Rifiuti sul letto dell’Amendolea, Allarme del Comitato Pro Condofuri

Rifiuti sul letto dell’Amendolea, Allarme del Comitato Pro Condofuri

Rifiuti nella fiumara Amendolea

di Gianfranco Marino

Rifiuti sul greto dell’Amendolea e il comitato Pro Condofuri si fa portavoce delle istanze della cittadinanza. Sono sempre più numerose le segnalazioni che giungono da parte della cittadinanza riguardanti inefficienze e problematiche del territorio, rivolte al Comitato Civico “Pro Condofuri” con l’implicita richiesta di rendersi portavoce presso i vari enti che di volta in volta possono essere, a vario titolo coinvolti o responsabili.

Ultima segnalazione in ordine di tempo è quella relativa all’abbandono di rifiuti solidi urbani ed industriali in prossimità della foce della fiumara Amendolea ed esattamente al di sotto dei ponti per mezzo dei quali sia la SS 106 che la linea ferrata attraversano il ben noto corso d’acqua. “Premesso che – specifica Salvatore Tuscano presidente del comitato – l’origine del problema sia da ricercare nell’assoluta mancanza di senso civico di parte della cittadinanza.

Nell’ultimo caso in ordine di tempo, la problematica è rappresentata dalla presenza sul greto della fiumara Amendolea di rifiuti di ogni genere e dimensione, dal comune sacchetto di plastica al frigorifero ed alla lavatrice dismessa, ai pneumatici e quant’altro in grado di ostruire il corso d’acqua. Tale situazione, oltre a causare un ovvio danno ambientale, crea l’ulteriore pericolo in caso di una possibile piena, come già verificatosi nella Piana di Gioia Tauro, che trasformerebbe un innocuo corso d’acqua in una minaccia per i terreni limitrofi.

Al fine di scongiurare il verificarsi di eventi irreparabili – prosegue Tuscano – il Comitato Civico “Pro Condofuri” porterà a conoscenza del problema sia la terna commissariale attualmente insediata presso il Comune di Condofuri che il competente Assessorato al Demanio e Patrimonio della Provincia di Reggio Calabria affinchè vengano adottati gli opportuni provvedimenti atti a preservare innanzitutto la pubblica incolumità ed in secondo luogo, con pari importanza, l’ambiente, evitando un ulteriore, più grave e difficilmente sanabile inquinamento della fiumara e di conseguenza del tratto di mare in cui la  stessa sfocia”.

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