La “straziante” lettera inviata, dal Coordinamento delle Famiglie Disabili Gravi e Gravissimi, ai Commissari Straordinari del Comune di Reggio Calabria rappresenta un pesantissimo, quanto stra-giustificato, atto d’accusa nei confronti delle sbagliatissime scelte amministrative che la terna commissariale sta adottando.
La vergognosa “perla” cui fa riferimento la citata missiva è il recentissimo bando del Comune relativo all’iscrizione, per l’anno 2014-2015, agli asili comunali, nel quale è esplicitamente fatto divieto l’accesso ai bambini disabili.
Insomma, una decisione indecente e totalmente al di fuori dei “sacri principi”, sanciti dalla Costituzione Repubblicana, che offende tutti i reggini, i quali, unanimemente, dissentono profondamente da un metodo amministrativo che punta, spudoratamente, a punire e penalizzare le fasce più deboli e indifese della società.
Il bando dei Commissari rappresenta una seria lesione delle elementari regole su cui si basa la convivenza civile del nostro Paese.
La fiacca motivazione addotta per spiegare l’oscena esclusione dei bimbi disabili dall’iscrizione agli asili comunali è di natura finanziaria; evidentemente è, però, una giustificazione, in questa circostanza, inconsistente e inaccettabile.
Siamo consapevoli che le casse comunali sono totalmente all’asciutto a causa dei disastri finanziari e amministrativi provocati dalle fallimentari giunte del “modello Reggio” di Scopelliti e Arena, ma punire in modo vergognoso le famiglie dei bimbi disabili rappresenta una decisione errata che evidenzia, da parte dei Commissari, uno sconfinato e ingiustificabile cinismo amministrativo.
Sulla vicenda dei bimbi disabili invitiamo tutti i reggini ad una forte e tangibile ribellione morale: l’atto consumato dai Commissari offende profondamente e sfregia dolorosamente la coscienza di tutta la cittadinanza.
La terna commissariale ritiri immediatamente il bando sugli asili nido e ne pubblichi uno nuovo che veda, in primis, l’accesso dei bambini disabili.
Alle famiglie coinvolte esprimiamo la totale vicinanza per la gravissima ulteriore sofferenza provocata dalla decisione dei Commissari.
I parlamentari calabresi del Movimento Cinque Stelle sono stati respinti a Palazzo Chigi.
I parlamentari Dalila Nesci, Federica Dieni, Nicola Morra e Paolo Parentela sono indignati poiché si trovano davanti alla presidenza del Consiglio e sono stati esclusi dall’incontro tra il Governo e i Sindaci del territorio sulla delicata vicenda del trasbordo di armi chimiche nel porto di Gioia Tauro.
I parlamentari del Movimento Cinque Stelle avevano incontrato domenica scorsa i Sindaci di Gioia Tauro, Renato Bellofiore e di San Ferdinando, Domenico Madaffari e si sono recati stamani alla presidenza del Consiglio dei Ministri per sostenere le ragioni di tutti gli amministratori locali interessati, che ieri hanno deciso di opporsi al trasbordo di armi chimiche a Gioia Tauro.
Nella notte i militanti lametini di Forza Nuova hanno sigillato con del nastro bianco e rosso il cancello d’entrata del Comune di Lamezia in via Perugini e hanno apposto un cartello con su scritto “chiuso per incapacità amministrativa”.
Con questo blitz Forza Nuova ha voluto rimarcare il fatto che è stata proprio l’incapacità amministrativa di Sindaco e Assessori ad aver causato il probabile dissesto finanziario dell’ente dal momento che la Corte dei Conti ne ha bocciato il Piano di risanamento.
Il dissesto sarà purtroppo pagato dai cittadini che si vedranno aumentare tasse e tributi per ripianare il debito lasciato in eredità dal centrosinistra lametino. Con l’azione della scorsa notte è stata loro intenzione chiudere simbolicamente una volta per sempre l’entrata della sede comunale allo scopo di impedire l’accesso nei loro uffici di lavoro a sindaco ed assessori, unici responsabili di questa triste pagina della città di Lamezia Terme.
In quest’ultimo periodo i militanti hanno ritenuto “stucchevole” il comportamento del sindaco Speranza e i suoi maldestri tentativi di giustificare la propria fallimentare condotta politico-amministrativa, compreso anche il ridicolo balletto delle dimissioni prima annunciate e poi ritirate.
Tutta l’illuminazione pubblica ubicata nelle strade sottostanti il Corso Garibaldi, esattamente tutte le vie comprese da Piazza Duomo sino alla Stazione Centrale, a Reggio Calabria restano continuamente accese giorno e notte.
E’ quanto afferma il Presidente di Liberi di Ricominciare, Paolo Ferrara.
“Credevo si trattasse del solito metodo utilizzato dagli addetti alla manutenzione per verificare quale lampione avesse bisogno di assistenza, invece i giorni passavano ed i contatori dell’energia elettrica del Comune di Reggio Calabria continuavano ininterrottamente a girare sempre più velocemente”.
Fin quando qualche giorno addietro, dopo la segnalazione di un cittadino, lo staff di “Liberi di Ricominciare” si è subito attivato per capire quale fosse la causa di questo “eccesso” di servizio.
E’ stato infatti scoperto che le prime e invane segnalazioni fatte registrare al Comando di Polizia Municipale ed agli uffici competenti, da parte di molteplici cittadini, risalgono addirittura a novembre del 2013 e da allora nessuno è intervenuto.
La giustificazione degli addetti ai lavori è agghiacciante, se non addirittura da denuncia: “La luce resta accesa perché da quando la Multiservizi non è attiva nessuno sa dove si trova l’interruttore per spegnere la luce”.
Paolo Ferrara afferma: “Ma ci rendiamo conto, una città che dovrebbe essere pronta a diventare metropolitana ancora si dimostra talmente inefficiente da non riuscire neppure a spegnere la luce!! Questo è un grave segnale che dimostra ulteriormente la mediocrità dell’intero apparato amministrativo, gestito da oltre un anno da una triade di incompetenti.
Sono convinto che i Commissari non si siano resi ancora conto di “governare” una città di circa 200mila abitanti. Queste problematiche non si verificano neppure a chi presiede una semplice associazione di quartiere!!!
Dinanzi ad una così eclatante evidenza la domanda nasce spontanea: ma se non riescono a risolvere queste elementari problematiche, come si può pensare che siano in grado di interpretare ed applicare leggi complesse che regolano la tariffazione di un tributo come la TARES?
Una steccata anche agli agenti della Polizia Municipale (perfettamente a conoscenza del caso): anziché pensare di adoperarsi a risolvere questo gravissimo caso che evidenzia oltre alla notevole incapacità amministrativa anche un grande danno economico all’amministrazione, di domenica mattina e in modo del tutto anomalo, decidono di multare ingiustamente poveri cittadini già vittime di pagare per ciò che non hanno mai commesso e per servizi – in difetto e/o in eccesso – che non hanno mai usufruito.
Spero che i Commissari, sempre se riescono a trovare un po’ di tempo, si attivano immediatamente a risolvere questo increscioso caso economicamente dannoso per la città e per l’intera popolazione.
“Valutare con attenzione tutti i rischi di un possibile attracco al Porto di Gioia Tauro delle navi che trasportano armi chimiche siriane. Gli impegni internazionali non possono in alcun modo essere in contrasto con la volontà del territorio. La Bonino non può giocare a RISIKO con la salute dei cittadini. La Calabria non è e non deve essere un porto franco dove vengono parcheggiate le bombe chimiche dell’arsenale di Hassad.”
È quanto dichiara l’On.Aldo Praticiello, europarlamentare di Forza Italia, in merito alla vicenda che in queste ore sta destando preoccupazione nel territorio.
“Non è ammissibile – continua Praticiello – che sindaci e cittadini abbiano appreso la notizia dagli organi di stampa. Ora occorre vigilare e analizzare con cura tutti i dettagli dell’operazione voluta e condotta dal governo guidato da Enrico Letta.
La popolazione civile, i lavoratori dello scalo marittimo e l’ecosistema delle coste calabresi non possono subire in nessun modo eventuali danni che potranno insorgere qualora qualcosa dovesse andare storto.”
“E’ opportuno che i ministri Bonino e Lupi si rechino a Gioia Tauro per incontrare il consiglio comunale della città e riferire alle autorità locali. Un gesto forte di vicinanza delleistituzioni alla comunità gioiese e della costa tirrenica interessata, sarebbe la migliore risposta alle legittime preoccupazioni della popolazione. I ministri si facciano garanti del fatto che la neutralizzazione non avvenga nel mar Mediterraneo”. Lo afferma in una nota il gruppo M5S Camera.
“Il direttore generale dell’Opac – prosegue la nota – ha dato oggi rassicurazioni che il trasbordo dalla nave cargo danese Ark Futura alla nave laboratorio della marina militare statunitense Cape Ray avverrà rapidamente e in massima sicurezza. La nostra preoccupazione, che è quella dellapopolazione di Gioia Tauro, nel cui porto avverranno queste operazioni, è rivolta a chiedere che queste misure di sicurezza siano le più rigide possibili e che si eviti, come ci è stato assicurato, lo stoccaggio di queste armi a terra”.
“Da parte nostra – concludono i deputati del M5S – vigileremo su ogni passaggio, dalle operazioni di sbarco alle operazione di distruzione per idrolisi fatte in acque internazionali sulla Cape Ray. In particolare chiediamo all’Opac di monitorare costantemente la situazione e di certificare fino all’ultima scoria che lo smaltimento finale non finisca in mano ai trafficanti di rifiuti”.
“Il disarmo chimico della Siria è un fatto molto positivo – prosegue la nota – e va nella direzione da noi auspicata di un Mediterraneo mare di pace in cui siano bandite le armi di stermino di massa. In questa ottica la cooperazione dell’intera comunità internazionale rappresenta un fatto inedito e importante”.
