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Riconciliazione

 

Il cristiano, che ha peccato dopo il battesimo, è riconciliato con Dio attraverso la riconciliazione con la Chiesa. Il pentimento, la confessione dei peccati, l'impegno di penitenza e di riparazione del penitente, si incontrano con il gesto del sacerdote, l'assoluzione data in nome di Cristo e della Chiesa.

Nel cammino di conversione, che dura tutta la vita, il sacramento della riconciliazione è essenziale e bello!
E' come un sole che arriva sulla tua vita! E' il tempo in cui il Signore ti chiama per rifarti nuovo! Nuovo nel tuo modo di amare lui e gli altri. Nuovo nel profondo di te stesso. Nuovo nel costruire un mondo sempre più degno dell'uomo.
E' questo il momento in cui diventi nuovo proprio incontrando Gesù risorto, presente adesso e qui: osservandolo e ascoltandolo. Celebrando la sua morte e risurrezione ricevi nell'assoluzione il gesto concreto della sua tenerezza infinita che perdona e dimentica.
La confessione, oggi meglio detta riconciliazione, deve essere innanzi tutto incontro col Signore misericordia infinita. Solo dinanzi a lui il nostro peccato emerge nella sua verità. Dio non ama il senso di colpa, egli vuole il tuo pentimento.

C'è una profonda differenza tra senso di colpa e pentimento. Il senso di colpa nasce dall'orgoglio, il pentimento dall'amore. Il senso di colpa è il rammarico per la norma trasgredita, perché la propria immagine di sé si è spezzata, e porta a rinchiudersi in se stessi: genera disperazione. Ma l'amore di Dio è più grande del nostro cuore (1 Gv. 3,20 22) e perdona anche quello che noi non siamo capaci di perdonare a noi stessi. Da questa certezza nasce il pentimento, che non è il senso di colpa, ma il dolore per non aver voluto corrispondere all'amore, per aver rotto un rapporto di amicizia, il patto di alleanza col mio Dio. Il pentimento porta a chiedere perdono, genera speranza e il proponimento di una preghiera sincera e incessante, desiderosa di essere esaudita, per ottenere la grazia di essere capaci di non peccare più..

Molto spesso accade che non siamo capaci di confessare i nostri peccati neppure a noi stessi perché non sopportiamo il senso di colpa. Il Signore invece ci chiede un'apertura del cuore diversa, che ci porta su tutto un altro binario. Essere perdonati è la gioia più grande nella vita di un uomo. Apri il cuore a questa gioia!

Per fare una buona confessione si richiede:
- l'esame di coscienza fatto nel contesto di lode e di ringraziamento come indicato;
- il dolore dei peccati;
- il proposito di non più commetterne;
- l'accusa dei peccati (confessione);
- la soddisfazione (penitenza).

Preghiera di preparazione

La riconciliazione è un dono di Dio. Raccogliti in preghiera per disporti all'incontro con il Padre. Puoi usare parole tue, aiutarti con un salmo, come ad es. il 50, o con una preghiera come questa:

O Dio, nostro Padre,
che non ti lasci vincere dalle nostre colpe,
ma accogli con amore chi ritorna a te,
guarda i tuoi figli che si riconoscono peccatori
e fa' che, riconciliati
nella celebrazione del sacramento della riconciliazione,
sperimentino la gioia
della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Lettura della parola di Dio

Lasciati illuminare dalla parola di Dio, ringrazia dei doni ricevuti, riconosci i tuoi peccati, convertiti riscoprendo la sua infinita misericordia. Puoi leggere uno dei seguenti brani biblici: Ez. 11, 19 20; Is. 53, 4 6; Mt. 6, 14 15; Lc. 6, 31 38; Lc. 15, l-7…; Gv. 20, 19 23...

Premessa alla confessione

1) Inizia chiedendoti quali sono le ragioni che hai per lodare Dio e ringraziarlo (confessione di lode).
Dall'ultima volta che mi sono confessato, quali sono le cose per cui devo maggiormente ringraziare il Signore?
In quali cose/eventi/persone ho sentito più forte la sua presenza e il suo sguardo carico d'amore?

2) Solo dopo aver fatto questo, solo dopo aver risvegliato dentro di te la certezza che Dio ti ama, interrogati sui tuoi peccati (confessione della vita).

