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L’arte e la natura si fondono a Diamante, la “Perla del Tirreno”, dove ogni angolo di strada e piazza è impreziosito da murales che raccontano storie e suscitano fantasie. Dalla costa, lo sguardo si perde sull’isola di Cirella, la seconda isola più grande della costa tirrenica cosentina dopo l’isola di Dino. Questa isola di Cirella meraviglie naturali, con i suoi 0,12 chilometri quadrati, rappresenta un vero paradiso terrestre, caratterizzato da una ricca macchia mediterranea.
La flora e la fauna dell’isola di Cirella
La flora dell’isola di Cirella è particolarmente interessante, composta da lentisco, mirto e bulbi di aglio e cipolla, piante considerate rare sulla terraferma. Per quanto riguarda la fauna, l’isola è un importante sito di nidificazione per il gabbiano reale mediterraneo. In questo habitat prosperano anche numerose lucertole e rettili, oggetto di studi volti a identificare eventuali specie endemiche. Alfonso Iorio, fotografo naturalista e anima dell’Acquario Multimediale di Diamante, ha fornito queste preziose informazioni sulla biodiversità locale.
Ruderi e fondali preziosi
L’isola di Cirella è arricchita dai ruderi di una torre del sedicesimo secolo, una storica torre di avvistamento saraceno che faceva parte di un sistema difensivo costiero. Un’altra torre simile si trova nel centro storico di Diamante. Tra fichi d’India e una fitta vegetazione, è possibile ammirare tramonti mozzafiato, tra i più suggestivi della regione.
I fondali circostanti l’isola sono vere e proprie praterie di posidonia, piante marine fondamentali che ossigenano il mare e offrono rifugio a una variegata fauna marina. Questi fondali sono particolarmente colorati, impreziositi da coralli come le Gorgonie e la Myriapora, il cosiddetto “falso corallo”. L’isolotto è diventato anche un rifugio per le tartarughe Caretta Caretta, una specie fortemente minacciata nel bacino del Mediterraneo, con recenti ritrovamenti di nidi lungo la costa di Cirella.
Un’area protetta e ricca di storia
L’accesso e l’attracco all’isola di Cirella sono vietati, poiché l’area è parte di un parco marino protetto. Questo sito è di rilevanza archeologica e può essere visitato solo con imbarcazioni autorizzate, che permettono di osservare l’esclusiva colonia di gabbiani e i numerosi rinvenimenti di anfore di epoca greco-romana. L’isola accoglie migliaia di uccelli migratori come aironi, cicogne e anatre, che vi fanno sosta per poi ripartire, riflettendosi nelle acque limpide del Tirreno. Questi uccelli ritornano regolarmente in questo angolo di paradiso incontaminato.
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