Affermano i parlamentari calabresi: “Saremo una sentinella vigile affinché tutti i procedimenti per il trasbordo vengano svolti secondo la procedura prevista. Il nostro ruolo sarà questo a tutela dei cittadini del territorio che vanno protetti nel modo più sicuro possibile”.
“Dopo l’ennesimo vile atto intimidatorio subito dall’imprenditore Aldo Federico, la solidarietà non basta più! Lo Stato deve adoperarsi per garantire alla Autolinee Federico la possibilità di operare in condizioni serene per i lavoratori, gli utenti e la società stessa. Inutile oggi manifestare, la questione è stabilire se è garantito il diritto di un uomo onesto, come lo è Aldo Federico, ad operare o meno.
Il Partito Democratico fa appello alla magistratura ed alle forze dell’ordine affinché si arrivi nel più breve tempo possibile ad individuare i responsabili di questi continui attacchi a quella che consideriamo essere una importante realtà lavorativa calabrese.”
Una delegazione della neocostituita confederazione, capitanata dal Movimento Liberi di Ricominciare, ha protocollato a Palazzo San Giorgio e in Prefettura un “ultimatum” ai commissari per tentare di aprire un confronto fortemente voluto dall’intera città.
Ecco le parole di Paolo Ferrara:“È arrivato il momento di dire basta a questo arrogante metodo di gestire la cosa pubblica, senza alcun dialogo e peggio ancora senza minimamente ascoltare le esigenze del cittadino.
I commissari devono incontrarci entro questa settimana insieme ad un pool di esperti che la confederazione mette a disposizione per ridare serenità alla nostra città. In caso contrario ci organizzeremo a scendere in piazza già nella prossima settimana, ma non invocando alla disobbedienza civile come fanno altri, ma semplicemente per difendere i diritti e la nostra dignità calpestata da una triade senza scrupoli.
Abbiamo messo a conoscenza anche Sua Eccellenza il Prefetto.
Quotidianamente la nostra sede è affollata da gente che vuol sapere cosa occorre fare.
Reggio è confusa e lo è ancor di più a causa delle cattive informazioni emanate ad arte da chi, oggi, cerca disperatamente di raccogliere consensi senza prospettare in alcun modo una tutela giuridicamente valida. Addirittura c’è chi per avere una semplice fotocopia priva di alcun valore, lascia anche un contributo economico a sostegno dell’errata iniziativa!!!”.
Questa scandalosa situazione ha fatto scaturire – in modo unanime – a tutti i componenti della neonata confederazione la decisione di divulgare la verità, divulgarla in modo serio e professionale con professionisti capaci di rispondere a qualsivoglia quesito in merito a questo famigerato e illegittimo tributo.
Partire dalle periferie, proprio da quei territori oggi dimenticati da tutti e in particolar modo dal limitato operato di un’arrogante commissione che sta segnando in modo quasi indelebile il futuro della nostra città.
Ed è proprio da Modena dove insieme all’amico Bruno Caridi – già Presidente di Circoscrizione e attuale Presidente dell’Associazione ProVII – che oggi giovedì 16 alle ore 17:00 presso il campo sportivo si terrà la prima tappa di assemblea pubblica “Vogliamo una giusta Tares” con la presenza di esperti che illustreranno alla cittadinanza le anomalie riscontrate nella “richiesta di saldo” recapitata e le possibili azioni giuridico-amministrative da perseguire.
Questi appuntamenti saranno sviluppati in modo itinerante e in pochi giorni raggiungeranno tutti i territori della nostra città. Ecco perché domani saranno presenti anche gran parte dei Presidenti di Circoscrizione.
“Solo attraverso la conoscenza è possibile sapere cosa è giusto fare”.
“Un evento molto significativo che rispecchia lo spirito, i principi e i valori di Forza Italia. Sono queste, le iniziative che scaldano gli animi della nostra gente e riaccendono, così come accadde nel ’94, la loro voglia di partecipare alla vita politica.
E’ quanto dichiara l’On. Nino Foti, membro della Direzione Nazionale del Pdl, in merito all’iniziativa “Salpiamo alla volta di Forza Italia” la mini-crociera organizzata dal Pdl romagnolo per festeggiare la rinascita del partito fondato da Berlusconi vent’anni fa. Insieme allo stesso Foti, unico per la Calabria, sono stati invitati all’iniziativa Renato Brunetta, Denis Verdini, Sandro Bondi, Daniela Santanchè, Mario Mantovani, Michaela Biancofiore oltre a tanti fra dirigenti, e amministratori azzurri. Anche il Presidente Berlusconi ha inviato un messaggio a Rodolfo Ridolfi, promotore dell’iniziativa, già consigliere regionale dell’Emilia Romagna nonché consigliere politico dell’ex Ministro, oggi Capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta, per complimentarsi ed augurare a tutti gli azzurri che partecipano alla crociera il miglior successo ed i suoi saluti più cordiali.
Anche in Calabria, prosegue Foti, Forza Italia si sta riorganizzando. Visto il grande entusiasmo generato intorno a questo nuovo progetto, abbiamo costituito un Comitato Intercomunale che si sta occupando di coordinare tutte le iniziative spontanee che provengono dai Comuni calabresi. In questi giorni stiamo procedendo con la raccolta firme per i quesiti referendari proposti dai radicali, ma sono previsti altri eventi propedeutici al grande ritorno. In tutta Italia il popolo moderato si sta preparando, e la Calabria sta tenendo il passo giusto.
Il ritorno di Forza Italia, conclude Foti, sembra aver ridato nuova linfa alla passione politica dei nostri sostenitori, questo perché sanno che con Forza Italia tornerà quel Partito che metteva al centro della propria azione politica il territorio e i bisogni della gente.
Eventi come quello organizzato oggi inoltre rappresentano importanti momenti di aggregazione e sono fondamentali in una fase di riassetto del Partito come quella che stiamo attraversando. Non è un caso poi che questa iniziativa ricordi per certi aspetti la grande crociera organizzata nel 2000 che tanta fortuna ha portato al nostro Partito. Mi auguro quindi, che questa manifestazione sia di buon auspicio anche per la nuova Forza Italia che, di questo sono sicuro, regalerà al popolo dei moderati tanti successi”.
Su sollecitazione e proposta del consigliere regionale Giuseppe Giordano, il Consiglio regionale all’unanimità nella ultima seduta ha votato una mozione con la quale si chiede un immediato ed urgente intervento del governo regionale per compiere gli atti necessari a tutela dei lavoratori già impegnati presso gli Uffici giudiziari della provincia di Catanzaro e di Reggio Calabria nell’ambito della convenzione Patto Calabria Sicura stipulata nell’anno 2007 con il Ministero dell’Interno. <<La mozione approvata, – sottolinea Giordano, – fa riferimento ad una convenzione sottoscritta nell’anno 2007 fra il Ministero dell’Interno, la Regione Calabria e le province di Reggio Calabria e di Catanzaro denominata “Patto Calabria Sicura”. Fra i vari interventi nascenti dalla convenzione, ricorda il consigliere regionale,era previsto, per le esigenze di supporto funzionale degli uffici giudiziari di Catanzaro e Reggio Calabria, l’utilizzazione di personale e in tale direzione venivano assunti con contratti interinali ben 120 unità che nel corso dell’esperienza maturata all’interno degli Uffici giudiziari hanno acquisito competenze specifiche e fondamentali per l’ottimizzazione del servizio, sopperendo alla carenza di personale nelle Procure e nei Tribunali delle due province. Il progetto, per mancanza di rifinanziamento, è venuto meno rivelandosi utile, però, nel formare gli operatori nell’ambito del Processo di digitalizzazione informativa dei fascicoli. Tuttavia, denuncia Giordano, gli operatori sono rimasti fuori dai progetti formativi per l’anno 2013 “posto che , come recita una nota ministeriale, tale fattispecie esula dalla previsione(…)” della legge di stabilità, “(…) ove si fa riferimento esclusivamente al completamento del percorso formativo per coloro che abbiano partecipato a progetti formativi provinciali o regionali”. Interrompere tale percorso formativo , secondo l’esponente regionale, significherebbe far venire meno un valido supporto agli uffici giudiziari in un settore, quale quello della digitalizzazione, nevralgico per il buon funzionamento del sistema giudiziario. Per tali motivi la mozione approvata dal consiglio regionale impegna il governo regionale a farsi promotrice delle necessarie iniziative istituzionali affinché i Ministeri dell’Interno e della Giustizia possano farsi carico di individuare soluzioni idonee a salvaguardare e riutilizzare delle professionalità, che, come già rilevato dai dirigenti degli Uffici Giudiziari, rappresentano un valido supporto per il funzionamento del sistema giustizia della Calabria>>.
Sulla riduzione della scorta ad Angela Napoli, già componente della commissione parlamentare Antimafia, Dalila Nesci, giovane deputata tropeana del Movimento Cinque Stelle, ha coinvolto 29 suoi colleghi dello stesso gruppo parlamentare nella propria, recente interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro dell’Interno. Ora i firmatari sono ben 30, tanti per non suscitare un grosso caso politico.
Lunedì 13 maggio Nesci aveva depositato l’atto di sindacato ispettivo, chiedendo al premier Enrico Letta e al titolare dell’Interno Angelino Alfano «di sapere quali siano le ragioni per cui all’onorevole Angela Napoli è stato recentemente assegnato un livello di protezione che non prevede l’auto blindata, l’agente di tutela e l’autista di servizio, nonostante recente minaccia pronunciata dal presunto boss Pantaleone Mancuso» dal carcere.
Altra richiesta, nel testo, è se i destinatari «non ritengano che non passi un messaggio di debolezza dello Stato e, addirittura, di palmare dissuasione del contrasto politico, istituzionale e culturale della ‘ndrangheta calabrese».