Non chiederti soltanto quali sono le tue mancanze contro la legge di Dio, ma piuttosto da dove nasce in te la tristezza, la pesantezza, l'incapacità di gioire. Cosa ti causa disagio e amarezza? Spesso, se sarai sincero nel porti queste domande, troverai che alla radice del tuo malessere ci sono dei peccati cui forse non avevi mai pensato, perché sono tanto antichi e tanto consolidati in te come abitudini che sono ormai diventate parte di te. Ad esempio molti si portano dentro da tempo rancori, ostilità, vanità, lussuria, orgoglio, incomprensioni, incapacità di perdonare coloro che in passato li hanno feriti, ecc. Queste sono limitazioni che, pur non essendo in se stesse mancanze dirette, ci portano quasi inevitabilmente a cadere. Abbi il coraggio di scendere tanto in profondità da rifiutare tutto questo, da desiderare che la tua vita sia diversa e da chiedere di essere liberato da queste catene che t'impediscono la gioia. Molti di noi poi si portano spesso dentro un'oscura ribellione contro Dio (che non abbiamo spesso il coraggio di ammettere). Ci sembra che Dio non abbia risposto alle nostre preghiere, perché sembra nascosto e lontano. Infatti, malgrado sacrifici o scelte fatte perché intervenisse in nostro aiuto, non abbiamo avuto alcun beneficio. Solo se questa ribellione presente in noi è portata alla luce può essere guarita dal Signore. Forse non è un peccato di per sé, però genera in noi una preghiera distratta e saltuaria, una mancanza d'impegno nella ricerca di lui, un'intolleranza verso gli altri e soprattutto verso la Chiesa e la comunità cristiana. Solo se confessiamo i nostri peccati e scendiamo fino alle loro radici profonde, il perdono di Dio li sradicherà del tutto, consentendoci di non commetterli più.

3) Infine riconosci che da solo non puoi farcela (confessione della fede).
Chiedi a Dio di essere perdonato, ma soprattutto chiedigli la grazia di aiutarti a non ricadere più nel solito tran tran. Riconosci che tu sei debole, ma lui è forte. Chiedi il dono della speranza. La speranza che davvero la tua vita possa cambiare e tu essere totalmente rinnovato. Lui lo può fare se tu ti affidi interamente a lui. Proclama con forza la tua fede: "Io credo che tu sei il Signore della mia vita. Io credo che tu sei onnipotente e puoi guarirmi dalle malattie del mio spirito e del mio cuore, adesso, subito perché sei qui presente per me."

Schema per l'esame di coscienza

Mi accosto al sacramento della riconciliazione per un sincero desiderio di rinnovamento di vita e di più intima amicizia con Dio o lo considero un peso?
Ho dimenticato oppure ho taciuto di proposito dei peccati nelle confessioni passate?

Ho fatto la penitenza proposta? Ho riparato i danni fatti? Mi sono impegnato a mettere in pratica i propositi?

Il Signore dice:
"Amerai il Signore Dio con tutto il tuo cuore".

Il mio cuore è davvero orientato a Dio e posso dire di amarlo veramente sopra tutte le cose e con amore di figlio? Metto sempre Dio al primo posto? Mi lascio troppo assorbire dalle cose materiali? E' sempre retta la mia intenzione nell'agire?

Ci sono per me "altri dei", cioè espressioni o cose nelle quali ripongo fiducia più che in Dio, per es.: ricchezza, superstizioni, spiritismo, magie....?

La mia fede in Dio, che si è rivelato in Gesù Cristo, è salda? Ho dato la mia piena adesione alla dottrina della Chiesa? Ho avuto a cuore la mia crescita cristiana, ascoltando la parola di Dio, partecipando alla catechesi, evitando tutto ciò che può insidiare la fede? Ho professato sempre con coraggio e senza timore la mia fede in Dio e nella Chiesa?

Ho pregato a lungo almeno al mattino e alla sera? Mi sto impegnando per giungere a pregare almeno un'ora al giorno? La mia preghiera è un vero colloquio a cuore a cuore con Dio? Ho saputo offrire a Dio le mie occupazioni, le mie gioie e i miei dolori? Vivo alla presenza di Dio?

Ho riverenza e amore verso il nome santo di Dio, o l'ho offeso con la bestemmia, col falso giuramento, col nominarlo invano? Sono stato irriverente verso Maria Vergine e i Santi?

Santifico il giorno del Signore e le feste della Chiesa, partecipando con devozione alla celebrazione della S. Messa?

Il Signore dice:
"Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi".

Amo disinteressatamente il mio prossimo, oppure mi servo dei fratelli per i miei interessi riservando ad essi un trattamento che non vorrei fosse usato con me? Sono stato per loro di grave scandalo con parole e azioni?

Nella mia famiglia, ho contribuito con pazienza e con vero amore al bene e alla gioia degli altri?
Per i figli. Sono stato obbediente ai genitori, li ho rispettati e onorati? Ho prestato loro aiuto nelle necessità spirituali e materiali?
Per i genitori. Mi sono preoccupato dell'educazione cristiana dei figli? Ho dato loro buon esempio? Li ho sostenuti e diretti con amore e autorevolezza, oppure ho preferito lasciar correre per opportunismo?
Per i coniugi. Sono stato sempre fedele negli affetti e nelle azioni? Ho avuto comprensione nei momenti di inquietudine? Nel rapporto coniugale ho rispettato e osservato la legge morale?

So dare del mio, disinteressatamente, a chi è più povero di me? Difendo gli oppressi e aiuto i bisognosi? Tratto con sufficienza o con durezza il mio prossimo, specialmente i poveri, i deboli, i vecchi, gli emarginati, gli immigrati?

