni ciascuno. Questa operazione ha eliminato la casualità del gioco, sottraendo allo Stato vincite che, in condizioni normali, avrebbero potuto non essere mai riscosse.
Beni sequestrati e implicazioni legali
I sigilli sono scattati su 25 immobili, tra cui appartamenti, villette, garage e cantine, distribuiti in diverse province italiane come Roma, Viterbo, Treviso, Taranto, Grosseto e anche Reggio Calabria. Sono stati confiscati inoltre 5 veicoli, tra auto e moto, e numerosi conti correnti. Adesso, la Camera di consiglio dovrà valutare se confermare o revocare il blocco dei beni prima della conclusione del processo.
Un caso simile di tutela della legalità è stato affrontato in passato in ambito sportivo, come riportato da un articolo sulle Next Gen Atp Finals di Reggio Calabria, dove l’attenzione è stata posta sulla valorizzazione del Sud.
Potrebbe interessarti anche:
- Panificatori sciopero regionale Reggio Calabria
- Oltre 282 milioni di euro per l’agricoltura in Calabria
- Bergamotto a Reggio Calabria, il Tar Lazio respinge ricorso
Questo post é stato letto 260 volte!