L’interrogazione di Nesci conclude: «Se i destinatari non ritengano opportuno potenziare la vigilanza e la tutela nei confronti dell’onorevole Napoli, anche per consentirle, nel rispetto della Costituzione, di partecipare alla vita democratica attraverso la rimozione di situazioni di potenziale incolumità, le quali ne ostacolerebbero la prosecuzione dell’attività politica».
La deputata Nesci sottolinea: «Il Movimento Cinque Stelle è unito con forza per tutelare un politico in seria lotta contro la ‘ndrangheta. Angela Napoli non è da sola e non lasceremo isolato chiunque si opponga al sistema criminale che sta distruggendo la Calabria».
Non posso che esprimere tutta la mia gratitudine e soddisfazione, personale e come Sindaco di uno fra i comuni virtuosi di questa regione, per lo straordinario, atteso e condiviso risultato elettorale, politico e sociale conquistato nella gente dal Movimento Cinque Stelle di Beppe GRILLO.
Faccio parte, infatti, di quelli che, non soltanto non hanno mai condannato o biasimato il salutare tsunami dei grillini, ma che invece, sin da tempi non sospetti, si sono seriamente confrontati ed hanno dialogato proprio con i rappresentanti territoriali di M5S, ad esempio, sulla gestione ottimale ed innovativa dei servizi pubblici erogati nel mio comune: dal ciclo dei rifiuti a quello dell’acqua.
Diciamocelo senza retorica: è ormai finita un’epoca. I risultati nazionali e soprattutto quelli regionali lo certificano senza alcuna ombra di dubbio. Gli italiani ed i calabresi hanno iniziato, con la forza dei numeri, a dire stop alla caste ereditarie. E’ accaduto un po’ ovunque ma – ed è questa la soddisfazione maggiore che condivido pubblicamente – è accaduto soprattutto in Calabria dove finalmente è iniziato il declino, ormai inarrestabile, dell’epoca dei valvassini. È l’inizio della fine per tanti, ma soprattutto per quel partito dell’Udc calabrese nel quale ho militato e dove, fino a ieri, ogni dissenso rispetto al sistema familistico imposto, veniva sbrigativamente e violentemente messo in condizioni di non nuocere.
La scomparsa quasi totale del partito di Casini in questa regione rappresenta, infatti, più di altri risultati, una tangibile forma di igiene democratica della quale, anche nella stessa coalizione di centro destra, si sentiva ormai l’esigenza. In questa cornice, con numeri e bocciature sonore difficilmente contestabili, le dimissioni del segretario regionale Gino TREMATERRA dovrebbero rappresentare un passo obbligato e di doverosa ed esemplare pulizia. Sicuramente faccio parte di quanti, in questo momento, chiede queste dimissioni da un ruolo che egli ha gestito in modo letteralmente castale.
L’augurio più generale e condiviso da tutti è che si apra una nuova fase di discussione e di confronto anche e soprattutto nel mondo cattolico. Va ridata, su nuove basi, rilevanza sociale e politica all’impegno dei cattolici in politica perché si possa incidere positivamente, come già accaduto in altri momenti difficili del nostro Paese. Ecco perché rinnovo il mio appello ai sindaci affinché sappiano farsi portavoce di una nuova fase politica.
I primi cittadini, salvo rare eccezioni, restano l’unico presidio politico democraticamente eletto, direttamente e costantemente a contatto con la gente. I sindaci non erano e restano fuori da una casta contro la quale l’Italia intera, da nord a sud, ieri ha detto definitivamente basta! Adesso vanno costruite e consolidate le basi per i prossimi appuntamenti, liberi da ogni schieramento o da partiti divenuti solo delle camice di forza per autoalimentare logiche feudali. Il manicomio è ormai è finito.
Le mummie sono state cacciate. Gli italiani si sono liberati da zavorre, fantasmi ma anche – ed è questa un’altra soddisfazione che condividiamo in tanti – da quella setta giustizialista del partito dei PM guidata da Ingroia, anch’esso fuori gioco, esiliato insieme ai suoi simili da un circuito democratico che vuole ritornare ad essere normale.
Elezioni politiche 2013, a Campana la più bassa affluenza della provincia di Cosenza. Su 1.632 elettori, solo 672 hanno votato. Un risultato più che prevedibile visto lo stato di abbandono sia del Governo centrale ma soprattutto dei partiti. La gente è stanca di false promesse. I risultati lo certificano senza ombra di dubbio.
È, questo il commento del Primo Cittadino di Campana Pasquale MANFREDI all’indomani della competizione elettorale nazionale e che consegna in Parlamento un quadro di coalizioni prive delle maggioranze necessarie per governare.
A Campana, da come risulta sul sito del Mistero dell’Interno, il PD si attesta primo con 251 voti. Come secondo partito, c’è il Movimento 5 Stelle di Beppe GRILLO con 181 voti.
Il dato di GRILLO è inconfutabile. La gente è stufa – dice il MANFREDI – e si sente abbandonata. Questo – precisa – è stato un voto senza radicamento, senza alcuna sezione dietro, senza nessuno che lo portasse in maniera strutturale. Eppure – continua – il M5S ha ottenuto consensi importanti. I risultati del voto emersi nella mia comunità – afferma – sono il risultato lampante di un malessere ormai dilagante che c’è tra la gente e nel territorio tutto. Mi auguro solo – conclude il Sindaco del Paese dell’Elefante – che questo grido d’allarme, perché di questo si è trattato, sia stato capito e venga raccolto. Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e risalire dal fondo al quale siamo evidentemnete arrivati.
Si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dei candidati catanzaresi per il collegio Calabria in occasione delle elezioni politiche 2013. Ad intervenire Sabrina Maraziti, Francesco Martino, Emmanuel Raffaele e Mimmo Gianturco.
«E’ una campagna elettorale storica – ha osservato Maraziti – ma, visti gli scandali, è la credibilità molto più dei programmi che ogni lista deve mettere in campo. È per questo che voglio sottolineare ciò che ha già fatto CasaPound, senza finanziamenti pubblici, dimostrando che la politica a costo zero è possibile se è volontariato come la intendiamo noi, che facciamo e diciamo queste cose con un decennio di anticipo su Grillo».
Un sindacato, un gruppo di protezione civile, occupazioni per dare un tetto a chi non l’aveva, una onlus con missioni in Kosovo, Birmania e Kenya, un gruppo per i diversamente abili, una web radio, un mensile, uno sportello sociale, conferenze, ambiente e tanto altro: tutto questo nelle parole di Maraziti, candidata al Senato della Repubblica.
È stato Raffaele, candidato alla Camera, ad esporre i punti programmatici della lista, puntati sulla difesa dello Stato sociale e dell’economia reale: «il problema è sistemico e le soluzione devono esserlo altrettanto: nazionalizzazione della Banca d’Italia, referendum sull’Unione europea su cui i popoli non hanno mai avuto voce in capitolo, congelamento del debito in mano a banche d’affari estere e fondi sovrani ed un piano di rientro attraverso la nazionalizzazione di autostrade ed Rc auto, taglio dei finanziamenti alla politica, dei parlamentari e dei loro stipendi, tutela della produzione italiana e dei diritti sociali attraverso importazioni controllate e blocco dell’immigrazione. Una nuova Iri per salvare i comparti strategici».
Martino, candidato anch’esso alla Camera, ha poi ricordato la battaglia per il “Mutuo Sociale”: «tanti si sono appropriati della nostra proposta ma, oltre la strumentalizzazione, la politica se n’è disinteressata». «Case costruite dalla regione – ha concluso – e date ai cittadini a prezzo di costo, inalienabili e non pignorabili, con una rata che non passa per le banche, che non supera 1/5 del reddito familiare e che si blocca in caso di mancate entrate: tutto questo per garantire non solo il diritto alla casa ma alla sua proprietà».
In conclusione, secondo in lista per la Camera, Gianturco, che ha anche presentato i punti di interesse regionale (infrastrutture, lavoro, ambiente e sanità), ha esortato: «dopo quarantasei fiducie al governo, ora Pd e Pdl fingono di litigare, dicendola lunga sulla loro credibilità. Ecco perché l’unico voto utile è quello a CasaPound, che propone un’alternativa ad un sistema di partiti identici e parassitari. Siamo un movimento di volontari, l’età media dei nostri candidati è di appena trentasei anni, tra cui moltissime le donne. Se vogliamo cambiare il Paese, non possiamo consegnarlo nelle mani delle forze che hanno governato finora e che cercano il pareggio per continuare a governare insieme».
A poco più di una settimana dall’incontro, svoltosi sabato il 9 Febbraio presso la sede di Futuro e Libertà con il Presidente Gianfranco Fini, generazione futuro, movimento giovanile del Fli, vuole sottolineare i tanti aspetti positivi avuti.
La conferenza, che ha registrato un buon afflusso di presenze, si è svolta in un clima sobrio e nell’aria si respirava quella voglia di cambiamento e quell’ottimismo necessario per sperare di cambiare. Le difficoltà non mancano, ma la determinazione del Presidente Gianfranco Fini e dei nostri candidati al Parlamento, tra cui Francesco Grandinetti ,Teresa Catalano,Franco Romeo, lascia ben sperare in un risultato elettorale migliore di quello previsto dai sondaggi.
Dopo la presentazione delle delegazione Calabrese che avrà l’onere e onore di rappresentare il partito in questa difficile campagna elettorale, l’on. Fini ha in primo momento voluto ribadire il suo passato con il PDL, “sono stato cacciato”, per poi delineare i principali punti programmatici: in primo luogo tagli alla spesa pubblica, ove gli sprechi si ipotizza ammontino a circa 60 miliardi di euro l’anno. “Solo se si taglia qui e li dove c’è dispendio inutile di denaro ,si può iniziare a pensare ad un abbassamento delle imposte per cittadini e aziende”.
