Staiti, il poeta Giuseppe Garlaschi merita di essere ricordato

Staiti, il poeta Giuseppe Garlaschi merita di essere ricordato

Alcuni anni fa la Pro Loco di Staiti aveva lanciato un appello per ricordare il poeta e scrittore Giuseppe Garlaschi il quale visse per un certo periodo di tempo nel cuore del vecchio borgo medievale. I dirigenti dell’Associazione turistica avevano proposto all’Amministrazione Comunale del tempo l’installazione di una targa sulla facciata dove era vissuto l’illustre poeta. Purtroppo non se ne fece nulla e la situazione è rimasta allo stato “quo ante”.

E’ un vero peccato che il tempo abbia cancellato i segni di un passato e che i ricordi cadono nel dimenticatoio o nell’indifferenza generale. Garlaschi, dal punto di vista culturale, ha dato molto alla comunità staitese ma Staiti non è stato riconoscente come lui degnamente meritava.

“U professori”, Giuseppe Garlaschi, come affettuosamente lo chiamavano gli abitanti del piccolo paese situato sul dorsale aspromontano, era “sbarcato” a Staiti nel lontano 1939. Era di origine lombarda. Era nato a Sesto Calende(Varese) nel 1904.

Un membro del consiglio direttivo della Pro Loco di un tempo e studioso di storia delle tradizioni popolari scrisse:

Galrlaschi visse in paese per alcuni anni impegnato in una intensa attività culturale, dedicandosi alla poesia, alla letteratura, alla pittura , alla musica e all’insegnamento.

Era un eclettico che ha lasciato un buon ricordo nella memoria di tutti per il suo impegno culturale, sociale e per il suo altruismo,

A proposito ha citato le attenzioni di Levi riservate a Garlaschi in una parte del libro “Cristo si è fermato ad Eboli”. Scriveva Levi :…Era un uomo modesto, ritirato e cortese il solo forestiero stabile a Gagliano.

Lo vedevo qualche volta e con me fu sempre gentilissimo. Giuseppe Garlaschi ha evidenziato soprattutto “l’impegno letterario prima a Staiti, poi a Brancaleone(aveva sposato una donna del posto) e a Reggio Calabria, città dove concluse la sua parabola esistenziale nel 1985.

Le spoglie mortali sono state tumulate nel cimitero di Brancaleone dove la salma tuttora riposa nella tomba di famiglia. Le opere di maggiore spessore, dell’artista, si è soffermato su quella piu’ conosciuta.

E’ una raccolta di liriche intitolata “In attesa dell’alba” dove risalta una serie di componimenti in versi acrostici sulle “Belle contrade joniche”. Garlaschi è stato un attento lettore dei territori di Brancaleone, Bruzzano, Staiti e Ferruzzano e data la sua poliedricità prendendo a prestito il nome dei quattro comuni ha confezionato dei componimenti poetici nei quali le iniziali dei singoli versi, lette di seguito in senso verticale, formavano appunto il titolo della poesia.

Garlaschi merita di essere ricordato.