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1) Qual'è il costo previsto per la realizzazione del Ponte e dei suoi collegamenti?
2) Come verranno reperiti i fondi necessari alla realizzazione del Ponte?

3) Come è possibile affermare che la realizzazione del Ponte non costerà nulla allo Stato, quando i Soci della Stretto di Messina S.p.A., che sono aziende pubbliche, si sono impegnati a immettere nell'iniziativa 2,5 miliardi di Euro?

4) Perchè non impiegare i fondi del Ponte per la realizzazione, ad esempio, di case antisismiche?

5) E' vero che la Società Stretto di Messina sarà privatizzata?

6) Ma quanto costerà attraversare il Ponte?

5) E' vero che la Società Stretto di Messina sarà privatizzata?6) Ma quanto costerà attraversare il Ponte?

1) Qual'è il costo previsto per la realizzazione del Ponte e dei suoi collegamenti?
Il Progetto preliminare, coerentemente alle prescrizioni di legge, contiene il quadro economico dell'Opera. In particolare, nel quadro economico, la Società - sulla base delle nuove soluzioni progettuali e di più recenti parametri di mercato - ha provveduto ad aggiornare in circa 4,6 miliardi di Euro (valori 2002) il costo complessivo dell'Opera, inclusi i collegamenti (nella delibera del Cipe del 1° agosto 2003 sono stati altresì previsti 130 milioni di euro per le opere compensative). Le nuove stime fanno registrare una riduzione significativa rispetto all'importo definito nel 2001 (4,8 miliardi di Euro a valori 2000), nonostante i costi aggiuntivi volti a garantire i livelli di sicurezza derivanti dall'adozione della recente normativa in materia (ciò ha tra l'altro determinato l'adozione di una "sezione ferroviaria tipo" costituita da due gallerie monobinario con collegamenti ogni 250 metri) e l'incremento inflattivo verificatosi negli ultimi due anni.

Il Progetto preliminare, coerentemente alle prescrizioni di legge, contiene il quadro economico dell'Opera. In particolare, nel quadro economico, la Società - sulla base delle nuove soluzioni progettuali e di più recenti parametri di mercato - ha provveduto ad aggiornare in circa 4,6 miliardi di Euro (valori 2002) il costo complessivo dell'Opera, inclusi i collegamenti (nella delibera del Cipe del 1° agosto 2003 sono stati altresì previsti 130 milioni di euro per le opere compensative). Le nuove stime fanno registrare una riduzione significativa rispetto all'importo definito nel 2001 (4,8 miliardi di Euro a valori 2000), nonostante i costi aggiuntivi volti a garantire i livelli di sicurezza derivanti dall'adozione della recente normativa in materia (ciò ha tra l'altro determinato l'adozione di una "sezione ferroviaria tipo" costituita da due gallerie monobinario con collegamenti ogni 250 metri) e l'incremento inflattivo verificatosi negli ultimi due anni.

2) Come verranno reperiti i fondi necessari alla realizzazione del Ponte?
Il Consiglio di Amministrazione della Stretto di Messina il 14 gennaio 2003 ha approvato lo studio di analisi e fattibilità finanziaria sviluppato dalla Società, con il supporto di PricewaterhouseCoopers - consulente finanziario della Stretto di Messina. Lo schema di finanziamento, predisposto dalla Società ed esaminato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell'ambito dell'istruttoria relativa al progetto preliminare per l'approvazione da parte del Cipe, avvenuta il 1­ agosto, non prevede l'erogazione di contributi a fondo perduto, nè il rilascio di garanzie da parte dello Stato: la fattibilità finanziaria dell'opera si basa su un aumento di capitale della Stretto di Messina di 2.500 milioni di Euro pari a circa il 40% del fabbisogno complessivo da erogarsi progressivamente in relazione all'avanzamento delle attività di costruzione. Al riguardo, lo scorso 28 aprile, l'Assemblea straordinaria degli Azionisti ha approvato all'unanimità l'aumento di capitale dell'importo complessivo di 2.500 milioni di euro, già deliberato il 18 marzo 2003 dal Consiglio di Amministrazione sulla base del documento di Analisi e Fattibilità finanziaria approvato dal Consiglio di Amministrazione del 14 gennaio e successivamente trasmesso alle Autorità di Governo ed agli Azionisti per le valutazioni di competenza. Tale documento prevede l'intervento degli Azionisti per un importo pari al 40% del fabbisogno finanziario originato dal progetto, integrato per il residuo importo, pari al 60%, da finanziamenti da reperire sui mercati internazionali secondo la logica del project finance. Il suddetto aumento di capitale, sulla base della distribuzione temporale del fabbisogno finanziario per la realizzazione del ponte sullo Stretto, prevede una prima operazione per circa 300 milioni di euro, con versamento in piõ tranche a partire dall'anno in corso. Il Consiglio di Amministrazione del 1­ ottobre ha deliberato di dare esecuzione alla predetta operazione di aumento di capitale, fissando per il prossimo 10 dicembre il termineo per la sottoscrizione delle nuove azioni insieme al versamento contestuale dei 3/10 del valore nominale. L'Assemblea straordinaria del 28 aprile ha inoltre deliberato, ai sensi dell'articolo 2443 del Codice Civile, l'attribuzione della delega al Consiglio di Amministrazione per l'ulteriore aumento, per l'importo massimo di 2.200 milioni di euro, che sarà eseguito nel corso del prossimo quinquennio in relazione al manifestarsi dei fabbisogni finanziari connessi con la realizzazione del ponte. Il deliberato aumento di capitale per l'intero importo di 2.500 milioni di euro sarà di volta in volta offerto in opzione agli Azionisti in misura proporzionale alle quote di partecipazione (l'attuale struttura è la seguente: Fintecna Spa 53,6%, RFI Spa 12,9%, Regione Calabria 12,9%, Regione Siciliana 12,9%, ANAS Spa 7,7%). In particolare, Fintecna, RFI ed ANAS hanno dichiarato in Assemblea di impegnarsi a sottoscrivere le quote di propria spettanza, al momento in cui saranno poste in esecuzione le singole operazioni di aumento di capitale, secondo i termini e le modalità che dovranno essere fissate dal Consiglio di Amministrazione. Detti Azionisti hanno altresì dichiarato di impegnarsi a sottoscrivere le eventuali azioni inoptate in misura tale da pervenire, al termine dell'operazione complessiva di aumento di capitale, ad una quota di partecipazione non superiore rispettivamente al 70% per Fintecna, 15% per ANAS, 15% per RFI. C'è in relazione all'esigenza di avere elementi di certezza in ordine alla copertura del piano finanziario e quindi di consentire il reperimento sul mercato dei residui capitali necessari (3.500 milioni di euro circa). La struttura così delineata consentirà alle Regioni, per le quali è confermato il ruolo determinante nella realizzazione del progetto, di decidere, di volta in volta, in merito alla sottoscrizione delle quote offerte in opzione delle singole operazioni di aumento di capitale. Le residue occorrenze finanziarie, circa il 60% dei fabbisogni, come detto, saranno coperte attraverso finanziamenti di tipo project finance contratti in più tranche sul mercato internazionale dei capitali. Tali finanziamenti sarebbero pertanto garantiti dai flussi finanziari generati dalla gestione dell'opera. I risultati ottenuti dalle analisi finanziarie evidenziano la capacità dello schema individuato di assicurare agli Azionisti - pur in assenza di qualsiasi contributo pubblico a fondo perduto - un rendimento adeguato in tutti gli scenari trasportistici considerati.