Un altra proposta interessante è sicuramente quella del “Reddito per nucleo familiare”: “non è giusto infatti che a parità di reddito, una famiglia di 4 persone paghi quanto una singola persona”. Dunque sgravi fiscali per le famiglie più numerose. Ha parlato anche di un fondo finanziato pubblico destinato ai giovani intenzionati ad avviare una impresa nonostante non abbiano la possibilità economica di farlo, così facendo ci sarebbe una crescita dell’occupazione giovanile.
Restando “nell’ambito delle imprese, dice Fini, bisogna be abbassare le imposte perché molto spesso le aziende non riescono a svilupparsi, acquistando nuovi materiali, assumendo nuovo personale e a investire in ricerca, per il troppo carico fiscale a cui sono soggette”.
Sgravi fiscali soprattutto per le aziende che assumono a tempo indeterminato. Ha parlato anche di IMU, specificando le gravissime motivazioni che hanno indotto ad anticipare la sua introduzione, e sottolineando come questa vada rivista spostando ora sui comuni la ricchezza ricavata. Inoltre vanno “riviste le norme sulle rendite catastali diventate troppe eccessive”.
Oggi, alle ore 17.30, nel salone del Convento dei Minimi di Roccella Jonica (RC), si terrà un incontro- dibattito sui temi del lavoro, della legalità e dello sviluppo in Calabria, a cui parteciperanno il candidato, capolista in Calabria per la Camera dei Deputati del PD alle prossime elezioni, Rosy Bindi, e la Segretaria Generale della Cgil Nazionale Susanna Camusso.
I sottoscritti Vincenzo Maesano, Antonio Muscari, Francesco Perrone, Enrico Tramontano, Domenico Vadalà, Francesco Zappavigna e Antonio Zurzolo, nella qualità di consiglieri comunali di Bovalino,
Premesso
– che l’operato del Sindaco e dell’esecutivo municipale, dopo quasi tre anni, si è caratterizzato per le gravi inadempienze ai più elementari dettami di correttezza e buona gestione politico-amministrativa, oltre che per le profonde violazioni degli impegni programmatici;
– che lo stato di abbandono e degrado in cui versa il territorio comunale è sicuramente un dato di fatto incontrovertibile;
– che, dal suo insediamento, l’amministrazione comunale non è stata capace di dare ai bovalinesi le risposte di cui vi era bisogno nell’interesse collettivo, ma la quasi totalità della vita amministrativa si è consumata nell’assicurare e mantenere gli interessi personali e rendite di posizione prive di qualsiasi merito politico ed amministrativo;
– che la mancata soluzione dell’emergenza rifiuti, l’aumento spropositato delle spese correnti dell’ente, l’adozione di deliberazioni di Giunta e di Consiglio comunale in tema di bilancio in violazione della legge, la mancata erogazione di servizi essenziali (mensa scolastica, servizi socio-assistenziali), la mancata partecipazione ai progetti e/o la mancata erogazione di finanziamenti pubblici a favore del Comune di Bovalino evidenziano non solo incapacità politico-amministrativa ma totale menefreghismo verso l’interesse della collettività ed il futuro di Bovalino;
– che i momenti qualificanti la dialettica politico-amministrativa hanno visto montare via via un generale malessere tra i consiglieri di maggioranza e gli assessori a causa della costante mancanza di interlocuzione con un Sindaco per nulla consapevole del proprio ruolo istituzionale, sia con la cittadinanza sia con il Consiglio, al punto che, in più occasioni nonostante le richieste fatte da alcuni consiglieri di maggioranza e di opposizione circa la necessità di affrontare le problematiche urgenti ed indifferibili che attanagliano la comunità, ha con disprezzo ignorato tale richiesta, mortificando il ruolo del Consiglio stesso, con ripetuti sproloqui, turpiloqui e vessazioni anche nei confronti di chi con grandi sacrifici lo aveva sostenuto ed appoggiato credendo in un progetto di rinascita politico-amministrativa del paese;
– che non tenere in strettissima considerazione le istanze sollevate da un’opposizione giustamente propositiva nell’interesse della comunità ha tradito il principio di rappresentatività della maggioranza dei cittadini bovalinesi;
– che la sottovalutazione dell’esposizione di gravissime problematiche, reclamanti urgenti ed esaustive risposte, evidenziate dalla cittadinanza manifesta disinteresse verso la gestione della cosa pubblica;
– che l’attività amministrativa risulta pesantemente ingessata dal momento che gli Uffici comunali non riescono ormai a dare risposte ai bisogni elementari dei nostri concittadini, anche in ordine a richieste di ordinaria amministrazione, a causa di una continua ingerenza degli organi politici nelle attività di gestione e di un clima aspro e conflittuale;
– che, a fronte di situazioni di siffatta gravità, il Sindaco, ripetutamente messo di fronte alle proprie responsabilità politiche e amministrative e invitato da più parti a dare le dimissioni ha eluso tale invito dimostrando al contrario la volontà di procedere come se nulla fosse, pur sapendo di andare incontro a insormontabili difficoltà e di trascinare il Comune verso contenziosi che renderanno ingestibile la futura vita amministrativa dell’Ente;
– che i numeri acquisiti dall’opposizione determinano un sostanziale pareggio tra maggioranza e opposizione tale da non consentire di affrontare le gravi problematiche del paese, che viceversa richiedono un governo cittadino fondato su una maggioranza qualificata e numericamente autosufficiente.
Atteso che
– i sottoscrittori di tale mozione non intendono assistere passivamente a questa situazione;
– è dovere di ogni consigliere comunale, anche con motivazioni disgiunte da queste, restituire alla politica la dignità che le compete e assicurare un governo autorevole ed efficiente al paese;
– l’unica strada per raggiungere tale obiettivo è restituire la parola agli elettori, senza lasciare il paese nella stessa situazione nella quale si versa da quasi tre anni.
chiedono la convocazione del Consiglio Comunale, entro i termini di legge, al fine di mettere in discussione e deliberare la presente mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco di Bovalino, ai sensi degli artt. 52, comma 2, D.Lgs. n. 267/2000, art. 66 Statuto Comunale e art. 75 Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale.
La denuncia degli sprechi in materia sanitaria nella nostra regione passa anche attraverso la segnalazione di atti amministrativi emanati senza alcuna logica e per niente funzionali ai bisogni dei cittadini, ed è per questo che appoggiamo senza riserve quanto evidenziato dagli Autisti Soccorritori del SUEM 118 in servizio presso la postazione dell’ex ospedale di Taurianova.
Il consigliere regionale Giuseppe Giordano e il Dott. Giuseppe Gentile ,quale referente politico dell’area, con una dura nota denunciano la creazione di strutture, quali le sedi di coordinamento del 118 , che non solo determinano inutili oneri finanziari per le casse della sanità calabrese, ma addirittura, come già rilevato dagli autisti soccorritori, distolgono personale dalle corsie ospedaliere e non aggiungono alcun beneficio al servizio di emergenza.
Giordano e Gentile rimarcano come la gestione del 118 sul territorio nazionale venga ricondotta alle sedi provinciali a cui fa capo l’Azienda sanitaria in stretta sinergia con le PET territoriali e, quindi, non si comprende su quali basi nella nostra regione, in maniera anomala, si prefigurino strutture intermedie di fatto inutili.
Non sarebbe opportuno, concludono i due esponenti politici, revocare da parte del Commissario ad acta e del direttore generale dell’ASP n° 5 gli atti amministrativi emanati e destinare il personale e le risorse finanziarie risparmiate verso il rafforzamento dei servizi di emergenza che quotidianamente sono costretti a scontare gravi carenze.
Il Patto cristiano esteso (P.A.C.E.) continua il suo percorso politico. Sabato mattina davanti alla Sala Versace del Cedir, gremita in ogni ordine di posto, erano presenti cittadini ed esponenti di partito, candidati e non di ogni schieramento ( tra questi Demi Arena, Giuseppe Raffa, Massimo Canale, Giuseppe Scopelliti, Pino Caminiti, Pietro Fuda, Peppe Bopva e Pasquale Tripodi).
Molti gli interventi che si sono tenuti durante la giornata moderati dalla portavoce di Pace, Francesca Maviglia, tra i quali quelli del presidente nazionale di Pace, Tony Moscato, del coordinatore provinciale Carmelo Battaglia, del segretario nazionale Sandro Olivieri. Il coordinatore nazionale, Massimo Ripepi, ha dichiarato che “i partiti devono essere interpretati ma anche custodi di valori e principi che nel nostro caso derivano direttamente dall’applicazione della Parola di Gesù Cristo”.
All’incontro erano presenti i coordinatori provinciali del movimento di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo, rispettivamente Antonio Scopelliti, Pasquale De Rose, Roberto Siciliano, Antonio Ruggero, Franco Starapoli.
