Il Novecento a Brancaleone secondo il libro di Pino Fava

Il Novecento a Brancaleone secondo il libro di Pino Fava

Il Novecento a Brancaleone secondo il libro dello scrittore e giornalista Giuseppe Fava. E’ un’analisi molto particolareggiata, per certi versi a 360 gradi, attraverso il libro  di qualche anno fa dello scrittore al titolo “Profumo di gelsomino. “ E’  un tuffo nella storia e nella cronaca del suo paese – scriveva nella presentazione lo scrittore e critico letterario Santo Scialabba – un percorrere nome dopo nome, famiglia dopo famiglia, i momenti che sono miseria ed impresa, lotta per l’esistenza e battaglia per il progresso, economia di sussistenza ed inventiva finanziaria, rassegnazione e spinta ideale.

Si trovano furori che accecano, per farti aprire gli occhi, per guardare altrove, dentro di te e negli altri e recuperare il volto della dignità, dell’amore e dei sogni, l’arcano vivere degli ideali che vanno, a tutti i costi, concretizzati in opere, in azioni di qualità che diano un senso e un sentimento di umanità a chi la fortuna e la storia hanno collocato tra i paria, cui niente nessuno ha concesso in termini di felicità”.

Nella sua spassionata ricerca, Fava, ha diviso il Novecento in tante parti per far capire meglio al lettore il contesto in cui si trovava Brancaleone. Infatti, dopo aver descritto il territorio brancaleonese, ha analizzato la situazione generale nel mezzogiorno e in Calabria all’inizio del secolo XX, lo sviluppo demografico e le classi sociali, la Pubblica Istruzione e la cultura all’inizio del secolo scorso e la nascita della sinistra e del PSI a Brancaleone.

In sostanza non ha tralasciato nulla del secolo scorso raccontando con i dovuti particolari fatti e avvenimenti che hanno segnato un’epoca nella storia di Brancaleone e del suo comprensorio(la letteratura calabrese, la globalizzazione, la politica nazionale e quella locale, Don Alfredo Niccheri apostolo degli umili, il Confino politico di Cesare Pavese, lo sport, ecc.). “Con “Profumo di gelsomino” – scriveva Giuseppe Livoti(critico d’arte)Giuseppe Fava consegna un‘altra importante pagina di storia locale in cui Brancaleone, paese natio dell’autore, raccontato, attraverso storie di famiglie del posto, problematiche di un paese del sud, sviluppo demografico, classe contadina, lotta tra borghesia e proletariato, aspetti di costume e letterari, viene descritta e fatta conoscere in una cronistoria scandita da incisivi capitoli”.

E ancora, Pasquino Crupi, famoso scrittore e meridionalista ha espresso il suo giudizio sulla validità dell’opera di Fava. Scriveva Crupi: “ Questo libro di Giuseppe  Fava reclama lettori attenti e pazienti. Non è facile capire che siamo di fronte a un romanzo e non a un misto di cronaca e storia. Ma, quando si raccontano cronaca e storia come pezzi di cuore, la narrazione è tutto.

E che cosa è un romanzo se non narrazione, cioè dominio della parola, intreccio, azione? A questo risultato Giuseppe Fava è pervenuto per via più impervia: scegliendo come personaggio un paese, sciogliendo il paese nell’umile cera in cui prendono forma e corpo uomini e cose. E’ il romanzo della moltitudine che ha inteso scrivere Giuseppe Fava. Ci è riuscito con la sua prosa nitida dove si avverte il lirismo del cuore che non sbaglia mai”. L’amore di Fava verso la sua amata Brancaleone la dice lunga sull’impegno  letterario per il suo paese dell’anima.