Ultime notizie
Cosenza

Scoperto a Rossano un antico luogo di culto rupestre

Questo post é stato letto 270 volte!

Una straordinaria scoperta archeologica a Rossano potrebbe riscrivere la storia religiosa e le origini della comunità locale. Nel cuore del centro storico, precisamente in via XX Settembre n. 166, è stato individuato un ambiente rupestre. Una prima valutazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza suggerisce che questo antico luogo culto rupestre possa rappresentare la più antica testimonianza di culto del territorio.

[ SPAZIO PUBBLICITARIO ]

Un ritrovamento inaspettato nel centro storico

Il ritrovamento è avvenuto all’interno di un immobile, quando l’abbattimento di una parete divisoria ha rivelato un ambiente scavato direttamente nella roccia locale. Questo spazio, rimasto inglobato nel tessuto edilizio moderno, è ora al centro di un procedimento di tutela avviato dalla Soprintendenza. L’obiettivo è preservarne le caratteristiche e approfondirne il valore storico. L’immobile è stato acquisito, per la porzione interessata, dall’Associazione culturale Rossano Recupera, impegnata nella salvaguardia del patrimonio cittadino.

Le prime interpretazioni e le prospettive di ricerca

Un sopralluogo condotto dalla dottoressa Cecilia Perri, funzionaria storica dell’arte della Soprintendenza, ha permesso una prima analisi dell’ambiente. La relazione tecnica descrive il sito come un luogo di notevole valore storico e architettonico, per la sua conformazione e il legame diretto con la roccia naturale. Inglobato in strutture abitative, si distingue per essere scavato nella roccia, interpretabile come una cavità rupestre con probabile destinazione eremitica o devozionale.

Questa prima interpretazione apre nuove prospettive di ricerca sulle forme più antiche della religiosità locale. Saranno necessarie ulteriori indagini storico-scientifiche per definire con precisione l’origine, la cronologia e la funzione dell’ambiente.

Avviata la procedura di tutela del bene

Le peculiarità dell’ambiente e l’urgenza di conservarne l’integrità hanno spinto gli uffici competenti ad avviare un procedimento di tutela. La relazione, firmata dall’architetto Nicola Ruggieri, dalla dottoressa Cecilia Perri e dalla soprintendente dottoressa Paola Aurino, sottolinea l’importanza di preservare le caratteristiche morfologiche e materiche del sito, espressione di significativi valori storici e architettonici. L’iter proseguirà con approfondimenti per definire l’interesse culturale del bene e giungere al decreto di vincolo.

Nel frattempo, qualsiasi intervento sull’area dovrà essere autorizzato preventivamente dalla Soprintendenza di Cosenza.

Un patrimonio da restituire alla comunità

Per l’Associazione culturale Rossano Recupera, questa scoperta rappresenta un risultato di grande rilievo. È il frutto di un impegno costante volto a salvaguardare un bene che rischiava di rimanere sconosciuto, compromesso dall’incuria e dalle trasformazioni edilizie moderne. Il ritrovamento restituisce alla città un frammento significativo del suo passato, la cui importanza potrebbe estendersi ben oltre i confini del centro storico rossanese.

Se le indagini future confermeranno le ipotesi iniziali, l’ambiente rupestre potrebbe offrire nuove chiavi di lettura sulla storia della fede e sulle origini della tradizione religiosa locale. È un ritrovamento che merita attenzione e approfondimento, non solo per Rossano, ma anche per l’intero territorio della Sibaritide. La tutela e lo studio di queste testimonianze del passato possono infatti contribuire a ricostruire una storia ancora in parte da esplorare.

A tal proposito, anche nuovi reperti archeologici a Cosenza arricchiscono il museo locale, evidenziando il ricco patrimonio culturale della regione.

Potrebbe interessarti anche:

Questo post é stato letto 270 volte!