Al Ministro per i rapporti con le Regioni, e al Ministro dello sviluppo economico e al ministro dell’Economia e delle Finanze – Per sapere – premesso che:
– i programmi operativi regionali (POR) sono i documenti di programmazione per l’utilizzo dei Fondi Strutturali Europei intergrati da quelli del Ministero dell’Economia e delle Finanze e da quelli delle singole Regioni;
– i POR Calabria dovrebbero costituire il volano per lo sviluppo dell’intera regione, per ammodernare il patrimonio infrastrutturale e accrescere la dotazione di servizi pubblici;
– già su “Il sole 24 Ore Sud” del 9 febbraio 2011 era apparsa la preoccupante notizia relativa al riscontro di enormi ritardi nell’attuazione degli investimenti e forti carenze nella gestione delle procedure amministrative con risultati insoddisfacenti;
– secondo i dati in possesso al 31.12.2010, i pagamenti effettuati per finanziare i progetti a valere sui fondi strutturali 2007-2013 ammontano per il POR Calabria FSE 2007-2013 a solo 9,27% dei pagamenti e per il POR Calabria FESR 2007-2013 i pagamenti ammontano solo al 9,05%;
– a ciò si aggiunge che il Direttore generale per le politiche regionali della Commissione Europea, Dirk Ahner, in data 23 febbraio 2011, ha indirizzato una lettera all’Ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione Europea, e per conoscenza alle strutture per le politiche comunitarie del Ministero dell’Economia e della Regione Calabria, per formalizzare la contestazione e comunicare che non saranno liquidati i pagamenti (circa 50 milioni di euro) richiesti dalla Regione in data 13 e 24 dicembre 2010;
– i pagamenti sono stati congelati poiché i controlli dei servizi della Commissione avrebbero riscontrato requisiti e procedure adottate “non adeguate”;
– per tutti i progetti si contesta ” la mancanza di prove a livello di autorità di gestione del lavoro svolto per assicurare che i progetti soddisfino i criteri di selezione approvati dal Comitato di sorveglianza”;
– inoltre, sono state individuate “carenze nel sistema di valutazione di un bando a progetti”; in particolare, “il punteggio minimo che doveva essere raggiunto affinché il progetto fosse selezionato era fissato ad un livello basso e il risultato è stato che tutte le domande presentate sono state finanziate”, il che dimostra una carenza nella valutazione dei progetti;
– la Commissione, inoltre, nel contestare che le “verifiche di gestione non hanno coperto il 100%100 della spesa” e nel rilevare un alto numero di irregolarità nel controllo di primo livello, ritiene che ci possano essere stati progetti che non sono stati sottoposti a regolare controllo:
– quali urgenti iniziative intendano assumere per una corretta gestione dei fondi comunitari da parte della Regione Calabria in modo che vengano raggiunti gli obiettivi previsti dai Programmi Operativi.
Apprendo dalla stampa che tra i provvedimenti approvati nella giornata di ieri dal Consiglio regionale della Calabria, figura anche un ordine del giorno con cui si prevede di donare a tutti i Comuni calabresi una targa con la scritta “Qui la ‘ndrangheta non entra” da affiggere sui portoni dei Municipi.
Mi augurerei che la stessa targa venisse donata per essere affissa anche sulle sedi delle 5 Province, nonché sulla sede del Consiglio regionale calabrese.
Spererei, altresì, che il Consiglio regionale, approvasse un ordine del giorno per invitare i civici consessi calabresi non solo a non far entrare la ‘ndrangheta, ma a farla uscire dalle loro sedi, ove, naturalmente, presente e senza attendere gli interventi della Magistratura.
Mi augurerei, ancora, e non da ultimo, che così come sono stati attenzionati i familiari dei collaboratori di giustizia, venissero attenzioniati tutti i testimoni di giustizia calabresi ed i loro familiari, rispettando il coraggio ed il senso civico che li ha portati ad assumere uno status che tende ad isolarli e che vede numerosi punti di criticità nella relativa normativa nazionale vigente, alcuni dei quali potrebbero essere risolti con interventi regionali.
on. Angela Napoli
Capogruppo FLI Commissione Parlamentare Antimafia
Il decreto che ha disposto l’archiviazione del procedimento penale che vedeva l’On. Alberto Sarra, indagato per un reato distante anni luce dalla condotta morale dello stesso, pone fine ad una vicenda che ha prodotto danni incalcolabili a chi si è sempre speso per il rispetto della legalità.
L’esito di questa vicenda processuale conferma la giusta posizione assunta in tempi non sospetti di solidarietà e vicinanza personale all’on. Alberto Sarra, di cui abbiamo conosciuto l’onestà e le doti umane e professionali . Tutto questo deve far riflettere sui danni prodotti nei confronti della persona sospettata, danni che nessuno potrà mai risarcire .
Sicuramente adesso scompariranno anche le reiterate insinuazioni poste in essere da chi strumentalmente le sventolava a seconda della convenienza del momento .
Auspichiamo pertanto come partito che l’On. Alberto Sarra possa continuare, con tranquillità e serenità, il suo impegno amministrativo nella qualità di Sottosegretario alle Riforme e Semplificazione Amministrativa della Presidenza della Giunta Regionale , portando a compimento il delicato e complesso lavoro legato al riordino degli enti strumentali .
La partecipazione alle tre giorni di FUTURO e LIBERTA’ a Milano ha destato non poche preoccupazioni nel panorama politico nazionale e nella compagine stessa del neo Partito, infatti ha prodotto la reazione scontata di coloro che forse già da tempo avevano un disegno di sabotaggio mirato ad agire dall’interno indisturbati e cercando maldestramente di propinare valori che non fanno parte del loro modus vivendi.
Ancora una volta dobbiamo ringraziare il Presidente Fini per la sua lungimiranza politica, “nulla accade per caso “ e la gestualità ha il suo senso; a conclusione del suo intervento il Presidente si è recato accanto ai giovani che erano seduti sui colli esortandoli a stringersi a lui, quel gesto non è stato frutto di semplice strategia ma un richiamo forte e concreto, abbracciando idealmente i ragazzi che rappresentano il futuro della nostra Italia il Presidente Fini ha lanciato un messaggio chiaro ed inequivocabile: sono qui con voi, insieme a voi, per il nostro futuro e per la costruzione del vostro futuro. Con tale gesto ha fatto cadere la maschera a chi non credeva nel progetto politico intrapreso e le defezioni che si stanno verificando lo dimostrano poiché sono frutto della paura di chi ha visto con i suoi occhi una marea di persone che a proprie spese si è recata a celebrare l’Assemblea Costituente di un Partito che nasce per l’affermazione di determinati valori. Gli aderenti a FLI sono persone che credono ed hanno incarnato, senza avere nessuna prebenda, un progetto politico per una Italia migliore, per una Italia che possa rialzarsi dallo stallo in cui si è relegata. Certo non avrà fatto piacere a chi sta per tornare alla casa del “padre” notare quanta partecipazione quanto entusiasmo quanta voglia di fare e quanta competenza c’è nella base di FLI .
Non ci preoccupiamo di questo o quello che abbandona trovando scuse campate in aria e che non trovano nessun riscontro nel discorso pronunciato dal Presidente Fini a Milano, lor signori devono comprendere che il ritorno alla casa del padre non gli garantirà la poltrona di parlamentare anche perchè chi li ha convinti a mettere in atto vili gesti ha la consapevolezza della statura umana degli stessi, il tempo a tal proposito sarà galantuomo.
Non permetteremo a nessuno di infrangere il progetto politico volto a ridare veramente voce ai cittadini nella gestione della cosa pubblica a tutti i livelli istituzionali, non permetteremo a nessuno di affievolire l’entusiasmo che ci ha mossi sin dal primo momento, non permetteremo a chi mosso da interessi utilitaristi e personali vorrebbe spegnere la nostra voglia di cambiamento, anzi siamo certi che il comportamento intrapreso da costoro garantirà l’affermazione di FUTURO e LIBERTA’. Ecco perché sentiamo il dovere di ringraziare il Presidente Fini per tutto quello che ha fatto, che sta facendo e che farà per l’Italia. Grazie di cuore Presidente Fini.
Si terrà domani a Catanzaro una riunione dell’esecutivo del partito Regionale di Alleanza di Centro, per discutere delle imminenti elezioni comunali che si svolgeranno nel mese di maggio .
Parteciperanno alla riunione per la provincia di Catanzaro il commissario e presidente provinciale del partito il consigliere provinciale Franco Longo e il Vice-sindaco di Sellia Marina Walter Placida , per la provincia di Reggio Calabria il commissario e presidente provinciale del partito Raffaele D’agostino ex Vicesindaco di Gioia Tauro e Nino Crea Vicesindaco di Ferruzzano e Domenico Meduri consigliere comunale di Reggio Calabria, per la provincia di Vibo Valentia Luigi Assisi, per la provincia di Crotone il presidente del consiglio comunale di Strongoli Salvatore Greco e Felice Benincasa, per la provincia di Cosenza il commissario e presidente provinciale Maximiliano Granata già candidato a Sindaco città di Cosenza nelle elezioni del 1993 e del 2006 e Aldo Garofalo.
Introdurrà i lavori il Commissario Regionale del Partito Walter Melcore e sarà presente il componente della Direzione Nazionale e responsabile nazionale del Dipartimento Sviluppo ed Economia dell’ADC il Dott. Cav. Natale Granata .
Alleanza di Centro ha già predisposto le liste da presentare nella città di Cosenza, Crotone, Catanzaro e Reggio Calabria sia al comune che alla provincia . Sarà un importante test elettorale che dimostrerà la presenza del partito su base regionale, un partito che ha una solida alleanza con il PDL e che ha l’ambizione di attrarre il consenso elettorale moderato attraverso una solida alleanza con il popolo delle libertà, nella coalizione di centro destra .
Una linea chiara e ben definita sia a livello nazionale e locale, con una squadra solida che puntà a raccogliere in Calabria, in questa tornata elettorale amministrativa, oltre il 4% dei voti .
Nella riunione verrà completato l’organigramma regionale con l’assegnazione, di altri dipartimenti politici dell’esecutivo, confermando la volontà del partito di radicarsi ulteriormente sul territorio .
Nella città di Cosenza la confusione regna incontrastata sia nel centro-destra che nel centro-sinistra, incapaci di elaborare una linea comune in vista delle prossime consultazioni elettorali amministrative a Cosenza .
Penso sia veramente deludente che la classe politica cosentina sia subalterna alle decisioni che si dovranno prendere in altre sedi prima di individuare un candidato a Sindaco nella città di Cosenza . Nel centro sinistra il candidato a Sindaco deve essere scelto da una classe dirigente che non sa distinguere la zona di Donnici da quella di Mussano o Portapiana, perché non conosce la storia della città, preoccupandosi di cercare i topi in una casa che non esiste piu’ .