Sono consapevole della missione che come cristiano mi è stata affidata? Ho partecipato alle opere di apostolato e di carità della Chiesa, alle iniziative e alla vita della parrocchia? Ho pregato e dato il mio contributo per le necessità della Chiesa e del mondo?
Mi prendo a cuore il bene e la prosperità della comunità umana in cui vivo, o mi curo soltanto dei miei interessi personali? Mi sono sempre impegnato nel rispetto dei doveri civici? Ho pagato le tasse? Ho rispettato il codice della strada?

Sono giusto, impegnato, onesto nel lavoro? Ho dato la giusta retribuzione ai dipendenti? Ho osservato i contratti e tenuto fede alle promesse?

Ho praticato sempre la verità e la fedeltà, oppure ho danneggiato il prossimo con menzogne, calunnie, detrazioni, giudizi temerari, violazione di segreti?

Ho attentato alla vita e all'integrità fisica del prossimo, ne ho danneggiato i beni? Ho procurato o consigliato l'aborto? Ho serbato odio? Ho pronunziato insulti e parole offensive fomentando screzi e rancori? Ho consapevolmente ed egoisticamente omesso di testimoniare l'innocenza del prossimo?

Ho rubato? Ho desiderato la roba d'altri? Ho restituito quanto ho sottratto e ho riparato i danni arrecati?

Se ho ricevuto dei torti, mi sono dimostrato disposto alla riconciliazione e al perdono per amore di Cristo, o serbo in cuore odio e desiderio di vendetta?

Il Signore dice:
"Siate perfetti come il Padre vostro celeste".

Qual è l'orientamento fondamentale della mia vita? Mi guida la speranza della vita eterna? Ho cercato di ravvivare la mia vita spirituale con la preghiera, la lettura e la meditazione della parola di Dio, la partecipazione ai sacramenti? Ho praticato la mortificazione? Sono stato pronto e deciso a stroncare i vizi, a soggiogare le passioni e le inclinazioni perverse? Ho reagito all'invidia, ho dominato la gola? Sono stato presuntuoso e superbo, e ho preteso di affermare tanto me stesso da disprezzare gli altri? Ho imposto agli altri la mia volontà, schiacciando la loro libertà e i loro diritti?

Per i giovani. Sto pregando e mi consiglio con un padre spirituale per scoprire il progetto di Dio sulla mia vita: prete, religioso/a, coniugato/a, altro ... ?

Uso il tempo, le forze, i doni ricevuti da Dio per crescere ogni giorno di più come cristiano nel servire i fratelli? Sono stato pigro?

Ho sopportato con pazienza i dolori e le prove della vita? Ho praticato il digiuno e l'astinenza secondo il precetto della Chiesa?

Ho conservato puro e casto il mio corpo, pensando che è tempio dello Spirito Santo, destinato alla risurrezione e alla gloria? Ho custodito i miei sensi e ho evitato di contaminarmi nello spirito e nel corpo con pensieri e desideri cattivi, con parole, letture, discorsi, spettacoli, azioni contro la castità? Sono stato di scandalo agli altri con il mio comportamento immodesto?

Ho cercato di comportarmi in tutto e sempre nella vera libertà dei figli di Dio e secondo la legge dello Spirito, o mi sono lasciato asservire dalle mie passioni, dalla mentalità consumistica?
Ho agito contro coscienza, per timore o per ipocrisia?

Confessione e assoluzione

Cerca di confessare i tuoi peccati così come li conosci e li ricordi, soprattutto quelli che hanno un maggior peso e significato nella tua vita ed apri con sincerità la tua coscienza al sacerdote.

Il sacerdote ti dà l'assoluzione come ministro del perdono di Dio e della Chiesa, e tenendo stese le mani sul capo (invocando su di te lo Spirito Santo) dice:

Dio, Padre di misericordia,
che ha riconciliato a sé il mondo
nella morte e risurrezione del suo Figlio,
e ha effuso lo Spirito Santo
per la remissione dei peccati,
ti conceda, mediante il ministero
della Chiesa,
il perdono e la pace.
E io ti assolvo dai tuoi peccati
nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Penitente: Amen.
Sacerdote: Lodiamo il Signore perché è buono.
Penitente: Eterna è la sua misericordia.
Il sacerdote congeda il penitente riconciliato: Il Signore ha perdonato i tuoi peccati. Va' in pace!

Ringraziamento

Padre Santo, che nella tua bontà mi hai rinnovato a immagine del tuo Figlio, fa' che tutta la mia vita diventi segno e testimonianza del tuo amore misericordioso. Per Cristo nostro Signore. Amen

Soddisfazione o Penitenza

Oltre alla penitenza proposta dal sacerdote puoi scegliere altre opere penitenziali quale segno di rinnovato amore a Dio e al prossimo e di dolore per un particolare peccato. Ad esempio puoi:

- fare una visita in chiesa
- leggere una pagina della Bibbia
- pregare per una determinata persona
- prestare un servizio
- sostenere un'opera buona
- visitare un ammalato
- aiutare una persona anziana o sola
- digiunare (per donare ai poveri) rinunciando a: cibo, TV, cosmetici, sigarette... cose superflue e anche necessarie.

 

sezione dedicata a mia nonna, Maria Elisabetta
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