3) Come è possibile affermare che la realizzazione del Ponte non costerà nulla allo Stato, quando i Soci della Stretto di Messina S.p.A., che sono aziende pubbliche, si sono impegnati a immettere nell'iniziativa 2,5 miliardi di Euro?
E' opportuna una riflessione per chiarire la natura del capitale di rischio che gli Azionisti e principalmente Fintecna, Anas e RFI immetteranno nell'iniziativa.Tali risorse destinate al ponte rappresentano un investimento imprenditoriale, basato su analisi di rendimento e prospettive di recupero e non un contributo a fondo perduto. Infatti, seppure il capitale di rischio investito nel progetto proviene da Società a controllo pubblico (Fintecna, Anas e RFI), il suo impiego discende da analisi tecniche di investimento ed è disciplinato da logiche tipicamente privatistiche di mercato. Il vero impiego di "risorse pubbliche" si avrebbe qualora il progetto, secondo schemi seguiti in passato, venisse finanziato in larga misura (almeno il 50%) con contributi a fondo perduto.

4) Perchè non impiegare i fondi del Ponte per la realizzazione, ad esempio, di case antisismiche?
Un investimento, per sua natura, si effettua quando esistono parametri che consentano di prevedere il recupero del capitale e la sua remunerazione. E' questo il motivo per cui le risorse destinate al ponte non potrebbero essere impiegate in altri progetti che non avessero la possibilità di remunerare e rimborsare il capitale. Peraltro, non gravando la realizzazione del ponte sul bilancio dello Stato, le risorse disponibili potranno essere destinate alla realizzazione di altre opere previste dal Governo. Al riguardo è utile ricordare che, con l'approvazione delle linee principali del piano finanziario elaborato dalla Stretto di Messina, il Cipe ha stornato una previsione di spesa per la realizzazione del ponte, pari a circa 300 milioni di euro, assegnate da una precedente delibera Cipe del 2001. Questo importo quindi può essere, e forse lo è già, destinato alla realizzazione di altre opere programmate dal governo.


5) E' vero che la Società Stretto di Messina sarà privatizzata?
Lo schema di finanziamento predisposto consentirebbe la privatizzazione della Società. Tale processo potrebbe essere avviato anche in prossimità della chiusura dei lavori per completarsi in fase di esercizio dell'opera.

6) Ma quanto costerà attraversare il Ponte?
Per quanto riguarda la determinazione delle tariffe per l'attraversamento del Ponte, lo Studio di fattibilità finanziaria ha individuato le seguenti ipotesi: per ciascuna classe di veicoli stradali (moto, autovetture, autocarri, autobus) la tariffa applicata è in linea con quella praticata attualmente dai servizi di traghettamento attraverso lo Stretto.
Tariffa media per singolo attraversamento
Tipo di veicolo
Moto € 5
Autovetture con ritorno entro 3 gg. € 9,5
Autovetture con ritorno oltre 3 gg. € 16
Camion con ritorno entro 6 gg. € 50
Camion con ritorno oltre 6 gg. € 63
Autobus pieni € 80


7) L'aumento del costo dell'acciaio inciderà in maniera significativa sul costo complessivo dell'opera?

Il costo dell'acciaio ha una bassa incidenza sui costi complessivi dell'opera. In particolare i costi di realizzazione del Ponte aumentano di circa l'1% per ogni 100% di aumento della materia prima. Dunque l'incremento del costo complessivo che comprende anche le spese relative alla costruzione dei collegamenti (circa il 30% del totale), risulterebbe significativamente al di sotto dell'1% (circa lo 0,7%). Un aumento che può essere ampiamente assorbito se si considera che il piano finanziario prevede un investimento complessivo di 6 miliardi di euro, nei quali sono compresi anche i maggiori costi che potranno conseguire dal possibile incremento del prezzo, ivi compreso quello dell'acciaio, nel periodo di progettazione definitiva e costruzione.


 
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