La sinistra non si è resa conto che da mesi sta perdendo pezzi significativi dei suoi uomini e del suo elettorato. Il centro-destra potrebbe avere l’opportunità di conquistare dopo venti anni di opposizione, il comune capoluogo, non riesce pero’ ad avere la capacità di fare sintesi e le sue divisioni non contribuiscono in ambito regionale e locale a tracciare un percorso comune e condiviso prima nel PDL e poi nell’intera coalizionie di centro-destra .
Sembra assurdo che il sindaco da scegliere debba essere collegato a trattative che si devono svolgere in Campania o in altri luoghi, che nulla hanno a che fare con la storia di Cosenza e dei suoi cittadini .
Anche se io ero suo avversario da giovane candidato a Sindaco nelle elezioni amministrative del 1993, l’On. Giacomo Mancini ebbe il coraggio di scendere in campo e di sbaragliare le forze della conservazione e sia in quella fase come nel 1997 dove insieme a Mancini da alleati vincevamo le elezioni con il 60% dei voti e certamente non chiedevamo a nessuno chi doveva essere il Sindaco della città .
Non eravamo subalterni a nessuno ma rivendicavamo una posizione di autonomia rispetto a scelte romane o regionali .
La politica è evoluzione, quelli erano altri tempi c’era un vero Sindaco , oggi e un’altra storia ci sono nuovi attori della politica cittadina che rappresentano la logica del vassallaggio e della subalternità con le solite camarille che nulla hanno a che fare con la politica dei liberi e forti .
Nella città di Cosenza si sta vivendo una clima di grande confusione politica, dovuto anche alle fibrillazioni che si stanno vivendo a livello nazionale. Il quadro politico cittadino è frammentato le liste e i candidati a Sindaco rischiano di proliferare a dismisura .
Potremmo rievocare il 1993 quando io fui il piu’ giovane candidato a Sindaco della Città di Cosenza, a soli 23 anni, e ci furono ben undici candidati a Sindaco.
Bisogna a mio avviso trovare una sintesi con un candidato a Sindaco, elemento di garanzia, che aggreghi tutte le forze in campo, con un programma amministrativo comune a tutte le forze politiche che lo sostengono .
La città di Cosenza ha bisogno di idee nuove e innovative per il rilancio del tessuto socio economico e produttivo, attraverso un nuovo modello di città che la faccia diventare punto di attrazione dell’intera provincia e dei suoi 155 comuni .
Il nuovo Sindaco deve essere una figura autorevole, in grado di rappresentare al meglio le esigenze e le istanze dei cosentini , premiando il merito e rinnovando la classe dirigente .
L’ADC, La Svolta e Unione dei Quartieri, nella città di Cosenza, sta lavorando per creare un gruppo politico che si richiami al gruppo dei responsabili a livello nazionale, fondato dall’ On. Francesco Pionati , Segretario Nazionale dell’ADC e portavoce nazionale del gruppo .
Questo potrebbe creare un elemento di sintesi in città per cercare insieme alle altre forze della coalizione un percorso comune in grado di creare una grande alleanza, per vincere le prossime elezioni al primo turno, sbaragliando tutte le altre forze politiche . Il PDL non ha mai vinto le elezioni a Cosenza, per responsabilità della sua classe dirigente che non è mai riuscita a trovare sintesi e per questi motivi non si è neanche presentato la lista nella scorsa competizione elettorale .
Da parte nostra non accetteremo candidature non condivise o imposte, questo tipo di politica non ci appartiene .
Chi conosce la nostra storia politica sa che noi siamo uomini liberi e forti, fuori da qualsiasi condizionamento e a cui piace il ragionamento e la condivisione, per questo sarebbe per noi inaccettabile accettare candidature che non siano frutto di scelte comuni .
Se dovesse perdurare tale clima, per come abbiamo sempre ribadito, scenderemo con il nostro cartello elettorale, nella prossima competizione elettorale, con un nostro candidato a Sindaco.
L’operazione politico-amministrativa che ha portato a compimento, in questi ultimi giorni, il sindaco di Bisignano, Umile Bisignano che, dopo aver ritirato la delega a tutti i suoi assessori, ha ricostituito la Giunta chiamando a farne parte due consiglieri dell’opposizione, ha suscitato un certo risveglio nelle assopite coscienze dei politicanti locali che, tralasciando di considerare che le nuove elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale sono lontane ben quindi o sedici mesi, stanno dando vita al solito teatrino della politica con conferenze stampa, incontri e discussioni tra i vari gruppi e partiti che si susseguono, uno dopo l’altro, con una frenesia che appare ai più piuttosto prematura.
Da parte sua il sindaco, Umile Bisignano, comportandosi da vero stratega della politica locale, dall’operazione di rimpasto attuata nella sua Giunta e portata a termine nei primissimi giorni dell’ anno appena cominciato, dovrebbe aver tratto notevoli vantaggi che, a parere di chi scrive, gli consentiranno di giungere alla conclusione dell’attuale legislatura con grande tranquillità.
Perché il suo meditato progetto strategico si concretizzasse in ogni suo aspetto, Umile Bisignano ha fatto fuori, all’improvviso, Antonello Gallo, suo vice ed assessore al Bilancio, ritenuto l’uomo forte dell’Amministrazione, il cervello che si stava adoperando positivamente per assicurare il rispetto del Patto di Stabilità nel Bilancio finanziario della città.
Evidentemente il Sindaco deve avere avuto la sensazione che l’ex vice, insieme al collega assessore alla Cultura, Franco Russo, a lungo andare, avrebbero potuto costituire una sorta di palla al piede e. comunque un ostacolo alle sue mire e ai suoi progetti per il futuro.
Invece con i due nuovi acquisti, Mario Umile D’Alessandro e Fernando Bisignano, nominati rispettivamente assessore alle Attività Produttive e al Personale, il sindaco Bisignano ha assicurato alla sua futura lista due elementi, finora sempre eletti, e che come contropartita alla loro entrata in maggioranza, hanno chiesto soltanto di essere candidati nella prossima lista del Sindaco Bisignano.
Nello spiegare le ragioni dell’operazione di rimpasto il sindaco, Umile Bisignano, ha più volte affermato che “la città di Bisignano non ha bisogno di cervelloni e neppure di scienziati, ha bisogno, soprattutto, di persone semplici che vivono a contatto con il popolo, ne conoscono i problemi e s’impegnano per risolverli”.
In questo contesto il teatrino della politica avviato dalle opposizioni non pare capace, almeno per ora, di dare un contributo positivo alla risoluzione della varie problematiche della comunità bisignanese, nella quale gli ambienti politici risultano avvelenati dall’invidia, dalla superbia, dal prevalere dell’uno sull’altro, dallo sfrenato e deleterio personalismo.
Una comunità dove, nonostante si veneri Sant’Umile, il santo dell’umiltà, questa virtù rimane totalmente sconosciuta, in particolare, proprio a coloro che dicono di volersi occupare di politica.
La riprova di quanto detto sta proprio nella storia politico-amministrativa più recente di questo paese: la stragrande quantità di consensi che ha permesso all’attuale sindaco, Umile Bisignano, di vincere le ultime elezioni amministrative con oltre mille voti di scarto sulle liste concorrenti, fu dovuta appunto all’incapacità dei gruppi e partiti politici concorrenti di trovare un’amalgama comune, di proporre un personaggio nuovo, incontaminato, giovane, magari senza superbi orpelli, da contrapporre, unitariamente, a Umile Bisignano.
Questo non è stato possibile nel passato e non si vedono, al momento, nelle sceneggiate del teatrino della politica alle quali si è costretti ad assistere in questi giorni, anche attraverso gli organi di stampa, prospettive migliori per il futuro.
Per altro, secondo indiscrezioni non meglio controllate, l’attuale maggioranza guidata da Umile Bisignano non sarebbe contraria all’ eventuale insediamento, nel territorio di Bisignano, di un grosso stabilimento commerciale di livello europeo ( IKEA ?) che prevede anche la possibilità di una compartecipazione azionaria da parte di imprenditori locali.
Una tale ventilata ipotesi mette in campo enormi potenzialità di sviluppo sul piano occupazionale, sul piano strettamente economico- industriale e , non ultimo, sul piano politico-sociale, per cui l’Amministrazione Comunale che si troverà a gestire una tale eventualità potrebbe trarne notevoli vantaggi nel presente e nel futuro.
“E’ venuto il tempo per la costruzione in Italia di una Nuova Sinistra collegata ai valori del Socialismo Europeo che non si piega al ricatto dei potenti, difende la dignità del lavoro e la democrazia”. Carmelo Giuseppe Nucera, già sindaco del comune di Bova ha introdotto i lavori della conferenza degli iscritti e simpatizzanti del partito Sel, Sinistra e Libertà, aperta a tutte le forze politiche del centro-sinistra, che si è tenuta nel salone conferenza del centro giovanile ”Rempicci” a Condofuri Marina. Un momento “aperto a tutte le forze politiche del centro-sinistra, dell’associazionismo che hanno voglia di lottare per invertire lo stato di degrado in cui versa l’area calabro greca. – é stato ribadito durante la serata – Un appello rivolto ai numerosi rappresentanti di socialisti, PD, forze del mondo operaio e contadino senza rappresentanza politica, amministratori, sindacalisti e società civile.
“SEL rappresenta oggi, la più importante novità nel panorama politico italiano e con il suo Leader Vendola – ha continuato Nucera – è l’unica forza che non si pone obiettivi autoreferenziali ma quello della ricomposizione e ricostruzione della Sinistra italiana”. Non sono mancati i riferimenti alla situazione dell’area grecanica ed, in particolar modo, al rilancio dell’area dell’ex Liquichimica di Saline, dove non serve la centrale a carbone, ma varie attività di sviluppo.
