Ultime notizie
Attualità calabrese

Stilo e Riace, un quadrilatero di utopie sociali in Calabria

Questo post é stato letto 260 volte!

La Calabria vanta una ricca tradizione di esperienze che, sebbene considerate utopiche, sono riuscite a concretizzarsi in determinate epoche. Questo filo conduttore unisce quattro centri della regione, Stilo, Caulonia, Badolato e Riace, che in momenti diversi hanno alimentato progetti di cambiamento sociale, solidarietà e giustizia. Si crea così un vero e proprio “quadrilatero d’oro” delle utopie sociali in Calabria, un percorso che parte dall’antica Locri e giunge fino alle più recenti iniziative di accoglienza.

[ SPAZIO PUBBLICITARIO ]

La tradizione delle utopie Calabresi

Il concetto di utopia, che deriva dal greco e significa “non luogo” o qualcosa di apparentemente irrealizzabile, è spesso associato al desiderio di costruire una società più equa. Queste aspirazioni si scontrano spesso con interessi, ingiustizie e forme di potere difficili da superare. Tuttavia, la storia offre anche esempi di ideali che hanno trovato una concreta applicazione. Tra questi, spicca l’esperienza di Locri, dove Zaleuco, legislatore della città, avrebbe abolito la schiavitù per legge già nel VI secolo a.C., anticipando di molti secoli provvedimenti simili in altre parti del mondo.

Da Stilo a Caulonia: radici storiche e filosofiche

Nella stessa area della Locride, si inserisce la vicenda di Tommaso Campanella, nato a Stilo nel 1568. Autore della “Città del Sole”, un progetto filosofico di società ideale, Campanella ha lasciato un riferimento duraturo per chi aspira a un diverso modello di convivenza. A pochi chilometri di distanza, Caulonia, in provincia di Reggio Calabria, è legata a un’altra significativa esperienza: la proclamazione di una Repubblica il 6 marzo 1945.

Seppur di breve durata, questo evento è rimasto nella memoria come un tentativo di trasformazione politica e sociale, in un contesto territoriale che ha continuato a nutrire aspirazioni di cambiamento.

Il “modello Badolato” e l’eredità di Riace

Una tappa cruciale di questo percorso si trova a Badolato, in provincia di Catanzaro. Il 7 ottobre 1986, la comunità attirò l’attenzione con l’iniziativa del “paese in vendita”, promossa per contrastare lo spopolamento e richiamare l’attenzione sull’abbandono dei centri storici. Questa operazione è considerata una delle prime forme di ribellione organizzata al declino demografico nell’area euro-mediterranea. Undici anni dopo, Badolato divenne protagonista di un’altra vicenda: numerose abitazioni vuote furono aperte a centinaia di profughi curdi arrivati con la nave Ararat.

Nacque così il “Modello Badolato”, un’esperienza di accoglienza che ebbe risonanza internazionale e che viene presentata come un precedente umanitario, in continuità con una lunga tradizione di ospitalità. Per approfondire l’argomento, è possibile leggere anche dell’esperienza di Badolato e le residenze artistiche.

L’esperienza di Badolato trovò un seguito a Riace, centro della Locride in provincia di Reggio Calabria. Dal luglio 1998, si sviluppò un progetto di accoglienza che ottenne grande visibilità, grazie anche all’impegno di un uomo, noto per il suo ruolo di sindaco e poi di eurodeputato. Il “Modello Riace” ha ripreso e sviluppato l’esperienza avviata a Badolato, portandola all’attenzione internazionale. Questa esperienza è stata spesso definita un’ “utopia realizzata”, ritenendola replicabile anche in altri territori.

Utopie Calabresi e la storia più ampia

Queste vicende si inseriscono in una lettura più ampia della storia calabrese, dove le utopie non sono episodi isolati, ma espressioni ricorrenti della vita sociale e politica della regione. In questa prospettiva, si fa riferimento a fonti antiche, per sostenere che in Calabria non sarebbe mai esistita la schiavitù prima della colonizzazione greca nell’VIII secolo a.C. La ricostruzione storica si spinge fino al regno di Italo, figura alla quale si attribuisce l’elaborazione di una “democrazia etica” e che ha dato il nome all’Italia.

Il confronto con questi modelli del passato viene infine collegato alle ingiustizie contemporanee, ai comportamenti sociali distruttivi e ai conflitti, fenomeni che mettono a rischio la convivenza e la sopravvivenza stessa dell’umanità.

Potrebbe interessarti anche:

Questo post é stato letto 260 volte!