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Con questa lettera aperta, Antonino Marrapodi, ormai ex vicesindaco e assessore del Comune di Bagaladi, si rivolge direttamente alla cittadinanza all’indomani della revoca delle sue deleghe da parte del sindaco Santo Monorchio. Dopo oltre dodici anni di impegno amministrativo, Marrapodi ripercorre con orgoglio le principali tappe, i progetti realizzati e i risultati ottenuti per la comunità, rivendicando la propria autonomia di pensiero e la coerenza del proprio operato. Non risparmiando critiche al primo cittadino per una gestione ritenuta autoritaria e accentratrice, l’ex vicesindaco chiarisce le motivazioni politiche che hanno portato alla rottura, ringrazia la comunità per il sostegno ricevuto e conferma che proseguirà il suo servizio nei confronti del paese dai banchi del Consiglio comunale.
Di seguito la lettera di Antonino Marrapodi che pubblichiamo interamente:
“Cari concittadini,
Ho atteso un po’ prima di scrivere questa lettera con cui desidero mețtervi a conoscenza dei miei pensieri e delle mie considerazioni, scaturenti dalla revoca al sottoscritto della carica di Vicesindaco/Assessore del Comune di Bagaladi, comunicatemi ieri esclusivamente a mezzo PEC, utilizzando termini e allusioni che, a parti inverse, avrebbero probabilmente generato una denuncia per diffamazione o danno d’immagine.
Un lasso di tempo necessario a raccogliere tutte le emozioni, tutto il vissuto di una lunga esperienza amministrativa, a esprimermi con lucidità e serietà, nonché affermare a me stesso e agli altri che non tutti i mali vengono per nuocere. Momenti di riflessione obbligatori soprattutto per comprendere quali fossero le motivazioni alla base della sfiducia decretata dall’ing. Monorchio, in quanto queste non mi sono state enucleate né all’interno dell’apposito atto né in altri documenti e men che meno verbalmente.
Come fatto in tanti anni di mandato amministrativo, ho sopperito quindi alla vacanza sindacale e ho fatto da solo, per quel che ho potuto e saputo immaginare, ben conscio che ormai al Comune di Bagaladi la fantasia supera la realtà. Spremendo le meñingi, ho capito che dopo oltre dodici anni di funzioni amministrative, perlopiù con la carica di Vicesindaco, era giunto il momento di conferirmi un riconoscimento unico e speciale, in virtù di quanto segue:
– aver guidato l’assessorato al bilancio con oculatezza, ricevendo anche il plauso delle opposizioni, nonostante un’importante massa debitoria che scaturiva dagli anni ’90 (vi ricordano qualcuno?) e si spegneva con l’avvio della gestione commissariale;
– essere stato il redattore di centinaia di documenti e atti, cui spesse volte qualcun altro ha apposto solo la firma, in piena e totale fiducia;
– aver organizzato decine di eventi (Festa del Gonfalone in primis) e celebrazioni, momenti di festa in cui non c’erano ordini di brigata e trattamenti da inservienti;
– aver ricevuto sempre un ampio consenso elettorale personale;
– essere stato un vero e proprio “centro di assistenza fiscale” per tutti quelli che ne avessero necessità, anche per coloro ai quali ora viene comandato di rivolgere il capo dall’altro lato;
– aver salvato il finanziamento di € 400.000 dell’8xmille, della cui concessione nessuno in municipio aveva avuto contezza per mesi (tant’è vero che non abbiamo potuto accedere ad alcun anticipo), garantendo così la copertura finanziaria dei lavori propedeutici all’utilizzo dell’edificio scolastico (corpo A) di Via E. Pannuti;
– aver predisposto la scheda che ha portato al finanziamento di € 495.000 del Ministero dell’Interno per i lavori, ancora in corso, di adeguamento sismico del corpo B del medesimo immobile scolastico, così come ho fatto per il finanziamento di € 505.000 per i lavori, da poco conclusi, di Via Garibaldi o per meglio dire i lavori che hanno reso inaccessibile Piazza E. Pannuti agli autoveicoli;
– essere stato il protagonista della gestione dell’emergenza coronavirus nel nostro paese;
– aver retto l’impatto del primo CAS per l’accoglienza di persone migranti, esperienza da cui poi è germogliato l’attuale progetto SPRAR/SAI;
– essere colui che ha fatto sì che il servizio civile nazionale ritornasse a Bagaladi e a tal proposito faccio i migliori auguri ai volontari che hanno da poco terminato e a coloro che a breve inizieranno un nuovo ciclo;
– essere stato il motore principale dell’avvio del servizio scuolabus nella nostra vallata;
– aver fatto da paladino costante ad Un Villaggio per Crescere;
– avere ipotizzato la sede del mercato agricolo con un forno comunitario, occupata poi da un presunto campo di padel, soverchiato da un telo per capannoni;
– essere stato, per ovvi motivi, l’ancora che in Città Metropolitana ha evitato il naufragio di molti progetti, in primis la ristrutturazione dell’ex ECA e del centro polivalente di Piazza Libertà e colui il quale ha scongiurato disastri nella gestione della raccolta rifiuti;
– aver cercato, fino allo sfinimento, di mettere al centro del programma amministrativo la riqualificazione dell’edilizia popolare pubblica e una riapertura vera della Porta del Parco Nazionale dell’Aspromonte;
– aver messo la faccia in tutte quelle riunioni dei Sindaci, disertate da chi non accettava la sfiducia formulata come capofila SNAI;
– essere stato il collante del gruppo “Fare per Bagaladi”, per tenere tutto e tutti insieme, come dimostra il fatto di essere stato mediatore e autore dell’ultimo documento unitario di maggioranza, risalente a pochi mesi fa.