Un desiderio che, come emerso durante la seduta, va di pari passo con quanto deciso dal coordinamento delle associazioni dell’area grecanica che proprio nei giorni precedenti si sono incontrati a Pentedattilo per esprimere contrarietà al progetto della società svizzera Sei. “Servono proposte di sviluppo, allo scopo di concordare gli obiettivi per un confronto operativo con l’amministrazione provinciale che già in un consiglio – hanno dichiarato i presenti -sui temi dell’Area ha individuato obiettivi seri che possono determinare un “Progetto di Area” da inserire nel Piano Triennale Regionale. Per questo proponiamo, anche, un incontro con il coordinamento delle associazioni”. Gli altri temi trattati, hanno riguardato “la riapertura dei cantieri SS 106, la manutenzione del territorio ed altri interventi mirati: forestazione, Centri Storici, Turismo, Agricoltura, utilizzo produttivo aree dismesse e della fiumara Ammendolea”.
Un insieme di idee utili al territorio che hanno bisogno, anche di “una nuova qualità della democrazia negli Enti Locali dove la linea politica non è stata sempre chiara”.
Le conclusioni finali sono, invece, state fatte dal consigliere provinciale Gianni Nucera, segretario provinciale di SEL che ha espresso “apprezzamento per l’iniziativa, la qualità del dibattito e le proposte emerse”. Nucera ha ribadito che “SEL ritiene fondamentale la partecipazione della gente alle scelte che devono essere compiute e che SEL sosterrà con le proprie forze le “culture locali” affinchè con la loro vivacità influenzino le istituzioni ed i processi di sviluppo della comunità”.
Nel dibattito oltre i saluti istituzionali del consigliere provinciale Bernardo Russo, sono intervenuti tra gli altri Romeo, Denisi, Iacopino, Massara, Gatto Ferraro, Caccamo,Perpiglia, Pangallo e Morabito.
Si è tenuta come annunciato nel salone conferenze – Centro Giovanile”Rempicci” a Condofuri M. la conferenza degli iscritti e simpatizzanti di Sel aperta a tutte le forze politiche del Centro-Sinistra, dell’Associazionismo che hanno voglia di lottare per invertire lo stato di degrado in cui versa l’Area Calabrogreca.
L’appello a partecipare è stato accolto da numerosi rappresentanti di Socialisti, PD, forze del mondo operaio e contadino senza rappresentanza politica, amministratori, Sindacalisti, Società civile. Ha introdotto Carmelo Giuseppe Nucera già Sindaco di Bova affermando” è venuto il tempo per la costruzione in Italia di una “Nuova Sinistra collegata ai valori del Socialismo Europeo che non si piega al ricatto dei potenti, difende la dignità del lavoro e la democrazia.
SEL rappresenta oggi, la più importante novità nel panorama politico italiano e con il suo Leader Vendola è l’unica forza che non si pone obiettivi autoreferenziali ma quello della ricomposizione e ricostruzione della Sinistra italiana. Per lo sviluppo dell’Area , dobbiamo ispirarci a Turati “… è l’azione la grande pacificatrice, la grande unificatrice, essa crea l’unità di fatto che non troviamo nelle formule”. La discussione che è seguita ha ribadito la contrarietà alla ipotesi “carbone” per Saline, avanzando concrete proposte per lo Sviluppo (riapertura cantieri SS106, manutenzione del territorio, forestazione, Centri Storici, Turismo, Agricoltura , utilizzo produttivo aree dismesse e della fiumara Ammendolea” ecc) e la definizione di una nuova qualità della democrazia negli Enti Locali dove la linea politica non è stata sempre chiara.
Nel dibattito, oltre i saluti istituzionali del Consigliere Russo, sono intervenuti tra gli altri Romeo, Denisi, Iacopino, Massara, Gatto Ferraro, Caccamo, Perpiglia, Pangallo, Morabito e le conclusioni del Cons. Provinciale Gianni Nucera Segretario Provinciale di SEL che ha espresso apprezzamento per la iniziativa, la qualità del dibattito e le proposte emerse, ha ribadito che SEL ritiene fondamentale la partecipazione della gente alle scelte che devono essere compiute e che SEL sosterrà con le proprie forze le “Culture Locali” (movimenti sociali, Associazioni di Volontariato, Comitati di Cittadini, Gruppi di pressione pubblica, le forze sociali che nella loro autonomia devono ritrovare la strada dell’unità), affinchè con la loro vivacità influenzino le Istituzioni ed i processi di sviluppo della comunità.
Ha chiesto un incontro con il Coordinamento Associazioni Area Grecanica che proprio nei giorni precedenti si sono incontrati a Pentedattilo ed esprimono contrarietà alla costruzione della Centrale Termoelettrica di Saline avanzando proposte di sviluppo, allo scopo di concordare gli obiettivi per un confronto operativo con l’Amministrazione Provinciale che già in un Consiglio sui temi dell’Area ha individuato obiettivi seri che possono determinare un “Progetto di Area” da inserire nel Piano Triennale Regionale.
Il metodo utilizzato a Cosenza, per scegliere il candidato a Sindaco della coalizione di centro- destra, non è condivisibile. La città di Cosenza ha bisogno di parlare il linguaggio della chiarezza e delle scelte condivise sul piano nazionale e locale, per questo bisogna avere la capacità di costruire una aggregazione coesa, con un candidato a Sindaco espressione della coalizione, che sia scelto attraverso un ragionamento comune nelle sedi opportune, attraverso una riunione con tutte le forze politiche che si riconoscono in questo cartello elettorale .
Mi sembra che il candidato a sindaco del terzo polo sia già stato scelto e nella coalizione di centro sinistra regna confusione e incertezza per la scelta unitaria del candidato .
Da parte nostra noi lavoreremo per la formazione del cartello politico del gruppo dei responsabili e d’intesa con l’On. Francesco Pionati, portavoce nazionale del Gruppo, proporremmo in questi giorni un nominativo da sottoporre alla coalizione di centro destra per la scelta del candidato a Sindaco nella città di Cosenza .
La città di Cosenza ha bisogno di rinnovare la classe dirigente, attraverso una nuova formula politica , che rilanci l’attività sociale ed economica del territorio .
Nella prossima settimana L’ADC terrà una propria riunione per definire il cartello delle liste del buon governo, che saranno presenti nella prossima competizione elettorale.
Se lo scenario politico cittadino dovesse rimanere quello attuale, senza alcun elemento di novità, non esiteremo a correre con un nostro candidato a Sindaco nella città di Cosenza, nella prossima competizione comunale .
Esprimo sincera solidarietà al dott. Giuseppe Raffa, Sindaco della Città di Reggio Calabria per l’ennesimo e vile atto intimidatorio. Anche questo ulteriore gesto criminale contribuisce ad incrementare il clima torbido che esiste all’interno del Comune della Città e sul quale sicuramente le forze inquirenti dovranno far luce.
Sono certa che il Sindaco Raffa sapendo di non essere solo proseguirà con maggiore determinazione la sua attività amministrativa nell’interesse dell’intera comunità reggina.
On. Angela NAPOLI
Coordinatrice regionale FLI Calabria
Componente Commissione Nazionale Antimafia
Una nuova pesantissima tegola si sta abbattendo, a causa della situazione di palese dissesto economico del Comune di Reggio Calabria, su migliaia di famiglie reggine e sui librai e le agenzie editoriali.
A seguito di numerose segnalazioni e dopo un’accurata e dettagliata ricerca abbiamo scoperto che, soltanto per le somme relative al pagamento delle “Cedole Comunali” riservate agli studenti delle scuole elementari e dei “Buoni Libro” destinati esclusivamente ad una vastissima fascia di studenti delle scuole secondarie di 1° e 2° grado (medie e superiori), il Comune di Reggio ha, fino alla data odierna, un astronomico debito, assolutamente parziale e in continuo aumento, di circa €. 800.000,00 (ottocentomila/00 euro).
I creditori sono, appunto, migliaia di famiglie degli studenti reggini, i librai e le agenzie editoriali.
Andiamo con ordine.
Le “Cedole Comunali” sono un diritto spettante a tutti gli studenti, nessuno escluso, che frequentano le scuole elementari reggine. Le “Cedole
Comunali”, per l’anno scolastico in corso, sono state totalmente anticipate dai librai e dalle agenzie editoriali. Si tratta di una somma enorme pari a circa €. 250.000,00 (duecentocinquantamila/00 euro). E’ necessario mettere in evidenza che i librai e le agenzie editoriali hanno già saldato tutte le somme a favore delle case editrici per l’intero suddetto importo, pena l’avvio di un contenzioso legale e soprattutto la cessazione delle forniture, poiché il termine ultimo di pagamento era tassativamente fissato entro il 31 dicembre scorso.
La correttezza e puntualità dei pagamenti , nei fatti, ha rappresentato un salasso che sta distruggendo e mettendo in ginocchio l’intero settore e la totalità delle suindicate attività economiche, poiché la stessa puntualità e serietà non si è avuta da parte dell’Amministrazione Comunale che sta strozzando una filiera produttiva che, nel nostro territorio, occupa, senza clamore e riflettori mediatici, decine di posti di lavoro.
Infatti, avere giustamente pagato e onorato le fatture relative alle “Cedole Comunali” rappresenta per i librai e le agenzie editoriali un serissimo rischio di fallimento o, nel migliore dei casi, una pesantissima esposizione bancaria con le nefaste conseguenze che si possono immaginare.
Rispetto ai “Buoni Libro” la musica, purtroppo, non cambia.
I “Buoni Libro” previsti per l’anno scolastico in corso costituiscono un contributo economico che varia da 60 euro a 210 euro ed è esclusivamente riservato alle famiglie degli studenti delle scuole medie e superiori con un reddito ISEE pari o inferiore a €. 10.630,00.
