Saline Joniche (RC), l’attesa e le speranze prima dell’incontro del No al carbone

Saline Joniche (RC), l’attesa e le speranze prima dell’incontro del No al carbone

no al carbone a saline

no al carbone a saline

di Francesco Iriti (pubblicato su Calabria Ora)

Basta poco per comprendere che l’incontro indetto dal no al carbone sarà molto partecipato. Infatti, l’area antistante il luogo prescelto pullula di automobili, a testimonianza del grande interesse che può sollevare una questione come la costruzione di una centrale a carbone.

Più ci si avvicina alla palestra polivalente e più si capta un coacervo di emozioni e di sensazioni comuni che permettono al semplice cittadino di mescolarsi tra la folla accanto al politico regionale o provinciale pronto, con la propria sobrietà ed il proprio spirito battagliero, a ribadire il proprio impegno per lo sviluppo del territorio. Tutti pronti ad assistere ad un evento che per una volta sembra risvegliare gli istinti della popolazione, molte volte inerme di fronte alle decisioni che vengono “calate” dall’alto a testimonianza di una quasi cecità della stessa popolazione per il destino della propria terra.

Il progetto della Sei sembra, invece, aver fatto breccia nell’animo di tante persone che hanno preso parte all’iniziativa. Striscioni, magliette con la scritta “no al carbone”, articoli di giornale affissi in apposite bacheche hanno rappresentato soltanto alcuni dei segni distintivi di una mattinata dove i vari politici non si sono sottratti, come era normale, alle tante interviste delle emittenti televisive. Il filo conduttore è stato il “no al carbone e l’adesione al comitato costituendo” anche se non sono mancati alcuni fuori programma, ed alcune proteste sul ruolo dei politici in questo evento, che non hanno scalfito l’impegno di coloro i quali si sono prodigati per organizzare nei minimi dettagli l’appuntamento.

Nel frattempo, ai lati della sala dei volontari raccoglievano le firme di adesione mentre applausi scroscianti si levavano ogni qualvolta dal microfono veniva ripetuta la frase “No al carbone, si ad uno sviluppo alternativo dell’area”. Terminati gli interventi, il ritorno a casa «nella speranza che non si sia trattato – si sono augurati in molti – di una iniziativa senza seguito».

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