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Cosenza ha ospitato una serata di prestigio al teatro Rendano, dove sono stati consegnati i riconoscimenti del Premio per la Cultura Mediterranea. L’evento, giunto alla sua ventesima edizione, ha celebrato figure di spicco nel campo dell’informazione, della traduzione, della narrativa e della scienza, confermando la sua importanza nel panorama culturale italiano. Il premio cultura mediterranea rendano ha visto una notevole partecipazione di pubblico e ha messo in luce temi di grande attualità.
I premiati e i temi al centro della serata
Durante la cerimonia, diversi talenti sono stati riconosciuti per il loro contributo. Il premio per l’Informazione è andato alla giornalista e divulgatrice scientifica Barbara Gallavotti, mentre Yasmina Mélaouah è stata premiata per la Traduzione. Nella sezione Narrativa, il volume “Gli antropologi” di Ayşegül Savaş ha ricevuto il riconoscimento, e per la Narrativa Giovani, votata da oltre trecento studenti calabresi e lucani, è stato premiato “Malanima” di Rosita Manuguerra.
Il Premio Speciale della Fondazione Carical è stato assegnato a Marco Lavalle, scienziato originario di Tricarico e responsabile di un gruppo tecnico presso il NASA Jet Propulsion Laboratory.
Vent’anni di impegno culturale e dialogo
Giovanni Pensabene, presidente della Fondazione Carical, ha sottolineato come la cerimonia di premiazione rappresenti la “punta di diamante” delle iniziative culturali della Fondazione da vent’anni. Ha ricordato come il premio abbia affrontato nel tempo sfide globali come le migrazioni, la guerra, la pace e i cambiamenti climatici. Quest’anno, in collaborazione con l’Università della Calabria, il focus è stato sull’intelligenza artificiale, un tema di grande rilevanza attuale. La presenza di un pubblico numeroso e attento al teatro Rendano ha confermato il successo dell’evento.
La testimonianza da Gaza e l’impatto del Premio
Un momento particolarmente toccante della serata è stato il Premio speciale della giuria per la Narrativa, assegnato a Majd al-Assar, scrittrice e giornalista palestinese, per il suo libro “Il mio cuore libero, la forza di una madre di Gaza”. Al-Assar ha portato la sua testimonianza direttamente dalla Striscia di Gaza, dando voce al dramma della popolazione palestinese e raccontando la storia di una madre che cerca di proteggere i propri figli e preservare la speranza anche nell’orrore della guerra.
Mario Bozzo, fondatore e presidente del Premio, ha espresso la sua soddisfazione per il successo raggiunto dall’iniziativa, che vent’anni fa era solo una speranza. Ha evidenziato come l’evento abbia conquistato credibilità a livello nazionale grazie al coinvolgimento delle scuole e al riferimento alle culture del Mediterraneo, diventando uno degli appuntamenti culturali più importanti del Paese. Il merito, ha aggiunto, è di tutta la squadra che lavora con competenza e passione.
Come già evidenziato, il Premio Costanza d’Altavilla a Cosenza ha recentemente celebrato altre eccellenze, dimostrando la vivacità culturale della città.
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