Le famiglie, quindi, all’inizio dell’anno scolastico hanno anticipato l’importo previsto dal “Buono Libro” poiché la fallimentare Giunta Comunale del PDL aveva ripetutamente garantito il rimborso dello stesso nel giro di poche settimane.
In tal senso, basta ricordare che l’avv. Demetrio Barreca, Dirigente comunale del settore Politiche Educative, con due lettere datate entrambe il 07.09.2010, invitava tutti i Dirigenti Scolastici, di ogni ordine grado, a consegnare rapidamente agli studenti le “Cedole Comunali” e i “Buoni Libro” in maniera tale da consentire, riportiamo testualmente: “il tempestivo avvio del procedimento di liquidazione e pagamento delle stesse”.
Alla faccia della tempestività……
In questo momento di gravissima crisi economica le famiglie, ormai esauste, chiedono giustamente, il riconoscimento di un diritto che vale in tutta Italia tranne che a Reggio Calabria. Nonostante le reiterate proteste delle famiglie la risposta è sempre la stessa, vale a
dire: non ci sono soldi. Infatti, le settimane e i mesi sono trascorsi inesorabili, ma del pagamento dei “Buoni Libro” non vi è traccia.
L’unica notizia drammaticamente certa è rappresentata dalla cifra complessiva, anche se addirittura parziale, attesa dalle famiglie beneficiarie del “Buono Libro”, si tratta dell’importo da capogiro di oltre €. 550.000,00 (cinquecentocinquantatamila/00 euro).
Una vergogna totale che evidenzia l’assoluta gravità dello stato delle finanze comunali, miseramente vuote e ridotte a brandelli dagli otto anni del tragico e fallimentare “modello Reggio” portato avanti dall’ex sindaco Scopelliti e dal PDL.
Si tratta di fatti, dati e cifre concreti e assolutamente incontrovertibili.
Tutto ciò accade nel momento in cui l’Amministrazione Comunale ha ricevuto numerosi finanziamenti statali e regionali per l’istruzione e per ultimo un finanziamento di €. 751.000,00 (settecentocinquantunomila/00 euro) provenienti dal D. L. 448 finalizzato al comodato d’uso gratuito dei libri scolastici.
Per esporre questa situazione e, soprattutto, per ottenere risposte concrete, i librai e gli agenti editoriali, la scorsa settimana,
hanno incontrato il sindaco f.f. Raffa.
Il sindaco f.f. ha candidamente dichiarato che i fondi finalizzati per l’istruzione, vale a dire per le cedole e i buoni libro, sono stati risucchiati da debiti pregressi. Un’ammissione che rasenta il codice penale. Addirittura Raffa si è sorpreso del fatto che i librai e gli agenti editoriali non abbiano ancora proceduto ad attivare le vie legali. E’ proprio vero, la realtà, alle volte, supera anche la più florida e fantasiosa immaginazione.
Se non si trattasse del pane delle persone si potrebbe pensare al brillante copione di uno sketch di satira e comicità, ma poiché si tratta, drammaticamente, di questioni serissime, noi Comunisti manifestiamo la nostra ferma indignazione e la nostra totale vicinanza e solidarietà nei confronti dei librai, delle agenzie editoriali e delle famiglie degli studenti reggini che, fra l’altro, ancora attendono anche i libri del comodato d’uso gratuito.
Siamo, pertanto, convinti che non ci possano più essere silenzi, complicità o connivenze.
Chiediamo, quindi, l’intervento del Prefetto affinché si adoperi per ristabilire un minimo di legalità e l’urgentissimo rispetto degli impegni finanziari poiché l’Amministrazione Comunale sta mandando alla rovina decine di librerie, di agenzie editoriali e, inoltre, sta contestualmente demolendo ed annullando, unilateralmente, un diritto fondamentale e costituzionalmente garantito: il diritto allo studio.
Auspichiamo, infine, che la Magistratura prosegua con la necessaria fermezza le indagini in corso e relative all’ormai palese dissesto finanziario del Comune di Reggio.
E’ indispensabile utilizzare, una volta per tutte, il linguaggio della verità e della chiarezza poiché è, oltremodo, necessario quantificare pubblicamente l’ammontare totale dell’enorme buco finanziario del Comune di Reggio Calabria. Una voragine finanziaria che porta un solo nome e un unico palese responsabile che è l’attuale Presidente della Regione ed ex sindaco della città, Giuseppe Scopelliti.
Nella mia qualità di coordinatrice regionale del FLI Calabria confermo l’incontro sul tema “Nasce per la legalità” che si terrà sabato 22 gennaio 2011, ore 17.00, presso l’Auditorium N. Calipari – Consiglio Regionale – Reggio Calabria, con la presenza del Presidente della Camera dei Deputati, on. Gianfranco FINI.
Agli iscritti Sel
Ai simpatizzanti
Alla gente che ha ancora voglia di sperare e lottare
Siamo in campo perche’ possa nascere nel cuore dell’Europa e dell’Italia una nuova grande speranza.
Una grande sinistra legata ai valori del socialismo.
C’e’ un’Italia che non si piega al ricatto dei potenti E difende la dignita’ del lavoro.
Area Calabrogreca
sabato 22 gennaio ore 17,30 salone conferenze – Centro p.v. Rempicci via Peripoli a Condofuri Marina
Partecipate e portate le vostre idee per costruire insieme una area più vivibile.
Cittadinanza Democratica protesta, esprimendo il proprio disappunto ed incredulità rispetto alla programmazione territoriale e progettazione integrata 2007/2013, elaborata dal Settore 14 – Pianificazione Territoriale, Programmazione, Urbanistica e Trasporti – della Provincia di Reggio Calabria, sovrinteso dall’Ass. Michele Tripodi ed esprime pieno consenso alle vibranti proteste, manifestate già in sede di riunione dal Vice Sindaco ed Assessore all’Urbanistica del Comune di Gioia Tauro, arch. Jacopo Rizzo, nell’attesa che esse vengano formalizzate presso gli uffici provinciali, regionali e persino dell’U.E., com’è appunto nelle intenzioni dell’Amministrazione Gioiese.
La suddetta programmazione, infatti, che costituisce la base documentale da inoltrare alla Regione per consentire l’accesso ai fondi comunitari a favore dei Comuni della Provincia di Reggio Calabria, risponde purtroppo alle vecchie logiche di una politica che è ben lungi dal perseguire l’interesse generale in un’ottica di sistema e che, nel rincorrere persistentemente ed insolentemente interessi di campanile, rischia di tradursi nell’ennesima occasione persa per il territorio della Piana di Gioia Tauro.
E’, infatti, a dire poco strabiliante che – come accaduto appunto nella riunione del 12 gennaio scorso – si presenti un documento programmatico che si “dimentica” del Porto di Gioia Tauro – e, dunque, dei tre Comuni della Città del Porto.
Addirittura si disegna persino una nuova geografia della Piana (quest’ultima non già denominata – come universalmente è – di Gioia Tauro, ma non meglio individuata e genericamente indicata quale “Piana”) che ruota tutta attorno a Palmi e Polistena, in continuità con il recente passato, in cui, in spregio alle esigenze sentite e manifestate dalle popolazioni del territorio, si giunge a capovolgere decisioni pregresse massicciamente condivise dalle popolazioni locali, quali ad esempio, la scellerata decisione in materia di sanità, laddove si vorrebbe fare abdicare l’Ospedale Unico della Piana a favore dei due mezzi ospedali, appunto di Palmi e Polistena.
In un momento in cui la crisi del Porto di Gioia Tauro, è tutta protesa a compattare le energie sull’unico vero volano di sviluppo dell’intera economia regionale, l’Assessorato Provinciale Reggino alla Programmazione, Urbanistica e Trasporti, ipotizza uno sviluppo futuro della Provincia di Reggio Calabria che si dimentica dell’esistenza dei uno dei maggiori porti del Mediterraneo e dei Comuni della Città del Porto, così ponendosi persino in contraddizione con sé stesso.
Infatti, il Piano territoriale di coordinamento Provinciale (elaborato appunto dalla stessa Provincia e citato nella programmazione presentata il 12 gennaio scorso, tra i documenti con i quali esso si pone in coerenza, per priorità ed obiettivi) punta sulle tre città del Porto come uno degli elementi di forza del “sistema stellare della piana”, arrivando addirittura ad immaginare i poli attrattori della Piana negli spostamenti casa-lavoro nei due Comuni di Palmi e Polistena, così dimenticandosi completamente dell’area portuale, che catalizza quotidianamente migliaia di presenze in movimento dall’intera regione.
Cittadinanza Democratica dice basta e pretende che gli Enti preposti agiscano con alto senso di responsabilità. Confidiamo che la sensibilità e la responsabilità istituzionale del Presidente Morabito sarà fondamentale per una revisione che corregga le macroscopiche dimenticanze del documento presentato, così come siamo certi che l’assessore Tripodi – che pure è sindaco del Comune di Polistena – eserciterà con coscienza il suo mandato di Assessore Provinciale, nell’adempimento del quale dismetterà ogni altra veste che non sia quella del politico provinciale, deputato alla cura degli interessi del territorio dell’intera Provincia di Reggio Calabria.
Soltanto così, superando la miopia che pare caratterizzare il documento dei PISL presentato la settimana scorsa, prendendo consapevolezza che il futuro dell’intera Calabria non possa prescindere dal Porto di Gioia tauro e dalla capacità che la politica avrà di integrarlo con il territorio circostante, in un rapporto simbiotico di dare-avere e puntando finalmente – e non solo a parole – in ossequio agli indirizzi della Comunità Europea, sulla “Città del Porto” (Gioia Tauro, San Ferdinando e Rosarno) la Piana di Gioia Tauro in primis e così la Provincia di Reggio Calabria e l’intera regione potranno giovarsi finalmente di concreti benefici e non più di solite chimere.