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Reggio Calabria

Protesta ex Ilva Taranto, blocchi sulla 106 in Calabria

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La protesta dei lavoratori ex Ilva Taranto è giunta al quarto giorno, con blocchi stradali sulla Statale 106 Jonica che si estendono verso Reggio Calabria. Le interruzioni della circolazione, iniziate lunedì mattina, stanno generando una vera e propria emergenza carburante in diverse aree. Molti operai e delegati sindacali hanno trascorso la notte sulle strade, riparandosi in tende e accendendo fuochi per contrastare il freddo.

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Blocchi stradali e disagi per i carburanti

Il decreto governativo recentemente varato non è riuscito a sedare le preoccupazioni di Fim, Fiom, Uilm e Usb. Questi sindacati si incontreranno oggi a Bari con il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. L’obiettivo principale è ottenere un sostegno concreto da parte della Regione e della Provincia, culminato in un documento congiunto. Questo documento mirerebbe a esercitare pressione sull’esecutivo e a sollecitare una nuova convocazione urgente a Palazzo Chigi.

Le richieste dei sindacati e le conseguenze

Le organizzazioni sindacali ritengono che la cassa integrazione straordinaria in deroga, prevista per le aziende dell’appalto per scongiurare i licenziamenti, non sia una risposta adeguata. Essi chiedono garanzie occupazionali e un piano industriale che punti alla decarbonizzazione degli impianti. Intanto, il blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto sta causando gravi problemi negli approvvigionamenti di carburante. Di conseguenza, si registrano pesanti ripercussioni sulla rete distributiva, sul trasporto pubblico e persino sul traffico aereo.

Per ulteriori informazioni sui disagi legati ai rifornimenti, si veda l’articolo sul carburante e le lunghe file in Calabria.

L’attesa per la decisione della Cassazione

L’attenzione resta alta in vista del 20 ottobre, data in cui la Cassazione esaminerà i ricorsi presentati da AdI in amministrazione straordinaria e Ilva in amministrazione straordinaria. I ricorsi riguardano il fermo dell’area a caldo, una decisione che potrebbe avere ulteriori implicazioni per la vertenza. Nel frattempo, la situazione continua a evolversi, con i lavoratori determinati a far sentire la propria voce.

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