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Un bar di Botricello, centro in provincia di Catanzaro, sarebbe stato utilizzato come deposito droga e come luogo per consumare cocaina, anche con la disponibilità della cucina. La struttura è stata sequestrata, mentre il titolare è stato arrestato. Questo è uno dei retroscena emersi dall’inchiesta denominata “Social Card”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che ha portato alla luce un’ampia rete di spaccio.
L’inchiesta “Social Card” e gli arresti nel Catanzarese
Durante le indagini, le forze dell’ordine hanno eseguito diversi arresti in flagranza di reato. Inoltre, sono stati sequestrati quantitativi significativi di stupefacenti: oltre quattro chilogrammi di cocaina, 6,7 chilogrammi di marijuana e 300 grammi di hashish. Il gruppo coinvolto nell’inchiesta avrebbe esteso la propria influenza in modo capillare, dall’entroterra alla costa ionica catanzarese.
La diffusione del traffico di stupefacenti
Le attività illecite si concentravano in particolare nei comuni di Girifalco e Amaroni, nel territorio urbano di Catanzaro, nei comuni di Vallefiorita e Squillace, nell’area di Soverato e dintorni, che include Badolato, Davoli e Sant’Andrea Apostolo sullo Ionio, e infine nel territorio di Botricello. L’operazione “Social Card” ha quindi colpito una vasta rete criminale che utilizzava anche un bar di Botricello come deposito droga.
Come abbiamo riportato in un precedente articolo, nel Catanzarese è stata condotta una maxi operazione contro il traffico di droga.
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