La linfa vitale

La linfa vitale

Linfa vitale è un’opera scultorea (interamente in cemento) realizzata dall’artista Francesco Marrapodi nell’agosto del 2020 e che occupa, dal giorno 25 Settembre dello stesso anno, un piccolo spazio nel cuore di un grande paese – Sant’Agata –, a pochi passi dalla casa dello scrittore Saverio Strati.

L’opera rappresenta, oltre alle nuove generazioni che si soppiantano a quelle vecchie, la vita che non si arrende ai soprusi dell’uomo, né si piega alle intemperie del tempo, si oppone, anzi, con straordinaria vitalità. Si tratta, nello specifico, di ciò che rimane di un fusto d’albero dopo un incendio, dove un’impercettibile particella, scampata come per magia alla combustione, (attraverso il naturale processo metabolico) si tramuta a poco a poco in linfa, divenendo la gemma e quindi il ramo che restituirà l’esistenza all’albero. Ma, al tempo stesso, rappresenta la vita che sta per sbocciare nel grembo della giovane donna seduta accanto al tronco, la stessa che contempla con ansietà il mare all’orizzonte, certa di dover vedere un giorno il frutto del suo ventre partire verso terre lontane.

I temi che emergono dalla scultura sono dunque: la morte e la rinascita, la mancata emancipazione di un territorio e l’emigrazione da parte dell’individuo dello stesso. Tale è il significato di questo lavoro inserito nella penultima manifestazione di Stratificazioni, rinomato festival diretto e patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Sant’Agata del Bianco che sentitamente ringrazio per avermi fornito la possibilità di sottolineare (attraverso l’arte) uno degli aspetti più drammatici del Mezzogiorno e non solo.