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L’Ottobre Rosa ritorna anche quest’anno a Bova Marina, per il settimo anno consecutivo. Ormai è diventato un appuntamento annuale dedicato alla prevenzione e alla raccolta fondi a favore della ricerca contro il tumore al seno.
“Nel sensibilizzare alla prevenzione, quest’anno abbiamo deciso di destinare il ricavato della raccolta fondi, che avviene durante gli eventi dell’Ottobre Rosa bovese 2026, all’acquisto di un macchinario o di altre attrezzature e forniture necessarie al reparto di Oncologia Medica dell’Ospedale Tiberio Evoli di Melito di Porto Salvo, sulla base delle esigenze individuate dal direttore del reparto”, ci dice Teresa Carmine Romeo, presidente dell’Associazione Thétis APS .
Un Ottobre Rosa bovese che ritorna nel ricordo di Fortunata Iriti, con un pensiero rivolto ancora a Lucrezia Marino, alla quale era stato dedicato l’Ottobre Rosa bovese 2025.
Il primo appuntamento, ogni anno, riguarda l’accensione in rosa della scultura Dedalo, presso il terrazzo panoramico Il volo di Icaro, situato a metà tra la Rocca Bianca e Capo San Giovanni d’Avalos, più conosciuto come Rocca del Capo. Appuntamento fisso è anche la Camminata in Rosa, che si è svolta l’11 ottobre lungo Corso Umberto I, la Via Nazionale. Un corteo iniziato all’imbrunire, con l’accensione di lucine durante il percorso, come richiesto dal titolo dell’Ottobre Rosa bovese 2026, “Una luce di speranza”, a rappresentare la luce della speranza nella prevenzione, nella cura e nella rinascita. Ma anche una luce accesa nel ricordo di chi non c’è più.
In occasione della Camminata in Rosa, si è voluto iniziare l’evento con la consegna, da parte dell’Associazione Thétis APS, delle targhe alla memoria delle signore Fortunata Iriti e Lucrezia Marino.
La madrina della cerimonia, Liliana Stelitano, ha proceduto alla consegna della targa in memoria di Fortunata Iriti. La presidente dell’Associazione Thétis APS ha invece proceduto alla consegna della targa in memoria di Lucrezia Marino.
Si è proseguito con la benedizione della madrina insieme a don Pasquale Rondinelli. A leggere la benedizione sono state le prime madrine dell’Ottobre Rosa bovese, Maria Catanea e Simona Maisano.
A seguire, la benedizione delle donne che stanno affrontando o hanno affrontato un percorso oncologico, impartita da don Pasquale e letta dalla madrina. “Un momento nuovo e significativo”, – ha affermato Romeo – “che avrà seguito nelle prossime edizioni dell’Ottobre Rosa”.
“A Stelitano va il nostro grazie più sincero per l’impegno costante e la generosità dimostrata negli anni, mettendo a disposizione il proprio studio medico per ecografie al seno, ha garantito un supporto concreto alla prevenzione per tantissime donne di Bova Marina e dei paesi limitrofi.
Vogliamo esprimere il nostro grazie al parroco don Pasquale Rondinelli per la vicinanza e il sostegno all’iniziativa e a Anna Scordo per la disponibilità che sempre manifesta, offrendo gratuitamente la sua professionalità in qualità di primo medico di soccorso a bordo dell’ambulanza durante la Camminata in Rosa.
Un ringraziamento anche alla L.A.Do.S. Bova Marina ODV e alla Protezione Civile Stella Maris, che fin dalle prime edizioni offrono gratuitamente all’iniziativa il servizio sanitario e di sicurezza.
Un grazie sentito alla Polisportiva Città di Palizzi, che ha scelto di aderire all’Ottobre Rosa bovese, invitandoci a partecipare alla partita giocata in casa sabato 3 ottobre. Un gesto che dimostra quanto la solidarietà stia smuovendo i cuori di tanti. Anche il ricavato della partita sarà devoluto al reparto di Oncologia Medica dell’Ospedale Tiberio Evoli di Melito di Porto Salvo, per trasformare la solidarietà in un aiuto concreto.
Quest’anno Thétis ha abbracciato una nuova iniziativa, promossa da Jessica e Ilenia Iaria in collaborazione con l’associazione L.A.Do.S. Bova Marina ODV, dal titolo “Il filo invisibile delle parole: perché scrivere cura, unisce e guarisce”.
“Scrivere non significa solo mettere pensieri su un foglio: significa guardare in faccia la paura e darle una forma. Il foglio bianco non giudica, accoglie la nostra vulnerabilità e trasforma il dolore in consapevolezza”, spiegano tutte in coro.
“Con il progetto ‘Cara me, i fiori rosa possono sbocciare ancora’, vogliamo trasformare queste parole intime in un ponte. Tutte le testimonianze raccolte daranno vita a un piccolo libricino, una raccolta preziosa nata per essere un rifugio e un conforto per chi oggi affronta questo percorso in solitudine”.
L’iniziativa è rivolta a chi ha incrociato la diagnosi sul proprio cammino, con l’invito a fermarsi, prendere carta e penna e rivolgersi alla “Cara me” di quel primo, faticoso giorno.
E il nostro pensiero va a voi.
A voi, donne guerriere, che avete vinto. Che avete guardato la paura negli occhi e l’avete sconfitta, con un sorriso che vale più di mille parole.
A voi, che state combattendo adesso. Che ogni mattina trovate la forza di alzarvi, anche quando il corpo dice di no. Non siete sole. Noi siamo qui, con voi, per voi.
Grazie. Grazie per la vostra forza che è una lezione per tutti noi. Grazie alle vostre famiglie, che combattono in silenzio accanto a voi, con un amore che non fa rumore ma tiene in piedi il mondo.
E poi il pensiero va a chi non ce l’ha fatta. A chi è diventato luce. È per loro che dobbiamo continuare a lottare, a camminare, ad accendere quella lucina rosa al tramonto. Loro sono la nostra forza, il nostro esempio, il motivo per cui non ci arrendiamo mai.
Dobbiamo lottare. Sempre. Con le unghie, con i denti, con il cuore.
Questa forza la troviamo l’uno nell’altro. In chi organizza, in chi partecipa, in chi dona un sorriso. In questo Ottobre che non è solo un mese, è un abbraccio.
Avviciniamo anche gli uomini a questa lotta, perché insieme si può. Insieme si vince. Ognuno di noi può fare la differenza, con un piccolo gesto.
Perché questa malattia non colpisce solo il corpo. Colpisce l’anima. E l’anima ha bisogno di amore per guarire.
Ottobre è vita. Ottobre è rinascita.
Viva le donne. Sempre.
Articolo di Giusy Zirilli

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