Lombroso, il razzismo e Colajanni

Lombroso, il razzismo e Colajanni

di Vincenzo Carrozza
Pristina 18-01-2023

“E’ agli elementi africani ed orientali (tranne i Greci) che l’Italia deve, fondamentalmente, la
maggior frequenza degli omicidi in Calabria, Sicilia, Sardegna, mentre la minima è dove
predominarono stirpi nordiche (Lombardia).” Questo è un passaggio dell’Uomo Delinquente 1876,
di Cesare Lombroso.
Napoleone Colajanni pubblica nel 1889 la Sociologia Criminale.

In Sociologia Criminale vengono riportati i giudizi razzisti del Lombroso, per esempio sugli zingari
che secondo il professore torinese sono: “l’immagine viva di una razza di delinquenti, e ne
riproducono tutte le passioni e i vizi..” E ancora il Lombroso: “quando si pensa che il
malandrinaggio in Sicilia si concentra tutto..nella Conca d’oro, dove le rapaci tribù Berbere e
Semite ebbero le prime e più tenaci dimore, e dove il tipo anatomico, i costumi, la politica e la
morale conservano una impronta araba…”.

Combatte scientificamente, Colajanni, l’idea stessa di razza. Dimostra la speciosità della divisione
tra razze superiori e inferiori e dimostra errata la supremazia della cosiddetta razza ariana sulle altre.
Supremazia che Lombroso accetta, spingendosi ben al di là delle tesi per esempio di Georges
Vacher de Lapouge (1954-1936 teorico della eugenetica e del razzismo) che nella sua magnanimità
salva dalle razze maledette i Semiti e gli Ebrei, mentre le stesse sono giudicate antropologicamente
inferiori dal Lombroso, che dichiara, per difendere il suo essere ebreo, che la “razza Ebrea
discendere più dagli Ariani che dai Semiti.”

Contro gli Ebrei esiste un movimento vigoroso in tutta Europa che parte da dati statistici manipolati
dagli scienziati positivisti, che li indicano dediti alla truffa, al ladroneggio, all’inganno. Movimento
razzista che dagli scienziati si diffonde nei diversi strati sociali, con le conseguenze che la recente
storia ci ha insegnato (milioni di morti) e ci insegna, disgraziatamente, ancora oggi.
Alla stessa stregua degli Ebrei sono trattati i neri, che vengono definiti: “il Nero altro non è che uno
scimpanzé addomesticato, uno scimpanzé che parla, di cui gli ideologi cristiani e anti-cristiani
hanno avuto il torto di volerne fare un uomo…”

Lapouge teorizza lo sterminio delle razze inferiori, mentre il Garofalo Raffaele (giurista e allievo di
Lombroso) teorizza lo sterminio dei delinquenti, al fine di ottenere una selezione antropologica
benefica e siccome i criminali, per definizione stessa di razza inferiore, sono meridionali, eccovi
servita la diffamazione del meridione come luogo abitato da una razza criminale inferiore (che si
può sterminare o far morire di fame) ”.
“Lombroso, Lapouge, Garofalo, ad esempio, non negano l’evoluzione intellettuale del siciliano
della Conca d’Oro, …ma ritengono immanente la tendenza al brigantaggio, la ferinità, la disonestà,
per intime ragioni di organizzazione psichica insite nella razza, che prevale, ed agisce come lievito
corruttore nelle disgraziate regioni da esse abitate.” (pag 212, cap IV della sociologia criminale).
Napoleone Colajanni smonta, pezzo per pezzo, la teoria dell’Antropologia Criminale, servendosi
dei dati statistici comparativi forniti da Luigi Bodio (1840-1920 statistico, senatore, membro
dell’accademia dei Lincei..).

Analizza, Colajanni, i dati statistici dei vari Stati europei riguardanti gli omicidi, le percosse e le
ferite, i reati contro i costumi, i furti di ogni specie.
Analizzando questi dati appare evidente che la razza non è il principale motore criminale. Il motore
criminale preminente appare chiaro, e non contraddittorio, e risiede nella condizione socio-
economica dei criminali: sono le condizioni sociali e nello specifico la povertà a determinare i
delitti di ogni specie e non certo le razze.

Lombroso si risente delle conclusioni a cui giunge Napoleone Colajanni con la sua puntuale
Sociologia Criminale, lo critica ferocemente, fino alla diffamazione, tanto che Colajanni è costretto
a scrivere e pubblicare un pamphlet a sua difesa dal titolo: Ire e Spropositi di Cesare Lombroso.
Appare chiara agli gli studiosi europei, antropologi, psichiatri, giuristi, scrittori, filosofi, la
rivoluzione che la Sociologia Criminale di Colajanni apporta al mondo scientifico e sociale
europeo, tanto che il secondo congresso di antropologia di Parigi del 1889 diviene, in pratica, la

pietra tombale della antropologia criminale così come pensata dal Lombroso e dagli altri scienziati
di scuola positivista.
Con l’intervento alla Camera dei deputati, seduta dell’11 dicembre 1901, Colajanni si domanda, e
domanda ai signori deputati se, “esiste una Quistione Meridionale? Domanda retorica, infatti si
risponde che: “Sarebbe il caso di chiamare folle chi non la vede e chi la nega”.
Nella stessa seduta smaschera chi calunnia i meridionali. Confuta chi afferma che nel mezzogiorno
non si paga l’imposta fondiaria. Dimostra, invece, dati economici alla mano che il meridione paga
quasi il doppio della imposta fondiaria pagata dalle regioni del nord e dimostra che, pur prendendo
di più dal meridione attraverso le tasse, lo Stato unitario, ma poi sarà, ed è tuttora problema dello
stato repubblicano, lo Stato restituisce meno che al nord in termini di spesa locale.

Ma questo è ragionamento, quello della “Quistione Meridionale”, voglio sottolinearlo, ancora
irrisolta e dimenticata dai politici eletti nelle regioni del sud, degno di più ampia trattazione, e
degno di essere ricordato e disseppellito.
Nella stessa seduta dell’11 dicembre del 1901, più volte il deputato e medico siciliano, dimostra,
senza tema di smentita, dati statistici alla mano, che il meridione paga più tasse ricevendo, in
cambio, meno sostegno economico delle regioni del nord. Cita Lombroso quando vuole irridere gli
antropologi positivisti per i quali il meridionale è truffatore, cattivo lavoratore, cattivo pagatore.

Appare, a questo punto evidente come i neo-lombrosiani dei nostri giorni, non sono altro che la
quinta colonna del pensiero positivista razzista che parte dal Lombroso, e dalla sua galassia, per
arrivare ai giorni nostri e giustificare, in un certo senso, sia la condizione in cui ancora si trovano le
regioni meridionali, sia la Autonomia differenziata, battaglia politica della Lega e del governo di
centro destra.

Provo vergogna, come italiano e come meridionale, a sapere che molti di questi signori e di queste
signore, che si ritengono storici di spessore, siano meridionali.
Questi signori insistono nel dire (l’unica cosa che sanno dire): ma dove ha mai letto lei che
Lombroso accusa i calabresi (e i meridionali) di essere criminali. Spero di aver saputo dimostrare il
sillogismo lombrosiano “razze criminali-meridionali criminali” con questo breve articolo.
Gramsci fa profonde riflessioni sui positivisti socialisti e razzisti, lo stesso Mussolini lo è, nei suoi
quaderni dal carcere, ma questo argomento lo riserviamo a un prossimo articolo.