Frutti dimenticati, Il Germoplasma frutticolo e viticolo

Frutti dimenticati, Il Germoplasma frutticolo e viticolo

Il prof. Orlando Sculli , noto esperto di viticoltura e autore di diverse pubblicazioni sull’archeologia del vino( “I vitigni autoctoni della Locride”, “I palmenti di Ferruzzano” ecc.) è coautore della pubblicazione “Frutti dimenticati e biodiversità recuperata – Il germoplasma frutticolo e viticolo delle agricolture tradizionali italiane”.

E’ una pubblicazione edita dall’ISPRA(Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), realizzata qualche tempo fa con il contributo dell’Arpacal e Laimburg. Tra gli autori della pubblicazione, appunto,  vi è Orlando Sculli, , membro dell’Associazione Patriarchi della Natura. Il volume ha preso in esame la frutticoltura calabrese e del Trentino Alto Adige mettendo in luce le diverse peculiarità nella speranza di salvare il germoplasma in forte rischio di estinzione. La nostra osservazione è rivolta alla frutticoltura calabrese, ai cenni storici, al paesaggio agrario e alle tecniche culturali tradizionali, allo stato dell’arte delle azioni mirate alla conservazione della biodiversità frutticola e alcuni frutti antichi rappresentativi della Calabria.

Infatti, l’economia calabrese, per secoli, si è basata sull’agricoltura favorita “anche dal fatto di appartenere al bacino del Mediterraneo – si legge -, uno dei più importanti centri di origine delle piante a uso alimentare e crocevia di popoli”. Numerosi sono i riferimenti storici legati all’agricoltura(dalla preistoria alla protostoria, La Magna Grecia, i Romani nel Bruzio, la Calabria bizantina, i Normanni Svevi, la Calabria angioina, gli Aragonesi in Calabria, la dominazione spagnola, i Borboni). “Sulla costa calabrese – si legge ancora nella pubblicazione – abbondano fichi, agrumi, in montagna mele e castagne, mentre viti, ulivi e peri crescono un po’ ovunque; ognuna di queste specie è ricca di varietà”. ”Da molti anni in Calabria si stanno facendo ricerche e studi per la salvaguardia della varietà di frutti che stiamo dimenticando”. A proposito abbiamo chiesto all’esperto Orlando Sculli di farci il punto della situazione. Dice Sculli:” Abbiamo perso le varietà di grano, di piselli, peperoni, melanzane, pomodori, ceci, fagioli ecc. In altri termini quasi tutte le essenze ortive o agricole di cadenza annuale. Per il momento resistono le essenze arboree e le viti. Ma per quanto tempo ancora? Siamo vicini al rischio di estinzione.

Anche per esse ormai la Regione Calabria dovrebbe organizzare svariati campi stabili di salvataggio che diventerebbero oasi di biodiversità a cui potrebbero fare riferimento i futuri agricoltori della nostra terra. Salvare tutte queste varietà di frutti – conclude l’esperto – è il  mio sogno, magari creando un Chepos(giardino) delle meraviglie capace di ospitare tutto il germoplasma della Calabria e salvare così circa ottocento meli, un centinaio di biotipi diversi di ulivi, più di cento peri, melograni, susini, albicocchi  e altri frutti come avviene in altre regioni d’Italia”.