Non mi ero mai intestato molti di questi meřiti, quasi nessuno, anzi la maggior parte di questi mi sono stati riconosciuti proprio dall’ing. Monorchio in pubblici comizi o assisi consiliari. A dire il vero, più per azzoppare qualche “avversario interno” che per far sopravanzare me. Gli ultimi passaggi politico-amministrativi hanno invece confermato una sgradevole sensazione che da tempo mi accompagnava: essere divenuto una figura troppo ingombrante o comunque anomala rispetto ad un contesto poco edificante, tanto da dover essere allontanata la prima possibile, in modo che io non possa beneficiare dei risultati di cotanto lavoro. Sicuramente, da adesso in poi, sarò descritto come un novello belzebù ma poco importa quando si è a posto con la propria coscienza.
Un ulteriore merito quindi voglio arrogarmeło io, il più importante, quello cristallizzato dalla sfiducia sindacale e che più mi onora: aver conservato alla fine il coraggio delle mie idee, delle mie posizioni, non aver ridotto il mio ruolo a quello di un attendente sempliciotto, pronto a dire sempre “signor sì”, lasciandosi contagiare dall’annuncite.
L’ing. Monorchio con questa nuova giunta non ricerca unità di intenti, come da lui dichiarato, ma anela all’unicità di intenti: faccio tutto io, decido tutto io, come d’altronde dichiarato in consiglio comunale. Un padrone ottocentesco di cui il paese non sente proprio il bisogno e che non posso di certo assecondare, standomene in silenzio. Al di là di tutto ciò, ritengo però corretto formulare auguri di buon lavoro ai nuovi componenti dell’esecutivo comunale.
Se la mia colpa è aver fatto capire che pur rispettando i ruoli, bisogna condividere idee e iniziative, sono colpevole. Se la colpa è chiedere percorsi collettivi e massivamente inclusivi, mi dichiaro due volte colpevole. Per tutta l’estate io e la maggior parte dei consiglieri abbiamo appreso dell’organizzazione di eventi pubblici esclusivamente a mezzo social, come se non ricoprissimo ruoli istituzionali. Uno svilimento delle prerogative consiliari, un modus operandi spiacevole che costituisce un precedente pericoloso e si allontana dalla persona e dal modello politico, cui avevo garantito collaborazione per anni. Spadroneggiare a Bagaladi tutto il dì, ora che altri lidi gli sono stati preclusi.
Il sottoscritto, ferme le suddette considerazioni, non ha comunque mai disertato gli impegni prettamente istituzionali che ha ritenuto confarsi al suo ruolo, non ha mai contaminato gli interessi della comunità ostacolando l’attività amministrativa, anzi ha continuato a fornire il suo contributo, allorché richiesto: ad esempio se a scuola a breve avremo il metano, ora sapete di chi è il merito.
Nei prossimi giorni pubblicherò la silenziosa e certosina attività amministrativa svolta dal sottoscritto in questi mesi estivi e potrete capire che, da parte mia, vi è stata esclusivamente la volontà di riportare nei binari originari il percorso iniziato nel 2014 e di oleare meccanismi che potrebbero nuovamente incepparsi, soprattutto per quanto riguarda i contenuti di bilancio, con un cospicuo definanziamento per i lavori di imboschimento ai Piani di Lopa e una consistente richiesta di rimborso per le spese di energia elettrica del depuratore consortile che aleggiano per le stanze municipali.
Reputo che giudice di ultima istanza sull’efficacia, sulla dignità, sulla serietà del mio operato, dobbiate essere voi cittadini di Bagaladi. La mia porta continuerà a essere aperta per tutti e il mio impegno per la collettività cesserà solo quando lo indicherà la mia volontà o quella del popolo bagaladese, nonostante le numerose fatawa lanciate dall’ayatollah Monorchio.
Desidero ringraziare sinceramente tutti coloro con cui mi sono confrontato in questi lunghi anni: i colleghi consiglieri comunali di Bagaladi e di altre realtà, i candidati non risultati eletti, tutte le forze politiche, i dipendenti comunali, i rappresentanti e i dirigenti delle forze dell’ordine e delle altre istituzioni, collaboratori, volontari, artisti, operai, associazioni, imprese, centinaia di volti e di vicende umane che si sono interconnesse con la mia, umile artigiano della politica. Una magnifica avventura, di cui non rinnego alcunché, dal primo all’ultimo secondo.
Mi sia concesso di rivolgere un immenso grazie ai miei familiari, anche e soprattutto a chi continua a vivere nel mio cuore, per essermi sempre stati accanto con discrezione e fiducia; chiedo loro scusa per tutti gli innumerevoli ritardi, per gli appuntamenti rinviati ed i pasti saltati, per le notti insonni al pc, per il tempo sottratto che non tornerà più.
Avrei voluto fare di più e molto meglio ma continuerò, nella veste di consigliere comunale, a impegnarmi per il bene collettivo con coerenza, passione e senso di comunità. L’ultimo ringraziamento è per tutti voi, per il sostegno e l’affetto che hanno scaldato il mio cuore nei momenti cupi, in cui ho avuto paura di non aver dato e di non essere abbastanza per il mio amato paese.
VIVA BAGALADI!
ANTONINO MARRAPODI
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