Rubrica Parole Dialettali Calabresi, terzo appuntamento

Rubrica Parole Dialettali Calabresi, terzo appuntamento

Terzo appuntamento con la nostra rubrica Parole Dialettali Calabresi con Ivano Verduci. Ogni settimana sette parole dialettali con una piccola spiegazione del loro significato. Naturalmente ogni consiglio, suggerimento e spiegazione su questa rubrica è sempre ben accetto.

Rubrica Parole Dialettali Calabresi, nuove parole

Altre sette parole per la nostra Rubrica Parole Dialettali Calabresi. Le parole della settimana sono:

  • PRASTILI: tagliere;
  • CATU: catino, secchio, anche detto BAGGHJIOLU;
  • CRIU: setaccio, spesso utilizzato nella frase “vai comu o ciciru o criu” intendendo velocemente ma senza ottenere risultati;
  • MAULA’ : malattia parotite, spesso denominata orecchioni;
  • CAGNOLEDDHU: cane appena nato o comunque giovane;
  • COFINEDDHA: cassetta contenitore utilizzata un tempo per trasportare con l’asino frutta o per i bergamotti;
  • MUCCATURI O MACCATURI copricapo femminile

La rubrica

La Rubrica Parole Dialettali Calabresi vuole essere uno spazio “carino”. La decisione di creare un piccolo spazio su Ntacalabria dedicato alle Parole Dialettali Calabresi nasce dall’esigenza di molte persone, soprattutto calabresi emigrati fuori dai confini calabresi. Un angolo del web dove ognuno potrà naturalmente condividere le parole che ricorda o di cui vuole sapere il significato. Come scritto in premessa, questa piccola rubrica non vuole essere un’angolo culturale fatto da esperti. Per questo motivo eventuali errori, significati troncati e suggerimenti sono ben graditi da tutti. Il nostro invito e’ rivolto a tutti coloro che ci leggono, esperti della lingua e non.

Ecco a voi dei modi di dire:

  • CURCHITI JUNCHU CA SCIUMARA PASSA, letteralmente: dormi bue che la piena della fiumara passerà. E’ utilizzato spesso per indicare chi ozia.
  • OMU CAVADDU E CANI CHIU’ NDOPERA E CHIU’ VALI. Significa:uomo cavallo e cane più si impegnano per uno scopo più valgono. Cit. G. S.
  • CCA SUTTA NON CHIOVI (qua sotto non piove)
  • A LINGUA NON AVI OSSA MA RUMPI L’OSSA (la lingua non ha osso, ma rompe le ossa. Detto utilizzato quando qualcuno viene ferito dalle parole di un’altra persona).

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