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Inchiesta appalti sanità a Crotone, presunta tangente al dg

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Cinquemila euro sarebbero stati pagati come tangente per assicurare alla struttura privata “Starbene” il servizio di assistenza semiresidenziale per 20 pazienti autistici dall’Asp di Crotone nel 2021. Questa è l’ipotesi della Procura di Crotone, che sta indagando su un presunto sistema corruttivo in merito agli appalti sanità a Crotone. Il sistema illecito sarebbe stato orchestrato tra il 2019 e il 2021 per pilotare appalti e prestazioni sanitarie a favore del “Gruppo Maffei” presso l’Asp di Crotone e l’ospedale di Lamezia Terme.

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Gli indagati e le accuse nell’inchiesta

L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato a 13 persone dalla Pm Rosaria Multari. Per otto di loro, la richiesta di arresti domiciliari, avanzata dal Pubblico Ministero, è stata rigettata dal Gip del Tribunale di Crotone lo scorso luglio per mancanza di esigenze cautelari. Tra i soggetti per cui erano stati chiesti gli arresti figurano il titolare di cliniche convenzionate, un uomo, sua moglie, e il legale rappresentante di una delle strutture. Inoltre, figurano altri amministratori, un direttore di farmacia e un ex primario ospedaliero.

Le figure coinvolte e i dettagli della vicenda

Gli altri cinque accusati includono un consigliere di amministrazione, un ex direttore generale facente funzioni dell’Asp di Crotone e un ex direttore amministrativo. Sono coinvolti anche un’ex responsabile del Dipartimento area programmazione e controllo e un ex addetto della Stazione unica appaltante della stessa Asp. Infine, figura anche il legale rappresentante di un’altra società. L’attenzione degli inquirenti si è focalizzata su una presunta mazzetta di cinquemila euro.

Questa somma, secondo le indagini, sarebbe stata consegnata a un uomo, allora manager reggente dell’Asp di Crotone, affinché predisponesse la rete territoriale per l’assistenza agli autistici, garantendo una parte consistente del servizio alla struttura del “Gruppo Maffei”.

Le prove della Guardia di Finanza di Crotone

La Guardia di Finanza di Crotone ha monitorato attentamente le telefonate e i movimenti dei protagonisti della vicenda. Le indagini hanno portato al giorno della presunta consegna della tangente nella sede dell’Asp, nota come “Granaio”. Le telecamere hanno ripreso un uomo mentre parlava con il presunto corruttore nel suo ufficio. Successivamente, lo stesso uomo è stato notato mettere la mano nella tasca sinistra dei pantaloni, presumibilmente per prendere la “bustarella”.

I due si sono poi allontanati dall’obiettivo per circa sette minuti. Al loro rientro, le Fiamme Gialle hanno osservato la tasca destra dei pantaloni del manager rigonfia, come se contenesse una busta. A riprova della tesi accusatoria, l’ex direttore generale facente funzioni dell’Azienda sanitaria è stato fermato poco dopo sulla Strada statale 106, mentre si dirigeva a Catanzaro. Durante un posto di blocco, i militari hanno trovato addosso all’uomo due mazzi di banconote da 50 euro, legati con un elastico, per un totale di cinquemila euro.

Questa somma rappresenterebbe la presunta tangente ricevuta.

Le intercettazioni confermano le ipotesi

Le intercettazioni hanno rivelato una conversazione successiva alla presunta consegna, in cui l’uomo che avrebbe consegnato la tangente si interfacciava con il titolare delle cliniche, affermando: “Ok…per il resto tutto a posto Michè”. Questo dettaglio, insieme alle altre prove raccolte, rafforza l’ipotesi accusatoria della Procura di Crotone riguardo al sistema di corruzione negli appalti sanità.

Per ulteriori approfondimenti sulle inchieste giudiziarie nella provincia, si può consultare l’articolo su inchiesta finanza canoni aterp a Catanzaro.

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